Scendono i prezzi delle auto. Il taglio dei listini parte dai modelli elettrici
di Diego Longhin , di Diego LonghinTORINO - I prezzi delle auto diminuiranno. I tagli decisi da alcuni produttori, come Tesla e Ford, indicano quello che succederà dal 2023. Scenario probabile per gli analisti, tolte le incognite imprevedibili: rimbalzi del Covid, conflitto Russia-Ucraina, e problemi sulle forniture. Dinamica che preoccupa i costruttori, non chi vuole comprarsi una macchina. J.P. Morgan indica che il prezzo dell'usato scenderà tra il 10 e il 20%, sul nuovo si andrà tra il 2,5 e il 5%.
Una riduzione dei prezzi che parte dalle auto elettriche. Tesla ha tagliato i listini in Cina, Stati Uniti ed Europa, mettendo in agitazione il mercato: sforbiciata di più del 20% sulla Model 3 e del 10% su Model Y. In Cina, dove la società di Elon Musk è il riferimento, altri produttori si sono adeguati: Xpeng ha ridotto il prezzo dell'ammiraglia del 12%, e sbarcherà in Europa a partire dalla Norvegia. La Ford aumenterà la produzione della Mustang Mach-E, c…
TORINO - I prezzi delle auto diminuiranno. I tagli decisi da alcuni produttori, come Tesla e Ford, indicano quello che succederà dal 2023. Scenario probabile per gli analisti, tolte le incognite imprevedibili: rimbalzi del Covid, conflitto Russia-Ucraina, e problemi sulle forniture. Dinamica che preoccupa i costruttori, non chi vuole comprarsi una macchina. J.P. Morgan indica che il prezzo dell'usato scenderà tra il 10 e il 20%, sul nuovo si andrà tra il 2,5 e il 5%.
Una riduzione dei prezzi che parte dalle auto elettriche. Tesla ha tagliato i listini in Cina, Stati Uniti ed Europa, mettendo in agitazione il mercato: sforbiciata di più del 20% sulla Model 3 e del 10% su Model Y. In Cina, dove la società di Elon Musk è il riferimento, altri produttori si sono adeguati: Xpeng ha ridotto il prezzo dell'ammiraglia del 12%, e sbarcherà in Europa a partire dalla Norvegia. La Ford aumenterà la produzione della Mustang Mach-E, con uno sconto di 4.500 dollari. Anche in Europa altri marchi dovranno agire, non solo sull'elettrico. D'altronde i produttori dal 2021 hanno goduto, come mai è successo, di una domanda alta rispetto a un'offerta, tra onda lunga della pandemia e guerra, ridotta. Effetti? Volumi bassi, prezzi alti e margini mai visti prima.
Secondo un'analisi di S&P, che uscirà a breve, i prezzi, saliti in maniera costante dal 2021, stanno rallentando, a partire dall'usato. E pure sul nuovo ci sarà una flessione. "I prezzi stanno già scendendo - sottolinea Vittoria Ferraris, sector lead automotive Emea di S&P Global Ratings - la produzione è leggermente salita grazie al riequilibrio graduale delle forniture di semiconduttori, mentre la domanda si sta stabilizzando, complice anche le dinamiche di tassi che rendono il credito al consumo un po' meno accessibile. Se prima non si riusciva a comprare una vettura perché non c'era il prodotto, ora il prodotto si trova, ma i prezzi sono alti e i finanziamenti meno convenienti". E man mano che si esaurirà lo stock di ordini delle case, "che in questo momento è ancora lungo - spiega Ferraris - la pressione sui prezzi aumenterà, anche se soprattutto a livello europeo i produttori dichiarano di voler mantenere una certa disciplina. Abbassare i prezzi, ma non troppo".
In Cina a novembre Mercedes aveva preceduto Tesla con un taglio sui prezzi dell'elettrico, mentre l'ad di Volkswagen, Oliver Blume, ha detto che vuole restare fuori dalla guerra dei prezzi sulle auto con la spina. Per Gianluca Di Loreto, partner Bain & Company, sarà difficile non essere coinvolti: "La concorrenza crescerà, i prezzi scenderanno, i costi aumenteranno causa inflazione. Nei prossimi due anni i margini medi delle case potrebbero arrivare a dimezzarsi". C'è chi pensa alle contromosse: "I prezzi si raffredderanno, ma le società, per non sacrificare eccessivamente i margini, cercheranno di mantenere una produzione allineata alle condizioni della domanda", rimarca Ferraris di S&P.
Quali le previsioni per il mercato 2023? "Si arriverà a 84 milioni di veicoli venduti, dopo i 78 del 2022, ancora lontani dal 2018-19, quando si era intorno ai 94 milioni", dice Dario Duse, country leader Italia di AlixPartners. "Le tensioni sulle forniture si stanno riducendo e la domanda è indebolita dalla recessione - spiega Duse - per i costruttori mantenere il vantaggio accumulato sul prezzo e sugli sconti, in media +3,6 punti di margine nel 2021, sarà difficile".