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Kkr offre un premio a Tim nel caso faccia la rete unica

(ansa)
Intanto Cdp lavora alla sua proposta alternativa e ingaggia Bofa anche in vista di dover ricorrere a un maxi finanziamento sul mercato. Il ministro Giorgetti : "Non possiamo giudicare l'offerta solo su logiche di profitto".
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MILANO -  Kkr mette sul piatto un’offerta da 18 miliardi di euro per la rete di Telecom Italia, ma lascia aperta la porta al governo e alla Cdp per andare avanti sulla rete unica. Nonostante i problemi Antitrust più volte messi in luce dal fondo Usa, la proposta di Kkr prevede infatti un earn out (compensazione) di 2 miliardi, che fa lievitare l’offerta a 20 miliardi, nel caso in cui venisse dato il via libera dalla Ue alla fusione tra la rete Tim con quella della rivale Open Fiber, controllata al 60% dalla Cassa e al 40% dal fondo Macquarie.

I dettagli dell'offerta di Kkr

E nel dettaglio Kkr valuta la società dei cavi sottomarini Sparkle 1,25 miliardi, la rete primaria che dalle centrali va all’armadietto 6,75 miliardi e la rete secondaria di Fibercop che dagli armadietti entra nelle case di tutti gli italiani 10 miliardi. Nel 2020 il fondo Usa aveva valutato Fibercop 7,7 miliardi all’atto di rilevare da Tim una quota di minoranza pari…

MILANO -  Kkr mette sul piatto un’offerta da 18 miliardi di euro per la rete di Telecom Italia, ma lascia aperta la porta al governo e alla Cdp per andare avanti sulla rete unica. Nonostante i problemi Antitrust più volte messi in luce dal fondo Usa, la proposta di Kkr prevede infatti un earn out (compensazione) di 2 miliardi, che fa lievitare l’offerta a 20 miliardi, nel caso in cui venisse dato il via libera dalla Ue alla fusione tra la rete Tim con quella della rivale Open Fiber, controllata al 60% dalla Cassa e al 40% dal fondo Macquarie.

I dettagli dell'offerta di Kkr

E nel dettaglio Kkr valuta la società dei cavi sottomarini Sparkle 1,25 miliardi, la rete primaria che dalle centrali va all’armadietto 6,75 miliardi e la rete secondaria di Fibercop che dagli armadietti entra nelle case di tutti gli italiani 10 miliardi. Nel 2020 il fondo Usa aveva valutato Fibercop 7,7 miliardi all’atto di rilevare da Tim una quota di minoranza pari al 37,5%. L’offerta non vincolante di Kkr è già finanziata con 10 miliardi di capitale (e firmata da Jp Morgan, Morgan Stanley e Citi che sono pronte a finanziare a debito altri 10 miliardi) e ha dato tempo fino al 28 febbraio a Telecom, per ricevere una risposta e in caso affermativo partire con l’analisi per confermare un’offerta vincolante.

Cdp fa quadrato con il Tesoro e con Bofa

L’istituto guidato da Dario Scannapieco non ha perso tempo, dopo aver discusso dell’operazione con il ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti, sta lavorando a un’offerta alternativa. «Credo che non potremo giudicare l’offerta di Kkr, che per altro ancora non conosciamo dettagliatamente - ha detto ieri Giorgetti - esclusivamente secondo i principi di redditività o profitto perché la rete è un’infrastruttura strategica per il Paese ed è in questo aspetto che bisogna capire come vengano garantiti gli interessi generali». Cdp, che era già assistita da Credit Suisse, ha ingaggiato anche Bofa per fare una fairness opinion e aiutarla nell’eventuale finanziamento dell’operazione. Insieme a Macquarie, con la possibilità di aprire successivamente il capitale ad altri fondi (in pole position ci sarebbe Brookfield), Cdp vorrebbe portare l’approvazione dell’offerta non vincolante per la rete Tim al cda in agenda deil 23 febbraio, ovvero alla vigilia del cda di Tim del 24 febbraio che dovrà esprimersi sull’offerta di Kkr.

Il nodo della Governance

Dopo le dimissioni dell’ad di Vivendi Arnaud de Puyfontaine (primo socio con il 23,8%) il consiglio di Tim consta di 14 membri, di cui due, ovvero il presidente di Cdp Giovanni Gorno Tempini e il presidente di Fibercomp Massimo Sarmi, non potranno votare sulle offerte di Cdp e Kkr. Dei restanti 12 membri, 5 sono poi espressione di Assogestioni, quindi del mercato che, per definizione, dovrebbe puntare a massimizzare il ritorno economico dell’offerta, con il rischio che emergano nuove complicazioni sulla governance.