✕

Niente soldi da parte e carrello più vuoto. Tra luci spente e caccia agli sconti, ecco come l'inflazione è entrata nelle case degli italiani

(afp)
Quattro su dieci non hanno risparmiato. E la metà dei nuclei non ha più margini per affrontare una nuova ondata di rincari. L'indagine di Altroconsumo: "Difficoltà evidenti al Sud, usciremo da questa crisi con maggiori diseguaglianze". Le testimonianze: "Nei mesi delle bollette da pagare diventa tutto più difficile"
3 minuti di lettura

MILANO - Più di quattro italiani su dieci non sono riusciti a risparmiare nell'ultimo anno, schiacciati dal peso delle bollette e dei rincari in genere. Nel 2022 l'inflazione si è attestata all'8,7% (indice armonizzato Ipca a livello europeo), record dal 1985. I salari sono rimasti stagnanti: quelli contrattuali, ha appena rilevato l'Istat, sono cresciuti solo dell'1,1%. La differenza tra i due ritmi, 7,6 punti percentuali, non si vedeva dal 2001, anno di nascita dell'Ipca stesso. E le famiglie hanno dovuto reinventarsi un equilibrio finanziario, già messo alla corda dalla crisi del Covid. Ora sono al limite: per una su due la situazione economica è peggiore di un anno fa. Tra quelle che hanno maggiori difficoltà a far quadrare i conti, la metà ha messo mano ai risparmi per far fronte alle spese correnti. Non è un caso che, dopo il grande accumulo della pandemia, tra estate e autunno siano stati ritirati dai c/c …

MILANO - Più di quattro italiani su dieci non sono riusciti a risparmiare nell'ultimo anno, schiacciati dal peso delle bollette e dei rincari in genere. Nel 2022 l'inflazione si è attestata all'8,7% (indice armonizzato Ipca a livello europeo), record dal 1985. I salari sono rimasti stagnanti: quelli contrattuali, ha appena rilevato l'Istat, sono cresciuti solo dell'1,1%. La differenza tra i due ritmi, 7,6 punti percentuali, non si vedeva dal 2001, anno di nascita dell'Ipca stesso. E le famiglie hanno dovuto reinventarsi un equilibrio finanziario, già messo alla corda dalla crisi del Covid. Ora sono al limite: per una su due la situazione economica è peggiore di un anno fa. Tra quelle che hanno maggiori difficoltà a far quadrare i conti, la metà ha messo mano ai risparmi per far fronte alle spese correnti. Non è un caso che, dopo il grande accumulo della pandemia, tra estate e autunno siano stati ritirati dai c/c 50 miliardi. Un quarto ha chiesto una mano ad amici e parenti, il 13% si è rivolto in banca o a una finanziaria.

Italiani messi peggio dei vicini europei

"L'aumento della situazione di difficoltà è evidente", spiega Flavio Pellegrinuzzi, ricercatore di Altroconsumo che ha coordinato lo studio sull'impatto dell'inflazione sulle famiglie, esteso anche ad altri Paesi europei da Euroconsumers. Proprio da quanto raccolto oltre le Alpi emerge che la difficoltà italiana è più profonda: il 48% delle nostre famiglie, ad esempio, dice di non avere più margini per far fronte a una ulteriore corsa dei prezzi, contro il 40% del Portogallo, il 39% della Spagna e il 33% del Belgio che esce meglio un po' per tutti gli indicatori. D'altra parte, l'inflazione è una tassa iniqua che fa più male dove maggiore è la fragilità economica. Nel 2022, tra le famiglie basso e alto spendenti c'è stata una forbice dei rincari subiti di quasi cinque punti percentuali. E lo si vede anche dalla gradazione della sofferenza che emerge dalle diverse aree del Paese. Al Sud e nelle Isole, il 45% delle famiglie descrive come "molto difficile" la proprio situazione economica contro il 27-28% delle altre zone. E il 56% dice di avere esaurito ogni cuscinetto per affrontare nuove difficoltà, mentre al Nord siamo poco sopra il 40%.

