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Arriva il Btp "Tricolore". Il governo vuole più debito in mano agli italiani

(ansa)
Il nuovo Buono allo studio dei tecnici del Mef. Si punta al mercato domestico retail - i cassettisti - ma bisogna rispettare i trattati europei sulla circolazione dei capitali. 
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ROMA - A Palazzo Chigi c’è voglia di sovranismo. Anche sui Btp. E la voglia è così forte che qualcuno si è persino rammaricato che esista già un Btp Italia, perché “Italia” sarebbe stato il nome perfetto per il nuovo Buono cui stanno lavorando i tecnici del ministero dell’Economia, e che guarda ai piccoli risparmiatori del Paese. Bisognerà trovare un’altra denominazione: “tricolore” è quella che va per la maggiore nelle ultime ore, ma non tutti nel governo sono convinti che sia la scelta giusta. Più complicato sarà convincere l’Europa che la nuova struttura non sia contraria alle norme comunitarie. 

C’è comunque tempo per pensarci, almeno …

ROMA - A Palazzo Chigi c’è voglia di sovranismo. Anche sui Btp. E la voglia è così forte che qualcuno si è persino rammaricato che esista già un Btp Italia, perché “Italia” sarebbe stato il nome perfetto per il nuovo Buono cui stanno lavorando i tecnici del ministero dell’Economia, e che guarda ai piccoli risparmiatori del Paese. Bisognerà trovare un’altra denominazione: “tricolore” è quella che va per la maggiore nelle ultime ore, ma non tutti nel governo sono convinti che sia la scelta giusta. Più complicato sarà convincere l’Europa che la nuova struttura non sia contraria alle norme comunitarie. 

C’è comunque tempo per pensarci, almeno un paio di mesi. Quello che invece Giorgia Meloni ha blindato, nel mandato al titolare del Mef Giancarlo Giorgetti, è il profilo dei destinatari: cittadini che risiedono o lavorano in Italia. Un disegno che sa di tentazione giapponese, dove il debito pubblico è il 240% del Pil e viene praticamente tramandato. Meglio nelle tasche degli italiani che in quelle degli investitori stranieri, è il ragionamento. "Stiamo lavorando per mettere al sicuro il nostro debito da nuovi shock finanziari e attrarre la fiducia dei risparmiatori e degli investitori anche nel medio periodo", ha detto la premier nei giorni scorsi, rilanciando un’idea cara al centrodestra ancora prima di arrivare al governo.

Lo schema cui si sta lavorando vede al centro il concetto di “investitore domestico retail”, cioè di un risparmiatore che vive in Italia. Una persona fisica, non un investitore istituzionale. L’identikit è quello del “cassettista”, che compra all’emissione e tiene il titolo fino alla scadenza, incassando nel frattempo le cedole.  Pensando a loro, il Mef sta allora studiando un titolo che venga emesso con le stesse modalità del Btp Italia o del Btp Futura, quindi senza asta ma direttamente sul circuito del Mot, il mercato telematico delle obbligazioni: con l’home banking ma anche attraverso banche e sportelli postali, senza spese di sottoscrizione. Aderire al nuovo Btp potrebbe essere ancora più semplice, almeno questo è l’obiettivo del governo, che sta studiando nuove modalità per semplificare e facilitare la sottoscrizione dei nuovi titoli da parte dei piccoli risparmiatori. 

L’idea è di proporre un titolo con una cedola interessante, ma non indicizzata all’inflazione, e con un premio finale. E qui si innesta una considerazione che è determinante per l’esito dell’operazione Meloni. Si punta a rendimenti attraenti. I tecnici che stanno lavorando, però, invitano alla prudenza perché bisogna far quadrare i conti. Anche il governo non si sbilancia, e non a caso: dal 6 al 9 marzo è in calendario una nuova emissione del Btp Italia; scoprire le carte sui rendimenti dei nuovi Buoni in anticipo significherebbe bruciare la tornata di marzo, perché molti risparmiatori potrebbero preferire aspettare cedole più premianti invece che investire sui Btp esistenti.

Fin qui il disegno del governo. La volontà politica di blindare in mani italiane il debito pubblico, dovrà però venire a patti con l’effettiva praticabilità. Che ha un limite, molto alto, nei Trattati europei sulla libera circolazione dei capitali. E un altro ostacolo nelle dimensioni del debito pubblico, troppo grande per essere assorbito prevalentemente dalle famiglie. In base a questi paletti, l’unica esclusione messa nero su bianco potrebbe essere quella rivolta agli operatori professionali (come avviene già per il Btp Futura), mentre l’offerta retail dovrebbe essere necessariamente aperta anche oltre i confini nazionali, e non limitata ai soli residenti, anche se le difficoltà tecniche potrebbero essere tali da far diventare l’esclusione un dato di fatto. Difficilmente passerà invece l’idea di ulteriori vantaggi fiscali, oltre alla tassazione al 12,5% delle cedole, che è già più bassa rispetto agli altri strumenti finanziari. Incerta anche la tempistica: non troppo in là, ma nemmeno eccessivamente ravvicinata. Forse verso metà anno e sicuramente dopo aver collocato il Btp Italia che verrà offerto a inizio marzo.

 

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