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Pos, spese azzerate fino a 10 euro. Il governo tratta con gli operatori

(ansa)

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Il Tesoro avvia le interlocuzioni con le banche e i gestori dei servizi. Gli operatori disponibili a rendere gratuiti un anno i micropagamenti. Sconti fino a 30 euro
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ROMA - Sui pagamenti digitali è già scivolata una volta. Con tanto di dietrofront a Bruxelles. Ripetere l’errore, per Giorgia Meloni, significherebbe perdere un pezzo di consenso. Ora la riduzione delle commissioni sui pagamenti con il Pos torna d’attualità. La strategia, definita nella legge di bilancio, va rinforzata con un’opera di persuasione se si vuole consegnare un risultato ai commercianti, già delusi dopo la retromarcia sull’esenzione dall’obbligo del dispositivo per i pagamenti sotto i 60 euro. 

La trattativa, insomma, va blindata. La premier ha un paracadute perché nella stessa Finanziaria è stata previst…

ROMA - Sui pagamenti digitali è già scivolata una volta. Con tanto di dietrofront a Bruxelles. Ripetere l’errore, per Giorgia Meloni, significherebbe perdere un pezzo di consenso. Ora la riduzione delle commissioni sui pagamenti con il Pos torna d’attualità. La strategia, definita nella legge di bilancio, va rinforzata con un’opera di persuasione se si vuole consegnare un risultato ai commercianti, già delusi dopo la retromarcia sull’esenzione dall’obbligo del dispositivo per i pagamenti sotto i 60 euro. 

La trattativa, insomma, va blindata. La premier ha un paracadute perché nella stessa Finanziaria è stata prevista l’eventualità di un contributo di solidarietà a carico delle banche e dei gestori dei circuiti di pagamento. La soluzione di forza scatterà solo se non si troverà un accordo con gli operatori del settore al tavolo di mediazione al Mef. Una tassa è sempre sinonimo di malcontento. Il tavolo deve essere istituito entro il primo marzo e il governo vuole capire quali sono le intenzioni del mercato. "Vogliamo una soluzione condivisa che coinvolga tutte le parti in causa", sintetizza una fonte dell’esecutivo per spiegare perché le interlocuzioni sono già partite negli scorsi giorni. L’obiettivo è ridurre i costi sulle transazioni fino a 30 euro per gli esercenti e i commercianti che l’anno scorso hanno avuto ricavi e compensi inferiori a 400 mila euro. Sono le piccole attività, dal bar al negozio.

Solo che l’accordo deve maturare in modo autonomo, il governo non può mettere bocca su un servizio privato come è quello dei pagamenti digitali legati al circuito bancario. Il paletto delle norme Antitrust impone di condurre la trattativa con estrema prudenza. I primi contatti, portati avanti dal ministero dell’Economia, hanno coinvolto l’Abi, in rappresentanza delle banche, ma anche Nexi, Mastercard, Visa e Bancomat. La disponibilità a trovare un’intesa c’è, così come starebbe emergendo un primo schema di intervento. Che potrebbe essere doppio: azzerare le microtransazioni fino a dieci euro e ridurre quelle tra 11 e 30 euro. 

C’è già chi, come Nexi, ha previsto un rimborso integrale fino a dieci euro. Sono, però, casi limitati e con vincoli di tempo e di tipologia di beneficiari. L’ipotesi che sta uscendo dal confronto, invece, è quella di un azzeramento per tutte le microtransazioni, in via sperimentale, almeno per un anno. Dal caffè al bar ai piccoli acquisti nei negozi. Sopra questa soglia, e fino a 30 euro, una rimodulazione delle commissioni, senza però un tetto unico per tutti gli operatori. 

I tempi stringono. C’è tempo fino alla fine di marzo per arrivare a un’intesa al tavolo; in caso di fumata nera scatterà il contributo di solidarietà. Ma il governo auspica una fumata bianca. In ballo c’è un segnale che impatta sul 58% delle transazioni, come si evince dagli ultimi dati dell’Osservatorio Innovative payments del Politecnico di Milano. "Sarebbe un buon equilibrio tra le richieste dei commercianti e la volontà dei cittadini di pagare sempre di più con il Pos", dice il direttore del’Osservatorio Ivano Asaro. La promessa, però, va chiusa e rispettata.


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