Economia

Fisco, Giorgetti: "Rimetteremo mano a sussidi contro caro-bollette". Leo: "Già 65mila domande di rottamazione cartelle"

Il ministro Giorgetti
Il ministro Giorgetti (ansa)
Il ministro a Telefisco: "Ma gli aiuti saranno diversi". Il suo vice: "Novità sugli adempimenti. Via Irap, moratoria estiva e niente versamenti ad agosto". Ruffini (Entrate): "Stralcio sotto i mille euro interessa 7 milioni di contribuenti"
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MILANO - Il governo metterà di nuovo mano ai sussidi per affrontare il caro-bollette, che con la legge di Bilancio sono stati prorogati ma solo con l'orizzonte del primo trimestre dell'anno. Lo ha assicurato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, dicendo però che saranno "in forma diversa" rispetto a quelli attualmente in vigore. Da tempo, d'altra parte, le istituzioni internazionali come la Bce e la Commissione europea, ma anche il Fmi, hanno segnalato la necessità di tornare alla disciplina di bilancio dopo i maxi-deficit per affrontare pandemia prima e inflazione poi, lasciando gli aiuti solo per chi ha effettivamente bisogno e abbandonando la logica "a pioggia" con la quale si sono affrontate le emergenze.

"L'andamento dei prezzi è mutato e speriamo che continui a scendere, ma bisognerà rimettere mano alle misure e sicuramente prorogarle, non nella stessa forma ma studiando meccanismi più efficienti e più flessibili rispetto all'andamento dei consumi e che orientino le famiglie e premino comportamenti virtuosi. Se ne sta discutendo anche a livello europeo per trovare forma che vada bene per tutti ma è molto difficile", ha detto Giorgetti a Telefisco del Sole 24 Ore, indicando "entro il primo aprile" come orizzonte temporale per i nuovi interventi sugli aiuti contro i rincari energetici previsti per il primo trimestre. Proprio parlando di sostenibilità del debito, il ministro ha insistito sul ruolo della crescita: "La massa del debito si può affrontare solo promuovendo la crescita con Next generation Eu e liberando l'energia imprenditoriale", ha detto. "Promuovere la crescita è la via maestra per ridurre debito" e in ogni caso "la gestione del bilancio che abbiamo dimostrato in questi mesi di condurre con grande responsabilità".

Nel corso del suo intervento, Giorgetti si è anche concentrato sul Pnrr che è una "sfida decisiva però senza uno snellimento delle procedure e una flessibilità di tipo operativo, che stiamo evocando anche a livello europeo, questo diventa difficile".

Tra i passaggi cui ha fatto riferimento, anche le vicende calcistiche legate alle plusvalenze. "Si dà per scontato che ci sia stato un ricorso sistematico a plusvalenze fittizie nel mondo delle società" e lo Stato "vuole capire: quindi qui al Mef ne ho parlato anche col collega Leo, stiamo riflettendo se la normativa fiscale fotografa in modo coerente e corretto questo fenomeno. Quindi non escludo anche novità", ha detto Giorgetti. La norma "potrebbe cambiare", dunque: "Abbiamo avviato un'analisi su un fenomeno che tutti dicano avvenga, ma se è così non credo che lo Stato possa riconoscere l'esistenza di plusvalenze fittizie".

Leo: già 65mila domande di definizione agevolata cartelle

Di tregua fiscale ha parlato invece il viceministro Maurizio Leo, che ha fornito il dato sulla misura inserita nella legge di Bilancio: "In soli 5 giorni, sino a ieri sono arrivati 65mila richieste di definizione agevolata delle cartelle. Questo è un dato sicuramente incoraggiante. E io penso che la tregua fiscale così come la abbiamo concepita debba rappresentare un ponte verso la riforma, verso un fisco più equo e più a misura d'uomo". Un ulteriore spaccato sulla portata dei provvedimenti di "tregua fiscale" è arrivato dal direttore delle Entrate, il confermato Ruffini, per il quale lo stralcio delle cartelle sotto i mille euro, "limitando ai dati relativi alle cartelle che contengono debiti nei confronti delle agenzie fiscali e enti previdenziali pubblici, è una misura che interessa circa 7 milioni di contribuenti, che hanno almeno una cartella sotto i mille euro. Queste cartelle sono complessivamente 25-27 milioni e il controvalore è di circa 18 miliardi".

Leo è poi tornato di recente sulla riforma del sistema fiscale italiano, promettendo di portare la delega in Cdm tra fine febbraio e inizio marzo. Nell'ambito della riforma del fisco, uno degli aspetti "su cui si deve lavorare è che nel momento in cui c'è una trasparenza nei comportamenti del contribuente si può addirittura eliminare per esempio uno dei reati, che è quello dell'art. 4 dell'infedele dichiarazione: l'infedele dichiarazione non dovrebbe più configurarsi", ha spiegato oggi a Telefisco. "Il tax gap è sempre oscillato tra 85 e 100 miliardi. Quindi una lotta all'evasione efficace nel corso del tempo non c'è stata. O perlomeno i volumi sono così elevati che non si raggiunge il risultato auspicato nonostante gli sforzi fatti dall'Agenzia delle entrate. Quindi bisogna cambiare l'approccio sull'accertamento. E va fatto distinguendo tra le aziende di maggiori dimensioni e quelle di minori dimensioni".

Novità in vista anche per gli adempimenti. "Io direi prima cosa l'eliminazione dell'Irap, seconda cosa una moratoria estiva", ha detto. Su quest'ultimo punto, ha spiegato: "Ci viene chiesto da più parti, nel momento in cui il contribuente, i professionisti, sono alle prese con le dichiarazioni non ha senso che vengano inviati avvisi bonari o richieste di documentazione. E poi una cosa fondamentale: nessuna scadenza di versamento nel mese di agosto, si deve ripartire dal mese di settembre".