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Continua la strage sul lavoro. Oltre mille morti nel 2022

Il dato è in calo rispetto al 2021 per il minor peso del Covid. Salgono le denunce di infortuni. Il segretario della Cgil Landini: "La salute e la sicurezza continuano a essere considerate un costo"
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ROMA - Vite spezzate sul lavoro. In calo, ma ancora tante: oltre mille nel 2022. E gli altri infortuni in aumento. Sono gli open data dell’Inail ad aggiornare la mappa delle denunce: tra gennaio e dicembre dell’anno scorso, i casi mortali sono stati 1.090, il 10,7% in meno in un anno "per il notevole minor peso" delle morti da contagio Covid, spiega l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Sono aumentati, però, i decessi tra i giovani: ventidue morti sotto i vent’anni, mentre le vittime tra i 25-39enni sono state 196. Così come sono aumentate, nel complesso, le denunce di infortu…

ROMA - Vite spezzate sul lavoro. In calo, ma ancora tante: oltre mille nel 2022. E gli altri infortuni in aumento. Sono gli open data dell’Inail ad aggiornare la mappa delle denunce: tra gennaio e dicembre dell’anno scorso, i casi mortali sono stati 1.090, il 10,7% in meno in un anno "per il notevole minor peso" delle morti da contagio Covid, spiega l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Sono aumentati, però, i decessi tra i giovani: ventidue morti sotto i vent’anni, mentre le vittime tra i 25-39enni sono state 196. Così come sono aumentate, nel complesso, le denunce di infortunio: quasi 698 mila, il 25,7% in più rispetto alle circa 555 mila del 2021, spinte da un numero più elevato di denunce Covid e in parte dall’incremento degli infortuni tradizionali, sia sul lavoro che in itinere, cioè nel tragitto tra l’abitazione e il posto di lavoro.

Le patologie di origine professionale denunciate sono state quasi 61 mila (+9,9% in un anno). Sono numeri che «non ci possiamo permettere», ha commentato la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, che ha annunciato misure per rendere i controlli più efficaci, "soprattutto l’effettività della sicurezza".Dai sindacati arriva un grido d’allarme. "La ripresa che c’è stata lo scorso anno - ha detto il leader della Cgil Maurizio Landini - è avvenuta a danno anche della tutela della salute e della sicurezza, che continuano a essere considerate un costo e non un investimento". L’Ugl ha chiesto un coordinamento delle banche dati nazionali e territoriali, ma anche più personale per gli organici degli enti ispettivi. 

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