Milleproroghe, dopo i rilievi del Quirinale salta la norma Lotito per prolungare i diritti tv a Sky e Dazn
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - Via la norma Lotito dal decreto Milleproroghe. Il governo si avvia a stralciare la proroga, fino al 2026, dei diritti tv del calcio per Dazn e Sky, che figura all'interno del decreto atteso martedì pomeriggio nell'aula del Senato.
La norma nasce da un emendamento, a prima firma del senatore di Forza Italia e presidente della S.S. Lazio Claudio Lotito, approvata giovedì scorso dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di palazzo Madama. "Ove sussistano ragioni economiche", si legge nel testo dell'emendamento, i contratti di licenza per i diritti tv del calcio possono essere prorogati "per il tempo necessario" e comunque non oltre la durata complessiva di cinque anni. I diritti tv della serie A, legati a un contratto triennale (2021-2024), scadono l'anno prossimo; la norma ne proroga la validità fino al 2026. La misura modifica la previsione sui contratti dei diritti tv contenuta nella legge Melan…
ROMA - Via la norma Lotito dal decreto Milleproroghe. Il governo si avvia a stralciare la proroga, fino al 2026, dei diritti tv del calcio per Dazn e Sky, che figura all'interno del decreto atteso martedì pomeriggio nell'aula del Senato.
La norma nasce da un emendamento, a prima firma del senatore di Forza Italia e presidente della S.S. Lazio Claudio Lotito, approvata giovedì scorso dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di palazzo Madama. "Ove sussistano ragioni economiche", si legge nel testo dell'emendamento, i contratti di licenza per i diritti tv del calcio possono essere prorogati "per il tempo necessario" e comunque non oltre la durata complessiva di cinque anni. I diritti tv della serie A, legati a un contratto triennale (2021-2024), scadono l'anno prossimo; la norma ne proroga la validità fino al 2026. La misura modifica la previsione sui contratti dei diritti tv contenuta nella legge Melandri e arriva nei giorni in cui i vertici della Lega di serie A si sono detti quasi pronti per il via libera al nuovo bando, relativo al periodo 2024-2026.
La frenata del Quirinale e i malumori nella maggioranza
A spingere il governo a cancellare la norma Lotito (l'ipotesi più accreditata è un emendamento soppressivo in aula) sono stati i rilievi del Quirinale, che negli scorsi giorni ha posto questioni, di merito e di metodo, sulla norma. Ma ci sono anche ragioni interne alla maggioranza: dentro Fratelli d'Italia sono molti i mal di pancia per quello che viene definito "un eccessivo protagonismo" di Lotito.
Nelle valutazioni del governo anche i tempi parlamentari ristretti: il decreto Milleproroghe deve essere convertito entro il 27 febbraio. Una volta approvato al Senato, passerà alla Camera e l'obiettivo è chiudere l'iter con questo secondo passaggio. Ecco perché la questione dei diritti tv del calcio sarà affrontata a palazzo Madama e non a Montecitorio: se, infatti, il testo fosse modificato alla Camera, allora dovrebbe ritornare al Senato in terza lettura, rendendo quasi impossibile la conversione entro i termini previsti.