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"Monete di platino da mille miliardi per aggirare il tetto al debito". Yellen stoppa la proposta del Congresso Usa

Janet Yellen, segretaria al Tesoro americano (reuters)
L'idea di una "Platinum Option" è tornata di moda per aggirare il potenziale default. Ma la segretaria al Tesoro, ed ex banchiera centrale, ha già detto che non è percorribile
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NEW YORK - Il segretario del Tesoro, Janet Yellen, ha affondato le speranze della Casa Bianca di stampare monete di platino per un valore di mille miliardi per salvare gli Stati Uniti dal default dei conti pubblici.

La Platinum Opition è tornata nel dibattito americano dieci anni dopo l'idea proposta sotto la presidenza Barack Obama, ma non sembra destinata ad avere un futuro. Yellen ha detto che la Federal Reserve non accetterebbe questa soluzione emersa nei giorni scorsi al Congresso e vista come unica soluzione per uscire dalla paralisi in cui Washington si è infilata. Alcuni consiglieri del presidente Joe Biden e i democratici di Capitol Hill avevano discusso la possibilità che il Tesoro potesse usare una legge del '97 che autorizza il governo a stampare monete di platino nel caso di un potenziale default. In base a questo ragionamento, il Tesoro avrebbe coniato mille miliardi e li messi in deposito presso la Federal Reserve, e in cambio ritirato il q…

NEW YORK - Il segretario del Tesoro, Janet Yellen, ha affondato le speranze della Casa Bianca di stampare monete di platino per un valore di mille miliardi per salvare gli Stati Uniti dal default dei conti pubblici.

La Platinum Opition è tornata nel dibattito americano dieci anni dopo l'idea proposta sotto la presidenza Barack Obama, ma non sembra destinata ad avere un futuro. Yellen ha detto che la Federal Reserve non accetterebbe questa soluzione emersa nei giorni scorsi al Congresso e vista come unica soluzione per uscire dalla paralisi in cui Washington si è infilata. Alcuni consiglieri del presidente Joe Biden e i democratici di Capitol Hill avevano discusso la possibilità che il Tesoro potesse usare una legge del '97 che autorizza il governo a stampare monete di platino nel caso di un potenziale default. In base a questo ragionamento, il Tesoro avrebbe coniato mille miliardi e li messi in deposito presso la Federal Reserve, e in cambio ritirato il quantitativo di dollari sufficienti per pagare i conti del Paese. Il governo riceverebbe soldi in prestito.

L'operazione è stata chiamata Mint The Coin Plan, ma non ha futuro. Yellen, che ha presieduto la Banca centrale americana e conosce i suoi meccanismi interni, in un'intervista al Wall Street Journal non ha dato speranza. Non è una sorpresa: nei giorni scorsi rappresentanti della Fed avevano maniestato perplessità davanti a questa soluzione per aggirare il problema del debito fiscale. Il segretario al Tesoro ha liquidato la proposta come un "espediente" senza grandi possibilità di successo, perché lederebbe l'"indipendenza della Banca Centrale", legandola troppo al prestito erogato al governo.

Ma l'alternativa è l'Armageddon dei conti pubblici americani. La situazione appare in forte stallo: il Congresso deve approvare lo sforamento del tetto al debito, che ha raggiunto i 31.400 miliardi di dollari. Superata la soglia le casse federali possono andare in default, con una ricaduta generale sull'economia e sui mercati finanziari. Alla Camera, con la nuova maggioranza in mano ai Repubblicani, la situazione è di grande tensione: i conservatori spingono perché i Democratici accettino un taglio alla spesa sociale, se vogliono ottenere lo sforamento del debito, ma questo rischierebbe di alienare il consenso della classe media e delle fasce più deboli, che si troverebbero a pagare il conto più alto di un deficit che ha subito una crescita record sotto l'amministrazione di Donald Trump, e continuata con Biden.

La scorsa settimana il dipartimento del Tesoro ha fatto ricorso alle "misure straordinarie" per gestire i conti e garantire ancora il pagamento delle quote maturate dalle obbligazioni di Stato e i servizi legati alla Social security, e che riguardano stato sociale, veterani e assistenza, per altri cinque mesi.