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“Ora Mps è una risorsa per il Paese”, Lovaglio punta a superare gli obiettivi

I bilanci delle banche. Per il Monte forte impulso dal rialzo tassi. Conti positivi per Bper, raddoppia la cedola. Banca Mediolanum, margini da record ma l’utile scende
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MILANO - Mps riceve una spinta dai tassi d’interesse con pochi uguali in Europa, e archivia un 2022 che potrebbe farle centrare nel 2023 i 700 milioni di utile pretasse che il piano di rilancio traguarda nel 2024.

«Mps non è più un problema sistemico, ma un asset di valore per il Paese», ha detto agli operatori l’ad Luigi Lovaglio, commentando l’esercizio, che chiude in perdita di 205 milioni dopo i 925 milioni di buonuscita stanziati per esodare oltre 4 mila dipendenti a novembre. Per il banchiere in sella da un anno, Mps «s’è lasciata alle spalle gli anni difficili, e ha di fronte una strada spianata, qualsiasi operazione deciderà di intraprendere».

Come noto il Tesoro, socio al 64%, ha ottenuto l’anno scorso una proroga dall’Ue per riprivatizzare Mps entro il 2024. I conti sono migliori rispetto alle attese del mercato, che sul 2022 stimava un rosso di 274 milioni e nel solo quarto trimestre u…

MILANO - Mps riceve una spinta dai tassi d’interesse con pochi uguali in Europa, e archivia un 2022 che potrebbe farle centrare nel 2023 i 700 milioni di utile pretasse che il piano di rilancio traguarda nel 2024.

«Mps non è più un problema sistemico, ma un asset di valore per il Paese», ha detto agli operatori l’ad Luigi Lovaglio, commentando l’esercizio, che chiude in perdita di 205 milioni dopo i 925 milioni di buonuscita stanziati per esodare oltre 4 mila dipendenti a novembre. Per il banchiere in sella da un anno, Mps «s’è lasciata alle spalle gli anni difficili, e ha di fronte una strada spianata, qualsiasi operazione deciderà di intraprendere».

Come noto il Tesoro, socio al 64%, ha ottenuto l’anno scorso una proroga dall’Ue per riprivatizzare Mps entro il 2024. I conti sono migliori rispetto alle attese del mercato, che sul 2022 stimava un rosso di 274 milioni e nel solo quarto trimestre un utile di 90 milioni, mentre il dato finale è di 156 milioni. Per capire queste dinamiche basterebbe un dato: nel quarto trimestre 2022 il margine d’interesse, grazie ai rincarati tassi Bce, è salito del 31% rispetto a tre mesi prima, e del 55% rispetto al quarto trimestre 2021. Un exploit che trascina i ricavi 2022 (+3,6%), malgrado le altre voci di entrata siano tutte in calo: dalle commissioni (-8%) alle cedole incassate (-25%), al trading (-60%).

Notizie meno buone, per i senesi, sui contenziosi legali, saliti a 4,1 miliardi a gennaio per la richiesta da 700 milioni di Martingale Risk, che già a novembre chiese 1,8 miliardi per investitori terzi. «Queste richieste arrivano puntualmente prima dell’uscita dei dati», ha detto Lovaglio, convinto che in tribunale prevarrà Mps, già confortata da due sentenze il mese scorso. In Borsa l’azione ha perso il 3,1%, per i realizzi scattati dopo i massimi post-aumento.

Forse avrà risentito dei toni guardinghi usati sul settore dal presidente della vigilanza Bce, Andrea Enria, malgrado il banchiere abbia in generale promosso la solidità degli istituti europei, e detto «inevitabile, dopo due anni, la ripartenza delle fusioni, anche transfrontaliere».

Circa possibili nozze con Mps, alla vigilia, il dominus di Unipol Carlo Cimbri aveva scherzato con la lingua dicendo: «Se Intesa dice di essere troppo grande per Mps e Banco Bpm piccola, allora io dico che Bper è troppo piccolissima». Anche la banca con sede a Modena, di cui Unipol è primo socio, ha dato ieri i conti 2022, poco confrontabili per gli 833 milioni di avviamento legati all’acquisto di Carige.

L’utile netto rettificato è 502 milioni, oltre le attese del mercato, e la cedola proposta ai soci raddoppia a 0,12 euro. Il margine d’interesse vola a +21%, però anche le commissioni crescono (del 18%), e le rettifiche su crediti limano del 27%. «Siamo molto soddisfatti, e molto fiduciosi anche sui risultati che faremo nel 2023», ha detto l’ad di Bper, Piero Montani. Che ha smentito ci siano altre fusioni in vista.

Infine Banca Mediolanum ha archiviato il 2022 con un utile netto pari a 521,8 milioni (-27%) e un margine operativo record di oltre 680 milioni (+35%). L’ad Massimo Doris ha detto di prevedere nel 2023 «un miglioramento importante» rispetto all’ultimo esercizio.