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Armani entra nel mercato della nautica di lusso

Lo stilista Giorgio Armani 
La nuova creazione dello stilista è un megayacht: “Appassionante”
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CARRARA - Le specifiche tecniche raccontano che è lungo 72 metri, largo 13, con cinque ponti, piattaforma per elicotteri e un propulsore che la può spingere fino a 15,5 nodi. L’occhio, invece, dice immediatamente Giorgio Armani. L’Admiral Megayacht GA 72mt, immenso scafo svelato al pubblico ieri nei cantieri The Italian Sea Group di Marina di Carrara, non ha ancora un nome, così come è top secret l’armatore. L’ultima fatica di re Giorgio è un progetto che prenderà il mare all’inizio del 2024 e segna il suo ingresso commerciale nella nautica di lusso. «Si tratta di un esercizio di design e di editing molto sottile che mi appassiona», racconta.

Con Admiral, marchio di punta del can…

CARRARA - Le specifiche tecniche raccontano che è lungo 72 metri, largo 13, con cinque ponti, piattaforma per elicotteri e un propulsore che la può spingere fino a 15,5 nodi. L’occhio, invece, dice immediatamente Giorgio Armani. L’Admiral Megayacht GA 72mt, immenso scafo svelato al pubblico ieri nei cantieri The Italian Sea Group di Marina di Carrara, non ha ancora un nome, così come è top secret l’armatore. L’ultima fatica di re Giorgio è un progetto che prenderà il mare all’inizio del 2024 e segna il suo ingresso commerciale nella nautica di lusso. «Si tratta di un esercizio di design e di editing molto sottile che mi appassiona», racconta.

Con Admiral, marchio di punta del cantiere quotato su Euronext Milan (e nel cui bouquet brillano brand come Perini Navi, Tecnomar e Picchiotti) che fa capo all’imprenditore Giovanni Costantino, lo stilista piacentino sta lavorando a due altre imbarcazioni più piccole con l’approccio meticoloso e totalizzante che lo contraddistingue. Nonostante gli accordi inizialmente non lo prevedessero, non si è occupato solo degli interni, ma ha voluto mettere mano anche alla struttura esterna: la prua, inizialmente appuntita, è stata arrotondata, così come sono stati smussati tutti gli angoli dello scafo. «A farmi innamorare della nautica è stata un’intuizione che nasce dalla mia passione per l’arredo e il design: l’idea che l’imbarcazione possa essere una casa mobile. Affronto il progetto di uno yacht pensando a un ambiente domestico, in movimento — spiega lo stilista — ovvero, adattando alla funzione il mio senso rarefatto dello spazio, la predilezione per i materiali preziosi e i colori neutri, contando sull’artigianalità della realizzazione».

Ecco dunque grandi superfici vetrate, legno cannettato, marmo. Tutti materiali rigorosamente made in Italy che si sposano con creazioni Armani Casa. La sfida più grande? «Trovare l’equilibrio di forma e funzione, seguendo un’idea di bello come utile. Trattandosi di una barca, i limiti sono numerosi, ma sono anche uno stimolo», racconta Armani. «Lavorare al fianco degli ingegneri nautici è motivo di apprendimento per me, e non c’è nulla di più appassionante».

Se questa sfida è nuova, l’amore dello stilista per la nautica nasce molti anni fa con i suoi due yacht personali: Mariù e Maìn. «Di Mariù mi occupai dell’arredo. Maìn l’ho concepito nella sua globalità, dallo scafo agli interni». L’unico dettaglio non ancora definito del neonato Admiral è il colore, un tema su cui è particolarmente sensibile: «Raramente il mare è quello che si dice azzurro: o è verde, o blu scuro o turchese. È azzurro solo dove ci sono i fondali bassi e le barche di grosse dimensioni non attraccano. Infatti ho vestito il mio Maìn di verde per mimetizzare la barca in mare, che così non appaia troppo vistosa». E c’è da scommettere che anche la tinta del Megayacht GA 72mt sarà all’insegna della discrezione.