In alcuni casi, dal caro-energia (che ora, si spera, inizia a mollare il colpo) è arrivata una mazzata su fragilità già esistenti. "In pochi giorni la bolletta è passata da 80 a 130 euro", ci racconta Teresa, sulla cinquantina con marito rimasto senza lavoro dopo "anni di contratti di pochi mesi come portiere" e due figlie di 14 e 24 anni. Alla Casa Famiglia Lodovico Pavoni, zona Torpignattara, riceve aiuto e si dà da fare. Un nucleo appeso al Reddito di cittadinanza, che ora ha paura di perdere. "Abbiamo fatto la spesa due volte al mese invece che tre, i pacchi di carne macinata per gli hamburger sono scesi da 7-8 etti a 4, alle nostre figlie abbiamo detto che le scarpe sarebbero arrivate il mese dopo perché c'erano le bollette da saldare". E' entrata nella rete del Banco dell'Energia e da lì un po' di sollievo sta arrivando. Ma la sua storia è frequente.

Luci spente e caccia agli sconti: le strategie

Questa crisi è entrata nel carrello della spesa e nelle abitudini di molti. "Abbiamo assistito a uno stravolgimento dei comportamenti in casa, dagli elettrodomestici al riscaldamento, per risparmiare in bolletta", dice Pellegrinuzzi. Per il 65% delle famiglie le bollette sono un problema, tra chi giudica "impossibile" sostenerle (12%) e chi dice che è diventato "molto" o "abbastanza" difficile sostenerle. Alcune contromisure sono benvenute: il 72% degli italiani ora fa più attenzione a spegnere le luci di una stanza vuota, il 61% ad abbassare il riscaldamento. Più di nove su dieci hanno modificato almeno una abitudine relativa all'uso dell'energia in casa, e cresce anche la consapevolezza di rivedere il proprio contratto di fornitura. L'85% ha rimesso mano anche alla spesa alimentare: due terzi cercano più promozioni e sconti, il 47% è passato a marche più economiche, il 46% compra meno alimenti non essenziali. L'esito è che il 56% delle famiglie registra un impatto negativo sulla qualità della vita, per il 12% "forte".

CALCOLA il tuo stipendio giusto

Anche Natasha, marito cameriere e tre figlie tra i quattro e dieci anni, a Reggio Calabria è entrata in contatto con la rete del Banco dell'Energia. "Andiamo a mesi alterni. Quando insieme capitano bollette, assicurazione della macchina e altre spese diventa difficile. Avevamo arretrati che non riuscivamo a saldare, grazie al supporto del Banco ci siamo ripresi". Quanto è difficile far fronte a questo quadro, magari per chi - pur non navigando certo nell'oro - non l'aveva mai sperimentato? "Ci si alza la mattina con la consapevolezza che i problemi ci sono, e si spera in un domani migliore. Ogni sforzo si concentra sul gestire la situazione in modo tale che alle bimbe non manchi niente". Molti hanno "tagliato le spese che arricchiscono la vita: socialità, viaggi, eventi culturali, attività sportiva sacrificati per arrivare a fine mese - spiega Pellegrinuzzi - Benessere psicologico e stress sono le conseguenze di questo quadro. E, quando ne usciremo, senz'altro le diseguaglianze saranno cresciute".

La sfiducia in imprese e istituzioni

A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, dalle tabelle di Altroconsumo si spera che della crisi resti la diffusa consapevolezza di adottare iniziative, singole e di sistema, per il risparmio energetico. E' larghissima, invece, la sfiducia verso le istituzioni: meno del 30% crede che Commissione europea o governo italiano esercitino un controllo efficace per evitare aumenti ingiustificati dei prezzi. Per non parlare delle imprese: il 78% crede che stiano approfittando della situazione.