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Le previsioni di Eurizon (Intesa): meno inflazione e meno crescita, ma per i mercati è un buon mix per investire nel 2023

Saverio Perissinotto, ceo Eurizon 
La prima sgr italiana ha presentato le sue strategie per l'anno. Con un cauto ottimismo dopo un difficile 2022 e un giudizio positivo sui Btp, soprattutto nella parte 10-30 anni. La possibile sorpresa della Cina sul fronte della crescita e le opportunità sulle Borse europee
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MILANO - Dopo un anno "difficile e complicato" come il 2022, la possibilità che i successivi 12 mesi in campo finanziario siano più semplici e positivi è piuttosto alta. E' questa la conclusione cui è giunta Eurizon, la sgr del gruppo Intesa nel suo Scenario 2023 presentato agli investitori. Il quadro di riferimento vede il rientro dell'inflazione e un contemporaneo rallentamento della crescita. Ma se questo secondo fattore non è troppo positivo - soprattutto se dovesse essere un rallentamento marcato e non l'auspicato soft lending - tutto sommato è una difficoltà affrontabile. Il vero nodo, infatti, è accantonare lo spettro dell'inflazione, "non sentir più parlare del carrello della spesa", ha spiegato Andrea Conti, responsabile Macro Research di Eurizon.

Il confronto con il 2022

Ancora più diretto Saverio Perissinotto, ceo della prima sgr italiana (con un patrimonio che si avv…

MILANO - Dopo un anno "difficile e complicato" come il 2022, la possibilità che i successivi 12 mesi in campo finanziario siano più semplici e positivi è piuttosto alta. E' questa la conclusione cui è giunta Eurizon, la sgr del gruppo Intesa nel suo Scenario 2023 presentato agli investitori. Il quadro di riferimento vede il rientro dell'inflazione e un contemporaneo rallentamento della crescita. Ma se questo secondo fattore non è troppo positivo - soprattutto se dovesse essere un rallentamento marcato e non l'auspicato soft lending - tutto sommato è una difficoltà affrontabile. Il vero nodo, infatti, è accantonare lo spettro dell'inflazione, "non sentir più parlare del carrello della spesa", ha spiegato Andrea Conti, responsabile Macro Research di Eurizon.

Il confronto con il 2022

Ancora più diretto Saverio Perissinotto, ceo della prima sgr italiana (con un patrimonio che si avvicina ai 400 miliardi di euro): "C'è maggior ottimismo, dopo il 2022. Siamo partiti con il piede giusto, anche se potrà esserci volatilità. Riteniamo ad esempio che nel reddito fisso ci siano opportunità; comunque l'importante è avere un buon bilanciamento bond-equity e restare investiti nel tempo".  Ovviamente, qualsiasi scenario di investimento non può prescindere dal conflitto russo-ucraino. L'analisi del quadro geopolitico è stata affidata a Maurizio Molinari, direttore di Repubblica. "Ci si avvia a un fine inverno-primavera di guerra molto intensa - ha spiegato Molinari - in cui Putin vuole esercitare il massimo della pressione militare. Nello stesso tempo, da oggi deve fare i conti con l'invio dei carri armati occidentali a Kiev, un fattore in grado di fare la differenza nel conflitto".

E poi c'è la Cina. Che, dal punto di vista economico, secondo Eurizon potrebbe rappresentare una sorpresa del 2023, risultando in controtendenza dal punto di vista macro rispetto agli Stati Uniti e all'Europa: in queste due aree è previsto un rallentamento, mentre Pechino potrebbe recuperare un tasso di crescita più vicino agli obiettivi di medio termine. “La Cina resta l’alleato più importante della Russia, ma c’è un riavvicinamento in atto con gli Stati Uniti, una coincidenza di interessi della Cina con i paesi occidentali – ha sottolineato Molinari - però è un equilibrio delicato: per esempio sul fronte dell’intelligenza artificiale, fattore determinante, Cina e Stati Uniti sono competitor molto accesi ma la Cina è in vantaggio, sugli Usa e sul resto del mondo”.

Le stime sull'inflazione

Partendo da un contesto in cui l'inflazione mondiale rallenta e le banche centrali si adeguano - prima la Fed, poi la Bce - mandando in soffitta la stagione dei rialzi dei tassi, le obbligazioni sono l'asset class giusta da cui estrarre valore. In particolare, Eurizion conferma il sovrappeso sui titoli governativi Usa e della Germania. Ma i Btp hanno un posto di tutto rispetto, soprattutto nella parte lunga (10-30 anni). Le ragioni le spiega Maria Luisa Matarrelli, responsabile dei Bond governativi e Fx, che ritiene i nostri titoli governativi una buona opportunità di investimento. "Il contesto è sicuramente migliore, per tre ragioni: una crescita del Pil più forte del previsto; l''annuncio dello scudo Bce, precedente all'avvio del tightening e, infine, una minor incertezza politica".

Per questo, visto con gli occhi di un investitore europeo, nel reddito fisso per la parte breve sarebbe il caso di posizionarsi sui paesi core e semi-core mentre sui 10-30 anni la scelta cade sui Btp; bene anche i titoli corporate investment grade. Puntando sui capital gain, bene anche i titoli governativi Usa. Ma attenzione, le previsioni sono di un dollaro più debole (secondo i future la Fed dovrebbe tagliare i tassi a pritre dall'autunno).

I mercati azionari

E le Borse? Prospettive positive anche in questo caso, anche grazie alla decisa riduzione delle previsioni di utili, che hanno spinto le quotazioni a livelli di rapporti prezzi/utili inferiori alla media. I mercati azionari europei, dopo i "quindici minuti di gloria" del 2022 (quando sono andati meglio degli Stati Uniti) potrebbero ripetere il successo, anche grazie alle politiche fiscali complessivamente accomondanti e al fatto che sono una asset class poco presente nei portafogli, per cui c'è spazio per crescere.

E se il rallentamento dell'economia fosse più marcato? Tutto sommato la revisione degli utili ha già fatto una parte di pulizia, ma certo potrebbe esserci maggiore volatilità (attesa soprattutto nella prima parte dell'anno). Quello che davvero fa paura è l'inflazione. Ma un calo meno rapido del previsto viene considerato "un'ipotesi a bassa probabilità".