Il fondo di Ken Griffin batte il record di guadagni: 16 miliardi di dollari in un anno
di Vittoria Puledda , di Vittoria PuleddaMILANO - L’ultimo record l’ha appena segnato: i suoi hedge fund Citadel hanno battuto i guadagni annuali di tutti i tempi, assicurando agli investitori 16 miliardi di profitti. Un traguardo che ha un protagonista incontrastato: Ken Griffin, fondatore, amministratore delegato, co-capo investimenti e proprietario dell’80% di Citadel. La strategia di investimento ha riguardato tutte le attività, ma è probabile che il volano sia venuto dalle posizioni ribassiste sui bond, che hanno subìto fortissime perdite nel 2022, grazie all’intuizione precoce che le banche centrali sarebbero state costrette ad alzare i tassi per combattere l’inflazione.
Così il finanziere-trader miliardario (ha un patrimonio stimato intorno ai 30 miliardi di dollari, al 53esimo posto nella classifica di 400 Paperoni d’America di Forbes) ha bissato il successo del 1987, quando appena diciannovenne fondò il primo hedge fund con i soldi della nonna, …
MILANO - L’ultimo record l’ha appena segnato: i suoi hedge fund Citadel hanno battuto i guadagni annuali di tutti i tempi, assicurando agli investitori 16 miliardi di profitti. Un traguardo che ha un protagonista incontrastato: Ken Griffin, fondatore, amministratore delegato, co-capo investimenti e proprietario dell’80% di Citadel. La strategia di investimento ha riguardato tutte le attività, ma è probabile che il volano sia venuto dalle posizioni ribassiste sui bond, che hanno subìto fortissime perdite nel 2022, grazie all’intuizione precoce che le banche centrali sarebbero state costrette ad alzare i tassi per combattere l’inflazione.
Così il finanziere-trader miliardario (ha un patrimonio stimato intorno ai 30 miliardi di dollari, al 53esimo posto nella classifica di 400 Paperoni d’America di Forbes) ha bissato il successo del 1987, quando appena diciannovenne fondò il primo hedge fund con i soldi della nonna, del dentista e di pochi altri conoscenti, riuscendo a guadagnare dove la maggior parte della gente perse a rotta di collo: il “Black monday” a Wall Street.
Benefattore e filantropo (ha collaborato tra l’altro con la Bill e Melinda Gates Foundation), acceso repubblicano (ma non più sostenitore di Donal Trump) è tra i più generosi contributori della politica: nelle elezioni del 2020 ha distribuito fondi per 66 milioni e pur essendo fan dello schieramento opposto, nel 2017 ha dato anche un milione di dollari alla Obama Foundation. Possiede due jet personali e case per un miliardo di dollari, ma è anche un appassionato d’arte e possiede una vasta collezione di quadri che vanno da Mark Rothko a Cézanne a Jackson Pollock, oltre a sostenere con donazioni molti musei.
Nato in Florida nel 1968, è padre di tre figli e due volte divorziato (la seconda volta si è sposato con Anne Dias-Griffin, a sua volta attiva nella finanza e abbastanza lungimirante da firmare un dettagliato accordo pre-matrimoniale).
Griffin ha sempre alternato grande senso degli affari a scelte generose e persino sorprendenti. Come quando ha pagato 8 milioni di dollari per due biglietti per il viaggio nello spazio Blue Origin e poi li ha donati; o quando ha ingaggiato a spese sue Kate Perry e Maroon 5 perché cantassero per i suoi dipendenti. Una cinquantina dei quali — il team del trading — è stato per quasi un anno al Four season di Palm Beach: in auto-quarantena, allo scoppiare della pandemia.
Il bernoccolo della finanza ce l’ha avuto fin dagli esordi ad Harvard, dove aveva ottenuto di piazzare una parabola per ricevere le quotazioni azionarie; subito dopo la laurea ha fatto guadagnare il 70% in un anno a Frank Meyer, il fondatore di Glenwood capital investments che gli aveva affidato in gestione un miliardo di dollari. Nel ‘90 fonda la sua creatura, Citadel: un hedge fund cui affianca Citadel Securities, uno dei più grandi market maker degli Usa. Forse è proprio per quest’attività che è più conosciuto fuori dalla finanza, perché Citadel Securities era una delle piattaforme che eseguiva gli ordini di Robinhood sulle “meme stock”, in primis GameStop, mentre il fondo era tra gli investitori (un doppio ruolo che nel 2021 portò Griffin a testimoniare al Congresso). Non è l’unica vicenda controversa: nel 2017 la Sec lo multò per 22,6 milioni.