Telecom, ecco perché Kkr ha fatto un'offerta alternativa alla Cdp per la rete
di Sara Bennewitz , di Sara BennewitzMILANO - L’offerta di Kkr per la rete di Telecom Italia fissa anche un prezzo- da molti ritenuto alto- sulla sua partecipazione del fondo Usa in Fibercop (37.5%). La rete secondaria di Tim, quella che dagli armadietti in strada arriva nelle case degli italiani, è fatta di fibra e rame, e nel 2020 il fondo Usa aveva investito 1,8 Miliardi (e 2,88 miliardi considerando il debito, per una valutazione d'impresa del 100% di 7,7 miliardi), proprio per aiutare Telecom a sostituire il rame con la fibra.
I timori per l'assist a Open Fiber
Tuttavia con il cambio al timone di Tim e l’arrivo di Pietro Labriola al comando, Kkr ha iniziato a puntare i piedi, prima per l'accordo sulle aree bianche con Open Fiber e poi per la progressione degli investimenti in conto capitale (capex). Pare che la goccia che abbia fatto traboccare il vaso a fine gennaio, quando il budget che Kkr si è trovata ad approvare per Fibercop prevedeva un nuovo taglio dei capex, di …
MILANO - L’offerta di Kkr per la rete di Telecom Italia fissa anche un prezzo- da molti ritenuto alto- sulla sua partecipazione del fondo Usa in Fibercop (37.5%). La rete secondaria di Tim, quella che dagli armadietti in strada arriva nelle case degli italiani, è fatta di fibra e rame, e nel 2020 il fondo Usa aveva investito 1,8 Miliardi (e 2,88 miliardi considerando il debito, per una valutazione d'impresa del 100% di 7,7 miliardi), proprio per aiutare Telecom a sostituire il rame con la fibra.
I timori per l'assist a Open Fiber
Tuttavia con il cambio al timone di Tim e l’arrivo di Pietro Labriola al comando, Kkr ha iniziato a puntare i piedi, prima per l'accordo sulle aree bianche con Open Fiber e poi per la progressione degli investimenti in conto capitale (capex). Pare che la goccia che abbia fatto traboccare il vaso a fine gennaio, quando il budget che Kkr si è trovata ad approvare per Fibercop prevedeva un nuovo taglio dei capex, di quelli tali da rendere difficile in costanza di un aumento dei prezzi legato all'inflazione il raggiungimento degli obiettivi per 2023.
Tim ha giustificato la mossa spiegando che, dando priorità alle aree grigie, da realizzare in tempi stringenti e dettati dal Pnrr, tanti investimenti di Fibercop verranno realizzati in questo modo. La spiegazione non avrebbe convinto il fondo Usa, che temendo che i tagli di Tim ancora una volta vadano a favorire i rivali di Open Fiber (60% di Cdp e 40% di Macquarie), lunedì avrebbe deciso di uscire dal tavolo di lavoro insieme alla cassa e al fondo australiano per presentare un'offerta congiunto sulla rete Tim.
Kkr, che peraltro ha già linee committed per 10 miliardi di equity, insieme a Jp Morgan, Citi e Morgan Stanley avrebbe sondato il Mef, il Mimit e gli esponenti di palazzo Chigi, e all’esito degli incontri avrebbe deciso di presentare la sua offerta non vincolante per la rete Tim, in modo da fare da capofila di una cordata che ne rilevi il controllo e faccia venir meno il requisito dell’integrazione verticale tra la società che eroga i servizi telefonici e quella che fornisce l’infrastruttura.