Aiuti di Stato, questa volta l'Olanda guida il fronte antitedesco: "Pericoloso ammorbidire le regole"
dalla nostra corrispondente Tonia Mastrobuoni , dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO - Reduce dal viaggio negli Stati Uniti in tandem con l’omologo francese Bruno Le Maire per ammorbidire il maxi piano americano di sovvenzioni “verdi”, il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck ha confermato che la Germania parte lancia in resta per Bruxelles per incassare un allentamento delle regole per gli aiuti di Stato e rispondere adeguatamente all’Inflation reduction act americano: “Abbiamo un bisogno massiccio di investimenti”, ha dichiarato. Ma i tradizionali alleati olandesi gli hanno preparato una brutta sorpresa.
Il governo guidato da Mark Rutte ha preparato un documento in cui mette in guardia da un ammorbidimento dei…
BERLINO - Reduce dal viaggio negli Stati Uniti in tandem con l’omologo francese Bruno Le Maire per ammorbidire il maxi piano americano di sovvenzioni “verdi”, il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck ha confermato che la Germania parte lancia in resta per Bruxelles per incassare un allentamento delle regole per gli aiuti di Stato e rispondere adeguatamente all’Inflation reduction act americano: “Abbiamo un bisogno massiccio di investimenti”, ha dichiarato. Ma i tradizionali alleati olandesi gli hanno preparato una brutta sorpresa.
Il governo guidato da Mark Rutte ha preparato un documento in cui mette in guardia da un ammorbidimento dei vincoli Ue sulle sovvenzioni pubbliche. Nel documento di una pagina e mezzo, di cui Repubblica è in possesso, si legge che qualsiasi modifica va ponderata “con prudenza”. Aiuti di Stato “possono condurre a considerevoli effetti negativi inclusa la frammentazione del mercato unico e una dannosa gara dei sussidi e un indebolimento dello sviluppo regionale. I danni rischiano di essere maggiori dei benefici”. Invece di andare a svantaggio dei Paesi più deboli dal punto di vista economico e fiscale e dunque con meno possibilità di spendere, le regole degli aiuti di Stato “dovrebbero garantire un level playing field nel mercato interno”. Originariamente la lettera è stata sottoscritta, oltre che dai Paesi Bassi, da Finlandia, Danimarca, Irlanda, Danimarca e Polonia. Ma secondo una fonte tedesca “numerosi altri Paesi la sostengono”: ormai due terzi dell'Unione. L’Italia non ha firmato direttamente la lettera ma “nella critica agli allentamenti è ferma da sempre” riporta una fonte vicina al dossier.
Da Berlino fanno notare tuttavia che la discussione sugli aiuti di Stato è stata finora “fuorviante”. Se è vero, argomentano, che nel 2022 quasi il 50% delle richieste a Bruxelles per un via libera agli aiuti di Stato sono partite dalla Germania e un quarto dalla Francia, è vero anche che si tratta di richieste virtuali. Il risultato finale, insomma, potrebbe essere completamente diverso.
E’ stato così, ad esempio, sui sussidi per il Covid: anche allora Berlino aveva avanzato il 50% delle richieste partite dai 27 Paesi dell’Unione. Ma il risultato finale è stato che ha speso solo il 24% degli aiuti per fronteggiare la pandemia, contro una quota analoga della Francia e quasi il 22% dell’Italia. Se si rapportano questi numeri assoluti con la dimensione economica, la Germania risulta solo settima tra i Paesi che hanno chiesto aiuti.