Balneari, il governo va allo scontro con l'Europa: rinviate le gare per le concessioni. Bruxelles: "Assicurare concorrenza"
Con il decreto Milleproroghe arriva l'ennesimo rinvio sulla questione dei balneari, ovvero la mappatura delle coste italiane e la messa a bando delle concessioni per ombrelloni e sdraio.
Dopo la confusione della vigilia, l'Italia rischia seriamente di mettersi in rotta di collisione con l'Europa che da tempo chiede di rivedere le concessioni: è infatti arrivato nella mattinata di giovedì il via libera delle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali del Senato agli emendamenti riguardanti i balneari. Il relatore del provvedimento, Dario Damiani, a margine dei lavori, ha confermato che sono stati approvati gli emendamenti dei relatori e quelli riformulati di Fi e Lega.
Concessioni fino al 31 dicembre 2024
Si tratta dunque della proroga di 5 mesi dei termini della mappatura delle coste italiane, che trasla a fine luglio. E soprattutto della proroga di un anno della messa a gara delle concessioni per sfruttare il litorale: arrivano così alla fine del 2024, in barba non solo alle richieste di Bruxelles ma anche ai rilievi del Consiglio di Stato che aveva indicato il 31 dicembre 2023 come termine ultimo. Il tutto, ed è la terza gamba dell'intervento, per dare formalmente tempo a un tavolo in materia a Palazzo Chigi.
La Ue ribadisce: "Parità e concorrenza"
Passaggi che non sfuggono a Bruxelles, dove un portavoce della Commissione commenta con l'Ansa: "Cogliamo l'occasione per ribadire che il diritto Ue richiede che le norme nazionali" sui servizi "assicurino la parità di trattamento degli operatori, promuovano l'innovazione e la concorrenza leale" e "proteggano dal rischio di monopolio delle risorse pubbliche". A Bruxelles si ricorda come una procedura d'infrazione contro Roma sia già aperta a causa del mancato rispetto della direttiva Bolkestein e ulteriori rinvii non migliorino la situazione.
Le reazioni
Commentando gli ultimi sviluppi, i senatori leghisti Massimiliano Romeo, Gian Marco Centinaio e Roberto Marti hanno parlato di "massima osservanza delle direttive europee ma nel rispetto degli interessi nazionali, che per l'italia in questo settore sono fondamentali". I balneari sono infatti considerati categoria "amica" da parte del governo. "La soluzione trovata sul tema delle concessioni balneari va nella direzione di ascoltare le associazioni di categoria e allo stesso tempo tutelare i sindaci e gli amministratori locali dall'eccessivo potere discrezionale che gli era stato concesso, in modo da evitare ogni possibile controversia giuridica che li riguardasse", affermano i senatori leghisti. "Le realtà di settore saranno coinvolte dal governo nei prossimi passi da compiere. L'emendamento della Lega al provvedimento, che prevede l'istituzione di un tavolo tecnico con le associazioni di categoria, va appunto nella direzione di favorire un confronto costruttivo con le realtà maggiormente rappresentative e ascoltarne le istanze".
Lavinia Mennuni, senatrice di Fdi, saluta "il divieto per gli enti locali di emanare bandi fino all'emanazione dei decreti legislativi. Sono certa che presto sarà data adeguata soluzione ad un problema complesso e annoso da cui discende la tutela del paesaggio, degli arenili, della nostra straordinaria cultura fatta di imprese che hanno investito negli anni fino a far raggiungere quel livello eccezionale frutto di bellezza e tradizione tutte italiane".
Affondo invece del Pd, per bocca del capogruppo in commissione Bilancio, Daniele Manca: "Con l'approvazione degli emendamenti della maggioranza il governo si inchina ai balneari. Nella sostanza, con uno stravagante e inedito equilibrismo si da un contentino pressoché inutile ad ogni forza politica: alla lega si promette un tavolo per discutere, a fi una proroga, a fdi un pò più di tempo per le mappature. In questo modo non si risolvono i problemi delle imprese, si stressa il rapporto con l'europa, si mette in discussione la realizzazione del pnrr, con il rischio di una procedura di infrazione per il nostro paese".
Anche Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Verdi e Sinistra, annuncia reazioni: "Invieremo all'Ue una lettera per fare aprire la procedura di infrazione", osservando che "la messa a gara delle concessioni balneari slitta di un anno con un emendamento voluto dalla destra, in violazione palese delle disposizioni del Consiglio di Stato e della direttiva europea che l'Italia non può non applicare". "Questa destra di governo protegge i privilegi di chi paga delle concessioni a prezzi irrisori a fronte di fatturati enormi. E' un danno anche per le casse dello Stato: su un fatturato di 7 miliardi l'anno del settore, arrivano poco più di 100 milioni di euro l'anno e con un tasso di evasione stimato del 50%".