Intesa, utile da record nel 2022 ma le previsioni caute deludono il mercato
di Andrea Greco , di Andrea GrecoMILANO - Intesa Sanpaolo archivia «il miglior bilancio di sempre, sia considerando le attività in Russia che non contandole»: l’utile netto 2022 sale del 4% a 4,35 miliardi (contro 4,1 miliardi delle attese medie del mercato), mentre non contando le rettifiche di 1,4 miliardi per la filiale russa salirebbe a 5,5 miliardi.
Gli investitori reagiscono vendendo l’azione, che in Borsa è la blue chip peggiore, in calo del 2,93%. In un commento Citi ha ipotizzato che ciò sia legato alle stime di utile 2023 pari a 5,5 miliardi, sotto le attese del mercato di 5,6 miliardi, e apparse al colosso Usa «conservative, specie dato il traino dei tassi di in rialzo e l’assenza di indicazioni su ulteriori distribuzioni di capitale».
Come altre volte gli investitori, abituati bene da un istituto che negli ultimi anni distribuisce in cedole il 70% dei profitti, volevano di più. L’ad Carlo Messina lo ha spiegato così: &laq…
MILANO - Intesa Sanpaolo archivia «il miglior bilancio di sempre, sia considerando le attività in Russia che non contandole»: l’utile netto 2022 sale del 4% a 4,35 miliardi (contro 4,1 miliardi delle attese medie del mercato), mentre non contando le rettifiche di 1,4 miliardi per la filiale russa salirebbe a 5,5 miliardi.
Gli investitori reagiscono vendendo l’azione, che in Borsa è la blue chip peggiore, in calo del 2,93%. In un commento Citi ha ipotizzato che ciò sia legato alle stime di utile 2023 pari a 5,5 miliardi, sotto le attese del mercato di 5,6 miliardi, e apparse al colosso Usa «conservative, specie dato il traino dei tassi di in rialzo e l’assenza di indicazioni su ulteriori distribuzioni di capitale».
Come altre volte gli investitori, abituati bene da un istituto che negli ultimi anni distribuisce in cedole il 70% dei profitti, volevano di più. L’ad Carlo Messina lo ha spiegato così: «La nostra banca ha una quotazione tra le più alte in Europa, pari al suo patrimonio netto. Banche come queste, quando presentano i risultati, se non fanno sognare chi investe con prospettive reddituali teoriche, a volte subiscono le vendite di chi opera con ottica di più breve termine. Poi in genere l’azione recupera».
Il banchiere non ha voluto formulare grandi aumenti delle stime di utile 2023: «Se dicessi che faremo oltre 6 miliardi di utile, allora dovrei cambiare il piano d’impresa triennale», reso noto un anno fa e che riporta 6,5 miliardi di utile solo nel 2025. Per ora, quindi, la banca stima utili 2023 «molto superiori a 5,5 miliardi di euro», dopo una «solida crescita dei ricavi grazie in particolare agli interessi»: con i tassi Bce al 2,5% la banca incamera 2,5 miliardi di euro in più di interessi, il nuovo rialzo porta un altro mezzo miliardo di dote.
Stesso discorso vale per la remunerazione ai soci: nel 2023 Intesa s’è impegnata a «restituire almeno 5,3 miliardi tenendo conto del dividendo di maggio, della seconda tranche del buyback da 1,7 miliardi e dell’acconto sul dividendo a novembre», per ora basato sulle stime attuali di utile. «Se poi avremo capitale in eccesso, a fine anno valuteremo se fare altri buyback o una distribuzione di riserve per cassa», ha aggiunto Messina.
Guardando i conti 2022, valutati positivamente dai broker Citi, Jp Morgan, Goldman Sachs, Credit Suisse, si nota che il margine d’interesse torna il primo pilastro degli utili: 9,5 miliardi di ricavi (+19% sul 2021), che dopo anni superano gli 8,9 miliardi delle commissioni nette (-7,3%), scese per i ribassi dei mercati. Per dinamiche simili l’attività assicurativa (+7,5% a 1,7 miliardi di ricavi) stacca i proventi di negoziazione (-15,8% a 1,38 miliardi).
Le rettifiche su 446 miliardi di euro di crediti (-4,1%), scese dopo la pandemia ai minimi, risalgono di un 12% a 3,11 miliardi, anche per le nuove riserve sulla Russia, «area dove stiamo facendo di tutto per ridurre a zero i rischi: solo lo smobilizzo e l’uscita dal Paese resta il nostro scenario», ha aggiunto Messina.
La banca ha anche fornito elementi nuovi sulla cessione, tra novembre e dicembre, di quasi 29 miliardi di attivi il cui rendimento era diventato negativo per la revisione dei modelli interni chiesta dalla Bce, che nel 2023 impatterà per 70 punti base sul capitale Cet1. Ma avere ridotto il denominatore ha permesso a Intesa di alzare dal 12,4% al 13,5% il Cet1 nell’ultimo trimestre 2022, con una rinuncia a 125 milioni di euro di interessi sui crediti ceduti compensata con analoghi rendimenti su 10 miliardi di bond comprati a gennaio.
«Un’operazione nata da un’esigenza regolatoria comune, che ci ha permesso di fare un aumento di capitale smart», ha detto Messina. Una manovra da quasi 4 miliardi.