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L'intelligenza artificiale non è una bolla, ecco come cavalcarla in Borsa

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Le presentazioni dei primi prototipi hanno rilanciato Microsoft e affossato Google, per colpa di un clamoroso errore del suo Bard. Ma quella per la nuova generazione del digitale sarà una lunga maratona. E a beneficiarne, oltre ai campioni di Big Tech, saranno anche le aziende che producono microprocessori
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MILANO - "Negli ultimi anni siamo stati testimoni di molte mode di investimento: dai meme stocks, alla cannabis, al Web 3.0. Poi quando le narrative si sono sgonfiate i capitali sono ritornati verso gli investimenti più sicuri, o si sono indirizzati sulla moda successiva - scrive Edward Stanley, capo degli strategist di Morgan Stanley -. La Generative AI (intelligenza artificiale, ndr), ora resa popolare da ChatGPT, ha tutte le caratteristiche di una montatura pubblicitaria: cassa di risonanza nei social media, finanziamenti esponenziali dai venture capitalist e media polarizzati. Ma qualcosa ci dice che l'intelligenza articiale è qualcosa da considerare seriamente, c'è un mercato per i prodotti".

MILANO - "Negli ultimi anni siamo stati testimoni di molte mode di investimento: dai meme stocks, alla cannabis, al Web 3.0. Poi quando le narrative si sono sgonfiate i capitali sono ritornati verso gli investimenti più sicuri, o si sono indirizzati sulla moda successiva - scrive Edward Stanley, capo degli strategist di Morgan Stanley -. La Generative AI (intelligenza artificiale, ndr), ora resa popolare da ChatGPT, ha tutte le caratteristiche di una montatura pubblicitaria: cassa di risonanza nei social media, finanziamenti esponenziali dai venture capitalist e media polarizzati. Ma qualcosa ci dice che l'intelligenza articiale è qualcosa da considerare seriamente, c'è un mercato per i prodotti".

Microsoft scatta, Google inciampa

E' stata una settimana particolare per l'AI, anche in Borsa. A distanza di neanche un giorno Microsoft a San Francisco ha presentato gli ultimi risultati del suo ChatGPT (sviluppato dalla società Open Ai finanziata da Elon Musk, Peter Thiel, Robert Altman) e Google ha lanciato Bard. Il primo è stato aperto alla prova del pubblico indistinto, e inserendolo nel motore di ricerca Bing (di proprietà di Microsoft). Che ora potrà rispondere a domande più complesse da parte degli utenti utilizzando le reti neurali per riprodurre il linguaggio umano, basandosi sulla probabilità che una parola sia vicina a un'altra.

E' chiaro che c'è un problema di accuratezza nelle risposte dei ChatBot e infatti questo tipo di problema è costato 150 miliardi di capitalizzazione ad Alphabet (la holding che controlla Google) emerso proprio nella presentazione di Bard (frutto della ricerca di DeepMind) incappato in un errore fattuale. Nella pubblictà del lancio veniva chiesto a Bard quali nuove scoperte dal James Webb Space Telescope posso trasmettere a un bambino di nove anni, il computer ha dato una risposta falsa dicendo che il JWST ha fatto la prima fotografia di un exopianeta (cioé un pianeta fuori dal sistema solare), quando invece è stato un altro telescopio molto prima del James Webb a realizzarla, cioé l'European Southern Observatory's very large telescope.

Una maratona di investimenti

E' bastato questo inciampo appena prima del debutto per riversare una pioggia di la vendite sul titolo che controlla Google poiché gli investitori a questo punto pensano checasa di Menlo Park sia indietro nella corsa all'utilizzo dell'intelligenza artificiale. In pratica Microsoft, con uno scatto alla Usain Bolt, in due giorni è passata davanti a Google nella corsa all'AI, annunciando tra l'altro investimenti per 10 miliardi di OpenAI dopo il miliardo già stanziato nel 2019. Ma tutto fa pensare che questa corsa non si risolva sui 100 metri ma piuttosto abbia le sembianze di una maratona dal momento che ci si aspetta che colossi come Apple, Meta, Amazon, Alibaba investano miliardi di dollari nei prossimi anni per migliorare i propri algoritmi.

