Mail di Libero e Virgilio, dopo il blackout si apre la partita dei risarcimenti. Ecco i diritti degli utenti
di Alessandro Longo , di Alessandro LongoChiusa la partita tecnologica per il disservizio alla posta di Libero e Virgilio, in blackout dallo scorso fine settimana a sabato sera 28 gennaio, si apre quella dei rimborsi. E i ristori agli utenti arriveranno. In un modo o nell'altro.
Da una parte ora lo promette la stessa società che gestisce questi servizi, ItaliaOnline. Dall'altra vari avvocati e associazioni dei consumatori concordano che gli utenti hanno diritto a qualche forma di indennizzo e si stanno già muovendo per ottenerli.
Possibili perdite di mail per nove milioni di caselle
Di base c'è la durata straordinaria del disservizio. Da domenica 22 gennaio tutti i 9 milioni di caselle mail …
Chiusa la partita tecnologica per il disservizio alla posta di Libero e Virgilio, in blackout dallo scorso fine settimana a sabato sera 28 gennaio, si apre quella dei rimborsi. E i ristori agli utenti arriveranno. In un modo o nell'altro.
Da una parte ora lo promette la stessa società che gestisce questi servizi, ItaliaOnline. Dall'altra vari avvocati e associazioni dei consumatori concordano che gli utenti hanno diritto a qualche forma di indennizzo e si stanno già muovendo per ottenerli.
Possibili perdite di mail per nove milioni di caselle
Di base c'è la durata straordinaria del disservizio. Da domenica 22 gennaio tutti i 9 milioni di caselle mail hanno smesso di funzionare. Impossibile accedervi, ricevere o spedire mail. Dal giovedì il problema è cominciato a risolversi per alcune caselle, ma solo sabato si è concluso per tutte, a quanto annunciato dalla società. Quasi una settimana, quindi. E qualche strascico è ancora in corso. ItaliaOnline spiega che di norma in questi casi i sistemi di posta rimandano in automatico le mail non recapitate. Aggiunge però che non tutti i sistemi lo fanno. Insomma, resta possibile che alcune mail inviate a quelle caselle, durante il blackout, saranno perse.
Non ci sono norme specifiche sugli indennizzi
A differenza di quanto avviene con la telefonia e la pay tv, le norme di settore non prevedono indennizzi per problemi alle mail. Né li prevede il contratto Libero e Virgilio. Ma l'eccezionalità dell'evento ha spinto la stessa società in questa direzione. "Saranno analizzate casistiche e modalità di indennizzo per il disservizio e i disagi subiti", si legge sul sito.
Gli avvocati di settore concordano che gli indennizzi dipendono dai diversi casi. "Il codice civile stabilisce una differenza tra un servizio gratuito e uno a pagamento, per indennizzi", spiega Andrea Lisi, avvocato tra i più noti nel settore. Il disservizio ha riguardato caselle di entrambi i tipi, gratuite e a pagamento (offerta "Libero Mail Business").
"Si potrebbero ottenere, da un giudice, indennizzi anche per quelle gratuite, ma è più difficile", aggiunge Lisi. In ogni caso, "l'utente o l'azienda colpita dovranno dimostrare il danno subìto in termini economici o esistenziali", dice Lisi e concorda l'avvocato Antonino Polimeni, che annuncia di volere stimare il danno subito a un suo cliente per le mail non recapitate.
Un professionista o un'azienda potrebbe aver perso un cliente o una commessa. Prenotazioni, nel caso di ristoranti e alberghi. Se n'è lamentata l'associazione albergatori di Rimini (300 strutture coinvolte). Un cittadino può avere perso informazioni importanti dal proprio medico o valide per un concorso.
Altroconsumo: almeno 6 euro al giorno
Altroconsumo stima che, per analogia con le norme sui disservizi telefonici, ci dovrebbe essere un indennizzo minimo di 5 euro al giorno; da aumentare per danni particolari.
Per l'assenza di telefono e internet gli operatori sono stati costretti a risarcire anche migliaia di euro. Nel 2022, 66mila euro a un'azienda barese per due anni e mezzo senza linea con perdita dei numeri di telefono; nel 2020, 22mila a una di éalermo per un anno senza rete. Nel 2019, 4mila euro a un cittadino di Grosseto per sette mesi di blackout telefonico.
Va detto che ci sono differenze tra una mail e una linea. Avere una rete fissa è considerato dalle norme diritto universale dei cittadini; la mail in molti casi non è considerabile canale esclusivo di contatto con l'esterno (un albergo può essere prenotabile anche dal sito, ad esempio).
Di contro però, per le mail "entra in gioco anche la normativa privacy Gdpr di cui gli utenti possono avvalersi in giudizio", dice Lisi. "Il Gdpr considera violazione dei diritti anche una indisponibilità temporanea dei dati. Salvo solo i casi di forza maggiore; ma qui l'onore della prova ricade sull'azienda". "ItaliaOnline dovrà dimostrare insomma che il problema era inevitabile e non prevedibile", aggiunge.
L'azienda proprio questo sta affermando: che si è trattato di un bug (un difetto tecnico) mai riscontrato prima, in un prodotto di un fornitore (l'hardware dove sono custodite le mail), e impossibile da prevedere. In ogni caso nei contratti aveva inserito clausole di esonero responsabilità, che però Lisi e le associazioni consumatori considerano nulle perché vessatorie. Aeci e Altroconsumo stanno raccogliendo richieste di risarcimento tramite un modulo sui propri siti. Anche Assoutenti, Codacons e altri annunciano iniziative. Tra risarcimenti promessi da ItaliaOnline e future azioni legali, dalla vicenda si attendono conseguenze economiche per i cittadini e le aziende coinvolti.