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Per il vertice Cariplo sfida tra rettori, la Lega punta su Resta

Corsa a tre per la presidenza, con Azzone e Dalla Sega. In arrivo le terne per la Commissione che poi eleggerà il consiglio
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MILANO - È una corsa tra accademici, per ora, quella per la presidenza della Fondazione Cariplo 2023-2027: secondo più fonti sarebbero candidati gli ex rettori del Politecnico di Milano Ferruccio Resta e Giovanni Azzone, oltre al docente dell’Università Cattolica, Franco Dalla Sega, unico già formalmente espresso dalla Diocesi.

La Fondazione è uno scrigno che gestisce 8 miliardi di euro di patrimonio, eroga circa 150 milioni l’anno ai territori, è socia di peso in Cdp e in Intesa Sanpaolo, dove ha il 5%. A maggio si insedierà la nuova Commissione centrale di beneficenza (Ccb), organo di indirizzo dell’ente lombardo formato da 28 elementi, che poi indicherà il cda ristretto da cui uscirà il presidente, successore di Giovanni Fosti (non rinnovabile essendo in chiusura di secondo mandato).

Diverse carte sono da giorni sul tavolo, anche perché i meccanismi di nomina della Commissione in Cariplo sono …

MILANO - È una corsa tra accademici, per ora, quella per la presidenza della Fondazione Cariplo 2023-2027: secondo più fonti sarebbero candidati gli ex rettori del Politecnico di Milano Ferruccio Resta e Giovanni Azzone, oltre al docente dell’Università Cattolica, Franco Dalla Sega, unico già formalmente espresso dalla Diocesi.

La Fondazione è uno scrigno che gestisce 8 miliardi di euro di patrimonio, eroga circa 150 milioni l’anno ai territori, è socia di peso in Cdp e in Intesa Sanpaolo, dove ha il 5%. A maggio si insedierà la nuova Commissione centrale di beneficenza (Ccb), organo di indirizzo dell’ente lombardo formato da 28 elementi, che poi indicherà il cda ristretto da cui uscirà il presidente, successore di Giovanni Fosti (non rinnovabile essendo in chiusura di secondo mandato).

Diverse carte sono da giorni sul tavolo, anche perché i meccanismi di nomina della Commissione in Cariplo sono molto articolati. Le prime ad arrivare, a inizio mese, sono state le 14 terne di candidati espresse dagli “elettori” di matrice politica, da cui esce un membro per ognuna delle nove province, due per la Regione, tre per la Città metropolitana di Milano. Ora stanno arrivando i quattro candidati espressi dagli atenei lombardi, istituzioni culturali, associazioni ambientaliste e dalla Diocesi. Entro il 7 febbraio toccherà poi ai cinque del Terzo settore, ai quali si aggiungeranno i cinque cooptati tra gli uscenti.

A far più rumore, in questa fase, la candidatura di Ferruccio Resta alla presidenza. L’ingegnere bergamasco classe 1968, docente al Politecnico e suo rettore uscente e presidente della Conferenza rettori italiani, è stimato nel mondo accademico, anche per il lavoro alla guida dell’ateneo. La sua candidatura avrebbe il placet del presidente della Regione Attilio Fontana, di membri della giunta milanese guidata da Beppe Sala (di centrosinistra), del ministro leghista dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Ma tanto consenso “politico” potrebbe nuocere a Resta, perché Cariplo, diversamente da altre Fondazioni, è sempre stata fieramente gelosa della propria autonomia. Difesa in vent’anni di scontri tra il dominus Giuseppe Guzzetti ed esponenti politici di primo piano come Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e Matteo Salvini.
Anche se la Lega, di nuovo al governo e alla prova-voto in Lombardia a febbraio, è tornata in forze, l’analisi degli equilibri politici nelle province lombardo-piemontesi la vede in arretramento rispetto a quattro anni fa, quando controllava circa metà delle 14 terne “politiche” di Cariplo.

Stavolta nelle terne espresse dalle province di Lodi, Varese e Mantova sembrano prevalere candidature autonome e non di partito. «La Fondazione è sempre stata un soggetto di tutto il territorio, e il mio impegno è stato mantenerlo tale - aveva detto Fosti il 6 dicembre scorso -. È importante che anche in futuro resti super partes: confido prevalga la saggezza di capire che la sua indipendenza è un grande valore».

In questa fase Fosti ha come consigliere il predecessore Guzzetti. Trovare candidati forti, autorevoli e competenti, comunque, non è mai facile per gli enti ex bancari: anche perché non possono competere sui compensi pagati ai vertici, molto inferiori alle imprese private (e anche pubbliche). Secondo indiscrezioni, si sarebbero già tirati indietro il manager di Intesa Paolo Grandi, il presidente di Banco Bpm Massimo Tononi, il presidente di Cdp Giovanni Gorno Tempini.

A fine febbraio si capirà meglio la tenuta della candidatura di Resta. O se vi entrerà il collega Azzone, già a capo della Fondazione comunitaria di Milano, promossa da Cariplo per erogare metà dei fondi stanziati dall’ente su certi progetti. O se la spunterà Dalla Sega, ex presidente di Mittel e consulente dell’Apsa vaticana. Oppure se nessuno dei tre guiderà la Cariplo.