Le banche italiane "brindano" all'aumento dei tassi: pioggia di profitti con la linea dura Bce
a cura della redazione EconomiaMILANO - Mentre l'economia reale è schiacciata dal peso dell'inflazione e irrigidita dalla conseguente stretta delle banche centrali c'è chi nel 2022 ha potuto vedere il lato positivo delle medaglia. La sterzata in senso restrittivo delle Bce con il maxi aumento dei tassi di interesse ha sostenuto i conti delle banche nell'anno appena chiuso, come dimostrano i risultati messi in fila questi giorni dai principali istituti.
Ad aprire le danze è stata a fine gennaio Unicredit, mettendo in luce un utile di 5,2 miliardi sull'intero anno, oltre le stime degli analisti, con un dato robusto proprio nell'ultimo quarto dell'anno, quando la stretta sui tassi si è fatta sentire maggiormente. Segno più anche per Intesa Sanpaolo, che ha archiviato l'anno con profitti in crescita del 4% a quota 4,35 miliardi. Risultato netto in crescita e dividendi all'insù anche per Banco Bpm mentre persino Mps, pur registrando un …
MILANO - Mentre l'economia reale è schiacciata dal peso dell'inflazione e irrigidita dalla conseguente stretta delle banche centrali c'è chi nel 2022 ha potuto vedere il lato positivo delle medaglia. La sterzata in senso restrittivo delle Bce con il maxi aumento dei tassi di interesse ha sostenuto i conti delle banche nell'anno appena chiuso, come dimostrano i risultati messi in fila questi giorni dai principali istituti.
Ad aprire le danze è stata a fine gennaio Unicredit, mettendo in luce un utile di 5,2 miliardi sull'intero anno, oltre le stime degli analisti, con un dato robusto proprio nell'ultimo quarto dell'anno, quando la stretta sui tassi si è fatta sentire maggiormente. Segno più anche per Intesa Sanpaolo, che ha archiviato l'anno con profitti in crescita del 4% a quota 4,35 miliardi. Risultato netto in crescita e dividendi all'insù anche per Banco Bpm mentre persino Mps, pur registrando un rosso sul 2022, ha evidenziato nel quarto trimestre un utile da 156 milioni di euro, più del doppio di quanto previsto dagli analisti, facendo fare un balzo al titolo a Piazza Mercati, con i mercati che cominciano a credere alle possibilità di un rilancio.
Il volano del rialzo dei tassi (e non solo)
Già prima della stagione dei conti, un report di Citi indicava per le banche italiane un momento d’oro per le prospettive su utili e rendimento del capitale, a livelli mai visti da 15 anni a questa parte. Tre i venti favorevoli in poppa agli istituti tricolori: tassi più alti in grado di pilotare un incremento degli utili per azione; il miglioramento della qualità degli asset nell’ultimo decennio, capace di metterle al riparo dagli scenari di rallentamento economico; importanti cuscinetti di capitale. Citi, prima dei conti, stimava dunque per il 2023 margini d’interesse in crescita – nella media delle banche italiane – un balzo del 15% sull’anno scorso.
A spulciare i report degli analisti a valle della pubblicazione dei risultati contabili più recenti, è evidente come l’effetto dei tassi più alti sia determinante in questa tornata di trimestrali. Commentando i numeri del Banco Bpm, ad esempio, gli specialisti di Barclays scrivono chiaramente che “i tassi più alti stanno supportando” il conto economico e il Rote, misura di redditività del patrimonio. Dinamica che si vede chiaramente dal +31% trimestrale del margine d’interesse che “riflette l’impatto positivo dalla variazione dell’Euribor” nello stesso periodo. Stessa dinamica, per altro, rintracciata anche sul Monte dei Paschi il cui management per l’intero 2023 si aspetta una dinamica in cui “tassi più alti più che compensano il maggior costo del funding”.