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Zaniboni (Assiom-Forex): "L'euro si rafforzerà sul dollaro, ma senza strappi: quest'anno potrebbe toccare quota 1,15"

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Il co-responsabile della Commissione Forex di Assiom-Forex: sul mercato dei cambi saranno mesi di aggiustamenti, non di ribaltoni. Anche lo yen potrebbe rafforzarsi rispetto al biglietto verde
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MILANO - “Non mi aspetto un anno con fortissime oscillazioni nel rapporto euro-dollaro: il quadro economico e le prospettive sui tassi sono tali da far prevedere un periodo di movimenti non violenti, con variazioni intorno al 4-5% al rialzo o al ribasso. Sarà piuttosto un anno di fine tuning, di ritocchi”. Mauro Zaniboni, co-responsabile della Commissione Forex di Assiom-Forex, viene meno all’assunto forse più consolidato, che vede il comparto delle valute muoversi quasi sempre a strappi. Con una previsione di movimenti contenuti.

Perché immagina un anno quasi di bonaccia?

“Dopo un periodo di rialzi dei tassi così violenti, che continueranno con minor incisività nei prossimi mesi, ritengo probabile piuttosto un periodo di stasi, in cui le cose non cambiano troppo e ci si assesta sui valori raggiunti. Poi le banche centrali vedranno come intervenire per ridurre la stretta. Questa relativa stabilità si riverserà …

MILANO - “Non mi aspetto un anno con fortissime oscillazioni nel rapporto euro-dollaro: il quadro economico e le prospettive sui tassi sono tali da far prevedere un periodo di movimenti non violenti, con variazioni intorno al 4-5% al rialzo o al ribasso. Sarà piuttosto un anno di fine tuning, di ritocchi”. Mauro Zaniboni, co-responsabile della Commissione Forex di Assiom-Forex, viene meno all’assunto forse più consolidato, che vede il comparto delle valute muoversi quasi sempre a strappi. Con una previsione di movimenti contenuti.

Perché immagina un anno quasi di bonaccia?

“Dopo un periodo di rialzi dei tassi così violenti, che continueranno con minor incisività nei prossimi mesi, ritengo probabile piuttosto un periodo di stasi, in cui le cose non cambiano troppo e ci si assesta sui valori raggiunti. Poi le banche centrali vedranno come intervenire per ridurre la stretta. Questa relativa stabilità si riverserà anche sulle valute”.

Qualche mese fa l’euro era sceso persino sotto la parità con il dollaro. La sua debolezza è un elemento del passato?

“Ritengo che nei prossimi mesi saranno confermati i valori in cui si sta muovendo ora. Quindi, un rapporto euro dollaro intorno a 1,07-1,08. Questo, sempre che non ci siano sommovimenti, non previsti al momento, sui tassi”.

Cosa giustificherebbe un cambio di scenario?

“Beh, se i tassi Usa andassero al 6%, o se ci fosse una recessione profonda le cose cambierebbero. Ma se l’economia rallenta senza sprofondare e i tassi seguono la dinamica immaginata, con un rialzo per il 2023 di 25 punti base negli Usa e di ulteriori 50 centesimi in Europa, non vedo ragioni per aspettarmi un dollaro molto più forte o un euro molto più debole”.

In una prospettiva di più lungo termine, che per i cambi è sempre molto breve, cosa dobbiamo aspettarci?

“Credo che se non ci saranno scossoni dovrebbe crescere l’appetito al rischio, un elemento che tradizionalmente rafforza l’euro. Quindi, entro la fine dell’anno è possibile ipotizzare un euro-dollaro in area 1,12 e persino più su, fino a 1,15”.

E il franco svizzero, altra valuta considerata il porto sicuro insieme al dollaro?

“Da qualche mese si muove intorno alla parità con l’euro, ma per fine anno prevedo che starà su livelli decisamente più bassi, intorno a 1,08-1,10 per un euro. Cioè sui valori che esprimeva prima della guerra ucraina”.

Sul versante opposto invece c’è lo yen, probabilmente indebolito da una politica monetaria apparentemente impermeabile ai segnali di rialzo dell’inflazione.

“Finora la Boj non si è mossa sui tassi. Qualche mese fa, quando il dollaro era arrivato a 150 yen, la Banca centrale era intervenuta in difesa della propria moneta; ora lo yen si muove intorno a 130 contro dollaro ma io penso che prima o poi anche la Banca del Giappone debba intervenire sui tassi. A quel punto lo yen potrebbe apprezzarsi anche in maniera importante: non mi sorprenderebbe di  vederlo a 115 contro dollaro per fine anno”.