Hong Kong, il tycoon latitante fa cassa con le borse: le Hermès vanno all'asta, oltre 3 milioni di incassi
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - L'obiettivo era fare cassa. Mettendo all'asta settantasette rarissime borse di Hermès. Ci è riuscito alla grande. In quella che Sotheby's ha definito la più grande vendita di borse di un singolo proprietario nel mercato asiatico delle aste, il tycoon latitante Joseph Lau ha racimolato 25,2 milioni di dollari di Hong Kong: poco meno di 3 milioni di euro. Quella che gli ha fruttato di piu è stata una Birkin 25 in coccodrillo Bleu Jean Shiny Porosus del 2006 con finiture in oro bianco a 18 carati e diamanti, venduta a 1,52 milioni di dollari di Hong Kong.
La casa d'aste ha dichiarato che una parte del ricavato sarà devoluta in beneficenza, senza però rivelare la percentuale. Il resto finirà dritto in tasca di questo imprenditore amante del lusso che negli ultimi anni ci ha preso gusto a mettere all'asta le sue collezioni piu preziose - dai vini alle porcellane cinesi di epoca imperiale delle dinastie Ming e Q…
PECHINO - L'obiettivo era fare cassa. Mettendo all'asta settantasette rarissime borse di Hermès. Ci è riuscito alla grande. In quella che Sotheby's ha definito la più grande vendita di borse di un singolo proprietario nel mercato asiatico delle aste, il tycoon latitante Joseph Lau ha racimolato 25,2 milioni di dollari di Hong Kong: poco meno di 3 milioni di euro. Quella che gli ha fruttato di piu è stata una Birkin 25 in coccodrillo Bleu Jean Shiny Porosus del 2006 con finiture in oro bianco a 18 carati e diamanti, venduta a 1,52 milioni di dollari di Hong Kong.
La casa d'aste ha dichiarato che una parte del ricavato sarà devoluta in beneficenza, senza però rivelare la percentuale. Il resto finirà dritto in tasca di questo imprenditore amante del lusso che negli ultimi anni ci ha preso gusto a mettere all'asta le sue collezioni piu preziose - dai vini alle porcellane cinesi di epoca imperiale delle dinastie Ming e Qing - per provare a rifarsi degli investimenti perduti.
Lau, 71 anni, è uno degli uomini più ricchi di Hong Kong. Per la giustizia di Macao è un latitante, condannato in absentia per corruzione e riciclaggio di denaro nel 2014 a cinque anni di prigione per aver corrotto un ex funzionario dei lavori pubblici in un affare di compravendita di terreni. Ma siccome l'ex colonia portoghese e l'ex colonia britannica non hanno un trattato di estradizione e siccome Lau a Macao si guarda bene dal metterci piede, finora di giorni in carcere non se n'è fatto nemmeno mezzo.
Ex presidente della società immobiliare Chinese Estates Holdings, dimessosi dopo quella condanna, Lau e la sua famiglia sono stati per anni finanziatori di Evergrande, colosso del real estate che ha debiti fino al collo. La compagnia di famiglia ha perso 1 miliardo di dollari americani lo scorso anno dopo aver venduto la maggior parte delle azioni che la compagnia di famiglia possedeva di Evergrande.
Ad aprile dell'anno scorso aveva venduto 414 bottiglie pregiatissime di vino tramite un'asta da Christie's ricavandone 64 milioni di dollari di Hong Kong. Nel 2020 si meritò grandi titoli sui giornali per essersi sbarazzato di "The Splash" del pittore David Hockney per 23 milioni di sterline.
Amante dell'arte e del lusso, le cronache ricordano che nel 2015 comprò alla figlia Josephine - che all'epoca aveva 7 anni appena - un diamante blu da 12 carati per 48,6 milioni di franchi svizzeri: un record. Possiede dipinti famosissimi come il "Mao" di Andy Warhol e "Everything Must Go" di Jean-Michel Basquiat.