Anche perché i tempi di implementazione sono di per sè lunghi: basti pensare che Bing ha solo il 7% di quota di mercato nelle ricerche sui motori di ricerca mentre Google controlla il restante 93%. Se con ChatGPT Bing riuscirà a rosicchiare anche solo una piccola parte dei quel 93% la contropartita saranno miliardi di introiti pubblicitari che cambieranno strada. Ora però tocca a Satya Nadella, ceo di Microsoft, e al suo team, far sì che ciò sia realmente possibile. 

I prodotti e i costi

I tempi lunghi sono anche quelli necessari a far sì che i prodotti legati all'intelligenza artificiale che via via usciranno potranno essere integrati nelle aziende, visto che al momento i costi sembrano ancora proibitivi. E poi bisognerà capire che cosa comporterà l'utilizzo dell'AI per la forza lavoro, quale impatto avrà sul futuro dei lavoratori e dei colletti bianchi. "Sarà una distruzione creativa, un catalizzatore per nuove competenze, i salari verranno compressi?", si domandano sempre gli strategist di Morgan Stanley. Al momento il dato che emerge è che il tallone d'Achille riguarda l'accuratezza dei prodotti, e dunque la validazione umana potrebbe rappresentare uno spartiacque.

Tutte queste domande al momento non hanno ancora risposte ma dal punto di vista del mercato finanziario e degli investitori la percezione è che si sia di fronte a un grande cambiamento e che dunque bisogna decidere se cavalcare il fenomeno oppure no. Un po' come quando qualche anno fa si è presentata la moda degli investimenti Esg, che comunque ha portato dei cambiamenti significativi nelle scelte dei grandi fondi di investimento e dei fondi pensione.

L'industria dei chip ringrazia

Per cavalcare l'AI ci sono diverse strade: o si continua a scommettere sui titoli delle Big Tech: Microsoft, Amazon, Google, Apple, Facebook, Alibaba, enormi aziende che comunque investiranno miliardi nello sviluppo dell'AI e qualche beneficio concreto dovranno pur trarlo. In alternativa si può scegliere di puntare su Etf (Exchanged traded fund) specializzati su particolari settori, come la robotica e l'intelligenza artificiale appunto, che investono su panieri di società quotate sui mercati sviluppati.

L'Etf BOTZ, per esempio, investe su 42 società che dovrebbero trarre beneficio dalla crescente utilizzazione della robotica e dell'intelligenza artificiale, tra cui la più pesante nel paniere è Nvidia, società che produce i microprocessori per far girare l'AI che necessita di grande capacità computazionale. Oltre alle società di chip, tra cui oltre a Nvidia c' la la taiwanese Tsmc, a gravitare attorno all'AI ci sono le società di cybersecurity come Darktrace, CrwodStrike, Palo Alto Networks, che la utilizzano per individuare in tempo reale se è in corso un attacco informatico e lo bloccano immediatamente. Ma anche aziende giapponesi come come Sony e Nidec, sudcoreane come Samsung, la tedesca Infineon e l'israeliana Nice sono indicate come quelle i cui titoli hanno più potenzialità di rialzo nei prossimi mesi grazie al crescente utilizzo di intelligenza artificiale.  

La profezia di Elon Musk

Senza dimenticare che solo cinque anni fa, nel 2018, un visionario come Elon Musk parlava del futuro dell'AI in termini molto scettici. "E' necessario un ente pubblico interno ed esterno che certifichi che ognuno sta sviluppando l'intelligenza artificiale in modo sicuro. Questo è estremamente importante. Io penso che il pericolo dell'AI è molto più grande del pericolo di una guerra nucleare". Dopo aver finanziato le prime fasi di OpenAI poi Musk si è staccato per sviluppare Neuralink all'interno del suo gruppo di cui lo scorso ottobre ha presentato i primi risultati.