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Concorrenza digitale, risultati in calo e piani falliti: il declino di Goldman Sachs

(reuters)
La banca d'affari più famosa al mondo ha registrato un 2022 in forte calo. Ma i nuovi trend della finanza globale sono un poblema per tutti i big del credito da Wall Street alla City di Londra
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LONDRA - Chi crede alle teorie della cospirazione pensa che la Goldman Sachs sia il governo segreto del nostro pianeta. Ma questa settimana la seconda maggiore banca d'investimenti mondiale è finita sulla copertina dell'Economist con un nomignolo poco altisonante: "Goldman Sags", ossia la Goldman si affloscia, sottinteso su sé stessa. Tra i motivi del declino, il settimanale globale con sede a Londra cita la rinuncia ai piani di costruire una grande banca per i consumatori, uno dei peggiori risultati trimestrali in un decennio e un'indagine nei suoi confronti da parte della Federal Reserve, la banca centrale americana. L'Economist è andato in stampa prima di poter aggiungere alla lista l'ultima cattiva notizia: l'amministratore delegato David Salomon ha dovuto accettare una riduzione dello stipendio del 30 per cento. Nel 2022 ha pur sempre intascato la bella somma di 25 milioni di dollari (2 milioni di salario e 23 milioni in bon…

LONDRA - Chi crede alle teorie della cospirazione pensa che la Goldman Sachs sia il governo segreto del nostro pianeta. Ma questa settimana la seconda maggiore banca d'investimenti mondiale è finita sulla copertina dell'Economist con un nomignolo poco altisonante: "Goldman Sags", ossia la Goldman si affloscia, sottinteso su sé stessa. Tra i motivi del declino, il settimanale globale con sede a Londra cita la rinuncia ai piani di costruire una grande banca per i consumatori, uno dei peggiori risultati trimestrali in un decennio e un'indagine nei suoi confronti da parte della Federal Reserve, la banca centrale americana. L'Economist è andato in stampa prima di poter aggiungere alla lista l'ultima cattiva notizia: l'amministratore delegato David Salomon ha dovuto accettare una riduzione dello stipendio del 30 per cento. Nel 2022 ha pur sempre intascato la bella somma di 25 milioni di dollari (2 milioni di salario e 23 milioni in bonus), ma la commissione interna che stabilisce le compensazioni ha comunque voluto sottolineare le difficoltà del momento. L'anno scorso la Goldman ha visto i profitti calare del 50 per cento rispetto al livello record raggiunto nel 2021 e questo mese, per ridurre i costi, ha eliminato 3.200 posti di lavoro, il 6 per cento del totale. Del resto, ai banchieri senior è andata peggio che al suo Ceo, con un taglio dei bonus del 40 per cento.

Cosa c'è che non va nella banca soprannominata "la porta girevole del potere", perché chi ci entra ne esce spesso come primo ministro o ministro di qualche Paese, Mario Monti e Mario Draghi per citare due casi italiani, il premier britannico Rishi Sunak per citarne uno tuttora in carica? "La vera azione in campo finanziario", scrive l'Economist, "oggi è al di fuori delle banche tradizionali": un settore in cui brillano nuove stelle come Blackstone, BlackRock e Citadel, fondi e innovative società di investimenti. C'è inoltre la competizione dei mercati digitali, in cui aziende come Amazon e PayPal hanno molti più clienti di una banca come la Goldman. Infine, i rivali indiani e cinesi sono diventati più aggressivi in casa propria, togliendo spazio alle banche straniere.

Ma non è soltanto la Goldman Sachs a scontrarsi con le conseguenze di questo mondo nuovo della finanza globale: la tendenza colpisce tutta Wall Street. E pure la City, come avverte il Financial Times: la cittadella finanziaria londinese è alle prese con la rivoluzione dell'open banking, ovvero un sistema bancario in cui i dati dei consumatori vengono condivisi, previa loro approvazione, con società terze, che permettono di usare prodotti finanziari in modo più semplice ed immediato, con una app sul telefonino, scegliendo tra realtà ed esigenze diverse. Un incentivo che facilita la gestione di conti, bancomat, carte di credito e altri strumenti finanziari, con 200 compagnie che offrono servizi e hanno già tolto l'8 per cento del mercato alle banche tradizionali: nomi come Snoop, Minna e Credit Kudos (quest'ultima acquistata l'anno passato dalla Apple) sfidano le grandi banche della tradizione sul terreno in continua evoluzione della tecnologia digitale. Ad afflosciarsi, per dirla con l'Economist, non è insomma solo la Goldman.