Parental control "di Stato": gratis e per tutti. Nuove tutele per i minori che navigano su Internet
di Alessandro Longo , di Alessandro LongoAvremo diritto tutti a un filtro gratuito per proteggere i nostri figli dai pericoli di internet e potremo attivarlo con facilità, tramite il nostro operatore telefonico, fisso o mobile. Il filtro impedirà l'accesso a contenuti inadatti ai minori, come scommesse e porno.
Filtro disponibile a ottobre 2023
Ad annunciare la novità è l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), che ha approvato ieri una delibera di attuazione di un decreto legge del 2020, il quale imponeva appunto agli operatori queste nuove misure. In particolare, a quanto apprende Repubblica, il filtro - detto di parental control, ossia controllo genitoriale - sarà disponibile nove mesi dopo l'approvazione di questa delibera, quindi a ottobre 2023.
ESPERTO TLC. Fai la tua domanda
Agcom chiarisce che la delibera "fornisce una risposta alla crescente preoccupazione legata alle pratiche digitali di giovani e giovanissimi, come emerso, tra l'altro…
Avremo diritto tutti a un filtro gratuito per proteggere i nostri figli dai pericoli di internet e potremo attivarlo con facilità, tramite il nostro operatore telefonico, fisso o mobile. Il filtro impedirà l'accesso a contenuti inadatti ai minori, come scommesse e porno.
Filtro disponibile a ottobre 2023
Ad annunciare la novità è l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), che ha approvato ieri una delibera di attuazione di un decreto legge del 2020, il quale imponeva appunto agli operatori queste nuove misure. In particolare, a quanto apprende Repubblica, il filtro - detto di parental control, ossia controllo genitoriale - sarà disponibile nove mesi dopo l'approvazione di questa delibera, quindi a ottobre 2023.
ESPERTO TLC. Fai la tua domanda
Agcom chiarisce che la delibera "fornisce una risposta alla crescente preoccupazione legata alle pratiche digitali di giovani e giovanissimi, come emerso, tra l'altro, nella consultazione pubblica indetta dalla stessa autorità in vista di questa delibera. Ma lo stesso decreto del 2020 era nato, in pieno Covid-19, per affrontare un crescente allarme: i lockdown avevano spinto ancora di più i minori a passare molto tempo in rete, esposti a tutti i suoi pericoli. L'allarme è ancora vivo, di qui le misure pensate dall'Autorità.
Installato di default per le sim dei minori
È vero che ci sono già strumenti di parental control - alcuni gratis, con Google, Apple - su cellulare. Ma sono poco noti e non facilmente attivabili dai genitori. Il nuovo filtro, "di Stato", sarà invece attivabile tramite il nostro operatore, con grande facilità, ad esempio tramite il suo sito o con una chiamata. Sarà attivo su tutta la linea telefonica in questione. Se l'intestatario è un minore, inoltre (caso tipico: una sim), il filtro sarà presente di default.
I soggetti che possono eseguire le operazioni di disattivazione, riattivazione e configurazione sono i maggiorenni, titolari del contratto, e coloro che esercitano la potestà genitoriale sul minore, identificati mediante Pin, otp (one time password), Spid, accesso all'area web riservata del sito dell'operatore.
Nessun costo per operare sul filtro
Non ci devono essere costi di nessun genere, per attivazione, disattivazione, configurazione dei filtri. "La fornitura non può essere inoltre vincolata alla sottoscrizione di qualsiasi servizio accessorio a pagamento", scrive Agcom. Insomma, tutti devono averli, nessuna nessun costo né altra condizione. Importante anche la comunicazione di questi filtri. Gli operatori "sono tenuti a pubblicare sui propri siti web guide chiare ed esaustive per l'utilizzo" di questi filtri e "offrire assistenza gratuita per l'attivazione, la disattivazione e la configurazione" "attraverso call center con operatore umano ove selezionato dal consumatore secondo la vigente regolamentazione".
In base alle linee guida approvate ieri da Agcom, "le operazioni di attivazione, disattivazione e configurazione" devono essere "realizzabili in modo semplice e intuitivo mediante interfaccia web o app sul terminale e il cliente deve poter selezionare le categorie da bloccare". "Gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche dovranno assicurare adeguate forme di pubblicità di questi filtri".
Lo schermo a monte: sarà attivo sulla linea e non sul dispositivo
Altri dettagli arriveranno dopo. Agli operatori è data facoltà di decidere i sistemi esatti di filtro da offrire agli utenti, così come le categorie da bloccare.
Ciò che è chiaro è che gli utenti potranno usare app o siti web per attivare, disattivare, configurare questi filtri, che però saranno attivi sull'intera linea (fissa o mobile). Saranno gli operatori a filtrare l'accesso, infatti, a monte; non le app. Questa è una differenza rispetto a quanto avviene ora, perché adesso applichiamo filtri genitoriali a livello di singolo dispositivo, tramite app o account diversi sul sistema operativo.
Quanto alle categorie, nelle linee guida l'Autorità ne fornisce solo un elenco preliminare tra cui "Contenuti per adulti, Gioco d'azzardo/scommesse, Armi, Violenza, Odio e discriminazione, Promozione di pratiche che possono danneggiare la salute alla luce di consolidate conoscenze mediche, Anonymizer (navigazione anonima sul web, ndr.), Sette (religiose, ndr)". Bisognerà vedere come gli operatori modificheranno queste categorie, ma anche come sarà attuabile un filtro su contenuti di tipo soggettivo come disinformazione, discorso d'odio.