Mutui, maxi aumento per i tassi variabili: ecco quanto sono cresciute le rate nell'ultimo anno
MILANO - Rincari in vista per i mutui degli italiani. Con la Bce che si prepara a un nuovo rialzo dei tassi di 50 punti il ritocco si prepara a farsi sentire sui finanziamenti a tassi variabili degli italiani. A fare i calcoli è il portale Facile.it, usanddo come riferimento un finanziamento a tasso variabile da 126 mila euro a 25 anni sottoscritto a gennaio 2022. Nell'arco di poco più di un anno, e se le Bce procedesse con il nuovo rialzo, ci si troverebbe a versare una rata più cara del 43%, pari a 195 euro in più.
Il tasso (Tan) di partenza sottoscritto a gennaio 2022 e usato nell'analisi è pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A partire dalla seconda metà dello scorso anno, a causa dei quattro aumenti del costo del denaro decisi dalla banca centrale europea, la rata ha iniziato a salire considerevolmente arrivando, a gennaio 2023, a 619 euro e, come detto, se la Bce decidesse di aumentare i tass…
MILANO - Rincari in vista per i mutui degli italiani. Con la Bce che si prepara a un nuovo rialzo dei tassi di 50 punti il ritocco si prepara a farsi sentire sui finanziamenti a tassi variabili degli italiani. A fare i calcoli è il portale Facile.it, usanddo come riferimento un finanziamento a tasso variabile da 126 mila euro a 25 anni sottoscritto a gennaio 2022. Nell'arco di poco più di un anno, e se le Bce procedesse con il nuovo rialzo, ci si troverebbe a versare una rata più cara del 43%, pari a 195 euro in più.
Il tasso (Tan) di partenza sottoscritto a gennaio 2022 e usato nell'analisi è pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A partire dalla seconda metà dello scorso anno, a causa dei quattro aumenti del costo del denaro decisi dalla banca centrale europea, la rata ha iniziato a salire considerevolmente arrivando, a gennaio 2023, a 619 euro e, come detto, se la Bce decidesse di aumentare i tassi di altri 50 punti base e l'euribor crescesse in modo analogo, la rata mensile del mutuatario arriverebbe nei prossimi mesi addirittura a circa 653 euro, vale a dire 197 euro in più rispetto a gennaio 2022 (+43,2%).
"Se è vero che l'Euribor si muove in base alle aspettative dei tassi Bce - e non è detto che cresca in modo analogo agli indici della banca centrale - l'ultimo anno ci ha mostrato come i due valori siano strettamente correlati- spiegano gli esperti di facile.It- per tutelarsi da futuri rincari i mutuatari possono ricorrere ad una surroga o alla rinegoziazione, eventualmente approfittando delle condizioni introdotte dal governo con la legge di bilancio. Non esiste in assoluto una soluzione migliore rispetto all'altra; il consiglio se si vuole passare dal tasso variabile a quello fisso è di rivolgersi ad un consulente così da identificare la soluzione più adatta alle proprie esigenze".
La corsa dei tassi potrebbe non fermarsi con l'annuncio di febbraio: guardando alle aspettative di mercato (futures sugli Euribor), gli esperti prevedono che l'euribor a 3 mesi cresca ancora arrivando a giugno 2023 intorno a 3,4%: se le previsioni fossero corrette, la rata del mutuatario preso in esame arriverebbe a ben 711 euro, 255 euro in più rispetto a quella sottoscritta a gennaio 2022.