“Non si vive con 750 euro al mese”. La sinistra fa mea culpa sui salari
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - "Abbiamo avuto una visione troppo indulgente della globalizzazione e della flessibilizzazione del lavoro in questi anni". E se la sinistra deve fare un mea culpa, lo deve fare "ripartendo da qui, dal lavoro e dai diritti". Lo dice Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, riflettendo sulle parole dure dell'ingegnera edile di Genova Ornela Casassa, 28 anni, che ha rifiutato un posto retribuito 900 euro lordi, 750 euro netti.
Genova, ingegnera denuncia: "Non si vive con 750 euro, non li ho accettati . Ora ne guadagno 1300". Il suo sfogo su TikTok diventa virale
Nel suo video di denuncia - diventato virale in questi giorni su tutte le piattaforme, ma riferito a un colloquio di lavoro di due anni fa - si indigna: "Dovrei vivere con 750 euro? Non mi ci pago l'affitto, non mi coprono mamma e papà, non ce la faccio. Per questo ho detto no, non li accetto, non è giusto. Non parliamo d…
ROMA - "Abbiamo avuto una visione troppo indulgente della globalizzazione e della flessibilizzazione del lavoro in questi anni". E se la sinistra deve fare un mea culpa, lo deve fare "ripartendo da qui, dal lavoro e dai diritti". Lo dice Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, riflettendo sulle parole dure dell'ingegnera edile di Genova Ornela Casassa, 28 anni, che ha rifiutato un posto retribuito 900 euro lordi, 750 euro netti.
Genova, ingegnera denuncia: "Non si vive con 750 euro, non li ho accettati . Ora ne guadagno 1300". Il suo sfogo su TikTok diventa virale
Nel suo video di denuncia - diventato virale in questi giorni su tutte le piattaforme, ma riferito a un colloquio di lavoro di due anni fa - si indigna: "Dovrei vivere con 750 euro? Non mi ci pago l'affitto, non mi coprono mamma e papà, non ce la faccio. Per questo ho detto no, non li accetto, non è giusto. Non parliamo di imprese che non possono pagare, ma di gente che non ti paga abbastanza perché sa che il sistema è questo. Altrimenti perché poi mi hanno offerto 1.200, 1.300 euro quando ho rifiutato?".
Nell'intervista di ieri a Repubblica Ornela ha poi alzato il tiro: "Il tema del lavoro per i giovani è fondamentale. E se la sinistra perde voti è perché ha lasciato cadere l'asticella troppo in basso. Il sindacato? I professionisti non sanno nemmeno cosa sia". Misiani, che appoggia Elly Schlein nella corsa a nuovo segretario del Pd, ammette che "la sinistra ha fatto errori nel passato, immaginando che la flessibilità nel lavoro fosse la via da seguire". E invece in vent'anni, "dal pacchetto Treu al Jobs Act è cresciuta la precarietà senza una degna rete di protezione sociale e sono scesi i salari". Ora però "le cose stanno cambiando", il lavoro torna al centro del congresso Pd. "Anche Bonaccini, candidato che viene da una stagione renziana, ammette che abolire l'articolo 18 è stato un errore", dice Misiani.
Pierfrancesco Majorino, europarlamentare e candidato di Pd e M5S alle regionali lombarde, risponde a Ornela Casassa con un videomessaggio: "Sono d'accordissimo con lei, ha fatto bene e la sua denuncia deve essere ciò da cui ripartiamo. Ha ragione a dire: "Dov'è la sinistra?". O la sinistra riparte da qui o non riparte. Congressi, discussioni, chiacchierate non hanno nessun senso".
Anche Sinistra Italiana sembra scuotersi: "La sinistra ribalti il tavolo contro le paghe da fame", scrive il segretario nazionale Nicola Fratoianni su Facebook. "La giovane ingegnera che, come tante e tanti della sua età ha vissuto sulla sua pelle quanto sia distorto e malato il mercato del lavoro in Italia, afferma una verità semplice semplice, quasi banale: non si può vivere dignitosamente con quelle paghe da fame". E se "chi siede al governo non se ne interessa", la sinistra "dovrebbe smettere di abbassare l'asticella, perché troppo spesso chi millantava di essere dalla parte del lavoratori è stato il primo a colpirli alle spalle. È ora di ribaltare il tavolo".