Dopo i Big Tech, tocca a Topolino. Disney licenzia 7 mila persone
di Massimo Basile , di Massimo BasileNew York - Dopo i Big Tech, tocca a Topolino. Negli Stati Uniti Disney Co. ha annunciato il licenziamento di settemila persone come misura per tagliare in fretta dai costi una cifra intorno ai 5,5 miliardi di dollari. Nei mesi scorsi aveva fatto notizia la decisione di giganti come Amazon, Microsoft, Google, Meta, di tagliare migliaia di posti. Il personale che verrà mandato a casa rappresenta il 3,6 per cento della forza lavoro globale della Disney. La corporation dell’intrattenimento, da mesi sotto pressione per raggiungere profitti dalla sua attività di streaming, ha annunciato che si svilupperà su tre nuove direttrici: quello del intrattenimento per famiglie con film, televisione e programmi in streaming, da inglobare sotto una nuova divisione; quella che fa capo a Espn e incentrata sullo sport e poi quella tradizionale, fatta di parchi gioco, esperienze e marketing della Disney.
Il taglio di settemila posti è il primo provvedimento draconiano de…
New York - Dopo i Big Tech, tocca a Topolino. Negli Stati Uniti Disney Co. ha annunciato il licenziamento di settemila persone come misura per tagliare in fretta dai costi una cifra intorno ai 5,5 miliardi di dollari. Nei mesi scorsi aveva fatto notizia la decisione di giganti come Amazon, Microsoft, Google, Meta, di tagliare migliaia di posti. Il personale che verrà mandato a casa rappresenta il 3,6 per cento della forza lavoro globale della Disney. La corporation dell’intrattenimento, da mesi sotto pressione per raggiungere profitti dalla sua attività di streaming, ha annunciato che si svilupperà su tre nuove direttrici: quello del intrattenimento per famiglie con film, televisione e programmi in streaming, da inglobare sotto una nuova divisione; quella che fa capo a Espn e incentrata sullo sport e poi quella tradizionale, fatta di parchi gioco, esperienze e marketing della Disney.
Il taglio di settemila posti è il primo provvedimento draconiano del nuovo Ceo, Robert Iger, tornato a occupare il suo ruolo dopo la cacciata del predecessore, Bob Chapek, che ha guidato la corporation per meno di tre anni ed era finito in un tunnel, dopo lo scontro con il governatore della Florida Ron DeSantis, riguardo i diritti Lgbtq+, sostenuti pubblicamente dalla compagnia, in contrapposizione con la linea talebana del governatore. Il licenziamento di Chapek era stato visto come un successo per il Repubblicano, indicato come probabile candidato alla presidenziali degli Stati Uniti nel 2024. L’arrivo di Iger è destinato a stravolgere la vita della Disney, e già se ne vedono i segnali. “E’ tempo - ha annunciato il Ceo - per una nuova trasformazione”. I cambiamenti, ha aggiunto, “sprigioneranno creatività nella compagnia, ridurranno le spese e porteranno nuovi profitti nello streaming”.
Intanto Disney ha riportato risultati migliori del previsto nelle vendite e nei ricavi registrati nell’ultimo trimestre del 2022, anche se c’è un declino del numero degli abbonati alla piattaforma tv Disney+. Al 31 dicembre i sottoscrittori sono stati 161,8 milioni, -1 per cento rispetto a tre mesi precedenti, quando la stima complessiva era di 162,7 milioni. A pesare sul calo sono stati i mercati indiani e asiatici, dove Disney ha perso i diritti delle partite di cricket del campionato indiano di Premier League. Ma gli altri dati positivi hanno eccitato gli investitori, al punto che a Wall Street nel dopo listino le azioni sono cresciute del 6,6 per cento. Il titolo ha chiuso a 11.78 dollari, con +0,1 per cento in un giorno e +29 per cento dall’inizio dell’anno.