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Reddito di cittadinanza, via al censimento dei percettori. Il governo chiama in soccorso le agenzie private

Dal primo agosto i beneficiari del Reddito di cittadinanza "occupabili" perderanno il sussidio 

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A chi rientra tra gli “occupabili” sarà chiesto di completare il proprio profilo attraverso un modulo online, dati che saranno poi condivisi con le aziende che si occupano di collocamento. Restano cinque mesi per offrire un impiego a 440 mila famiglie che perderanno i soldi
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ROMA - Un autocensimento dei beneficiari occupabili del Reddito di cittadinanza che perderanno il sussidio tra cinque mesi. Quasi il 60% di loro ancora non è stato preso in carico dai Centri per l’impiego. Nelle prossime settimane riceveranno un modulo web da compilare con titolo di studio, esperienze lavorative, situazione familiare. Dati che saranno condivisi anche con le agenzie private di collocamento e incrociati con le offerte di lavoro e formazione disponibili. Il governo prova così a correre, per evitare che 440 mila famiglie dal primo agosto restino senza soldi e senza occupazione.

Lo schema è allo studio della titolare del Lavoro Marina Calderone; l’obiettivo è inserirlo nel decreto lavoro, in fase di scrittura, che prevede anche l’allentamento dei vincoli per i contratti a termine. Non è escluso, però, che la misura trovi spazio in un provvedimento ad hoc, riservato alle politiche attive. In ogni caso non si andr&…

ROMA - Un autocensimento dei beneficiari occupabili del Reddito di cittadinanza che perderanno il sussidio tra cinque mesi. Quasi il 60% di loro ancora non è stato preso in carico dai Centri per l’impiego. Nelle prossime settimane riceveranno un modulo web da compilare con titolo di studio, esperienze lavorative, situazione familiare. Dati che saranno condivisi anche con le agenzie private di collocamento e incrociati con le offerte di lavoro e formazione disponibili. Il governo prova così a correre, per evitare che 440 mila famiglie dal primo agosto restino senza soldi e senza occupazione.

Lo schema è allo studio della titolare del Lavoro Marina Calderone; l’obiettivo è inserirlo nel decreto lavoro, in fase di scrittura, che prevede anche l’allentamento dei vincoli per i contratti a termine. Non è escluso, però, che la misura trovi spazio in un provvedimento ad hoc, riservato alle politiche attive. In ogni caso non si andrà oltre la fine del mese.

Un modulo online da compilare

Ma come funzionerà l’acquisizione delle informazioni di chi percepisce il reddito? Il processo sarà digitalizzato per renderlo più veloce. L’operatore del Centro per l’impiego (Cpi) non contatterà il beneficiario occupabile al telefono, come avviene oggi con l’appuntamento per la firma in presenza del Patto per il lavoro. Ma gli invierà un modulo online dove saranno elencate una serie di voci necessarie a costruire il suo profilo. I dati finiranno poi in una banca dati, gestita dal ministero e dall’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive, che funzionerà da cervellone per agganciare le richieste di lavoro.

Allo studio anche un’integrazione delle informazioni attraverso l’incrocio con altre banche dati, così come si lavora per specificare elementi noti, ma non visibili, all’interno dell’identikit. Un esempio: specificare che i percettori del Reddito sono tra i soggetti che fanno scattare una decontribuzione, fino a 8 mila euro, in favore delle aziende che li assumono, così come previsto dall’ultima legge di bilancio. La banca dati guarda alle offerte di lavoro che arrivano ai Centri per l’impiego e alle agenzie private.

Serve il collocamento privato

E qui sta la seconda grande novità: il governo chiede aiuto ai privati. Ogni agenzia accreditata al ministero del Lavoro potrà accedere alla banca dati e di fatto scegliersi il profilo più adeguato alle richieste del mercato. Un coinvolgimento maggiore, che fa leva sulla liberalizzazione del sistema introdotta con la riforma Biagi del 2003, e che prende atto della difficoltà del pubblico di trovare un collocamento ai beneficiari occupabili e in generale a tutti i disoccupati.

Un assetto che non è esente da controindicazioni. Il 70,8% dei beneficiari del Reddito non ha nemmeno la terza media e poca dimestichezza con Pc e Internet. C’è poi il rischio del “cherry picking”: le agenzie private del lavoro tenderanno ad assicurarsi i profili più facili da occupare, lasciando indietro i più deboli e meno istruiti. Il programma Gol del Pnrr - che pure coinvolge il collocamento privato - lo vieta. E poi c’è la questione dei numeri. Quanti sono gli occupabili? Per la relazione alla manovra sono 440 mila. Ma in realtà il Reddito sarà tolto non solo a chi può lavorare, ma a tutti i beneficiari che non hanno figli minori, disabili e anziani nel nucleo. Quindi anche a parte di coloro che oggi sono mandati ai servizi sociali dei Comuni.

La piattaforma digitale

L’idea del ministero del Lavoro potrebbe poi essere integrata con la proposta del presidente della commissione Lavoro della Camera Walter Rizzetto (FdI), inviata ai tecnici del ministero. Ovvero appoggiarsi - a partire da alcune Regioni pilota - a una piattaforma digitale già attiva sul mercato che indicizzi e geolocalizzi le proposte di lavoro dei Cpi in modo da renderne massima la visibilità. Una piattaforma a disposizione di tutti i disoccupati che potrebbero registrarsi per essere individuati più facilmente dalle aziende.