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Svizzera, la destra porta il Paese al voto: referendum per difendere il cash

(reuters)
Iniziativa popolare sottoscritta da 157mila cittadini per rivendicare un articolo costituzionale a difesa delle banconote dall'avanzata dei pagamenti innovativi
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LUGANO - Talmente attaccati al contante quanto ostili ai pagamenti elettronici, da rivendicare un articolo costituzionale che difenda l'utilizzo della carta moneta negli acquisti grandi e piccoli. In Svizzera, 157 mila cittadini hanno sottoscritto l'iniziativa popolare per cui "Il denaro contante è libertà".

I numeri per chiedere un referendum

Lo rivela il settimanale NZZ am Sonntag. Visto che per portare questo oggetto al voto, con la formula referendaria, bastavano 100 mila firme, il Movimento di Libertà Svizzero, che ha lanciato l'iniziativa popolare a difesa del cash, è sin d'ora sicuro che l'elettorato dovrà esprimersi nelle urne. Un elettorato, soprattutto l…

LUGANO - Talmente attaccati al contante quanto ostili ai pagamenti elettronici, da rivendicare un articolo costituzionale che difenda l'utilizzo della carta moneta negli acquisti grandi e piccoli. In Svizzera, 157 mila cittadini hanno sottoscritto l'iniziativa popolare per cui "Il denaro contante è libertà".

I numeri per chiedere un referendum

Lo rivela il settimanale NZZ am Sonntag. Visto che per portare questo oggetto al voto, con la formula referendaria, bastavano 100 mila firme, il Movimento di Libertà Svizzero, che ha lanciato l'iniziativa popolare a difesa del cash, è sin d'ora sicuro che l'elettorato dovrà esprimersi nelle urne. Un elettorato, soprattutto le giovani generazioni, che tuttavia sembra sempre meno in sintonia con i difensori del fruscio delle banconote e il tintinnare degli spiccioli.

Anche in Svizzera, in effetti, dove il tetto al contante è fissato a 100 mila franchi, più o meno l'equivalente in euro, c'è un crescendo di acquisti e pagamenti con l'app di pagamento Twint, Mastercard, carte di credito ed e-banking. Lo conferma una recente inchiesta della Banca Nazionale, secondo la quale mentre nel 2017 due terzi della popolazione preferiva ancora pagare con denaro liquido, nel 2020 la percentuale è scesa a meno della metà. Al 43% per essere precisi. Probabilmente è un effetto della pandemia, che ha obbligato molti consumatori a disertare banche e uffici postali, ricorrendo giocoforza ai pagamenti online.

La destra cavalca la paura di perdere la privacy

Cionostante, mentre nella Ue sono sparite le banconote da 500 euro, in Svizzera sopravvivono quelle da mille franchi, anche se poco impiegate. Il Movimento di Libertà Svizzero, tendenzialmente di destra, come altri due movimenti che lo sostengono nella sua battaglia a favore della carta moneta, l'Unione Democratica Federale e i Democratici Svizzeri, è convinto che i pagamenti elettronici siano un modo per entrare, prepotentemente, nella privacy dei cittadini. Inoltre il suo presidente, Richard Keller, afferma di rappresentare una consistente fetta di popolazione anziana che rifiuta le carte di credito e utilizza, unicamente, il contante. Resta il fatto che, sempre stando all'inchiesta della Banca Nazionale, nel 2020, l'8% degli svizzeri non possedeva una carta di credito. Tutt'ora una buona fetta della popolazione elvetica paga cash gli acquisti sotto i 20 franchi. Non pochi cittadini, poi, conservano il loro gruzzoletto di banconote a portata di mano, nel caso in cui qualche accidente renda inutilizzabili i pagamenti online. Un'indagine dell'Alta Scuola Zurighese di Scienze applicate, effettuata in collaborazione con l'Università di San Gallo, indica d'altronde che solo uno svizzero su 5 vede di buon grado una società da cui sono sparite le banconote. Insomma, nel Paese delle banche lunga vita al contante!