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Cdp accelera sull’offerta per la rete Tim. Labriola: “Dalla vendita effetto domino”

Pietro Labriola 
La Cassa convoca un consiglio domenica. L’ad della società telefonica: “Restare in minoranza non sarebbe una buona opzione"
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MILANO -  Cassa Depositi Prestiti accelera verso l’offerta per la rete di Telecom Italia (Netco) e in proposito si appresta a convocare un consiglio di amministrazione straordinario per domenica, in cui discutere i dettagli dell’offerta non vincolante che intende presentare insieme al fondo australiano Macquarie.

Il Tesoro in attesa

Il ministero del Tesoro, che con l’88 per cento del capitale è il primo azionista della Cassa depositi e prestiti resta in attesa, prima di dare il suo placet definitivo all’operazione vorrebbe, prima di tutto, conoscerne meglio l’architettura e i dettagli finanziari. Intanto ieri l’ad del gruppo Tim Pietro Labriola ha illustrato alla comunità finanziaria il piano industriale che abbraccia il triennio 2023-2025. Il debito nell’arco di piano non diminuirà (25,4 miliardi a fine 2022), perché gli investimenti previsti (4 miliardi l’anno, di cui 3,1 in Italia), insieme agli one…

MILANO -  Cassa Depositi Prestiti accelera verso l’offerta per la rete di Telecom Italia (Netco) e in proposito si appresta a convocare un consiglio di amministrazione straordinario per domenica, in cui discutere i dettagli dell’offerta non vincolante che intende presentare insieme al fondo australiano Macquarie.

Il Tesoro in attesa

Il ministero del Tesoro, che con l’88 per cento del capitale è il primo azionista della Cassa depositi e prestiti resta in attesa, prima di dare il suo placet definitivo all’operazione vorrebbe, prima di tutto, conoscerne meglio l’architettura e i dettagli finanziari. Intanto ieri l’ad del gruppo Tim Pietro Labriola ha illustrato alla comunità finanziaria il piano industriale che abbraccia il triennio 2023-2025. Il debito nell’arco di piano non diminuirà (25,4 miliardi a fine 2022), perché gli investimenti previsti (4 miliardi l’anno, di cui 3,1 in Italia), insieme agli oneri finanziari che potrebbero salire, assorbiranno quasi tutti i flussi di cassa. E senza cassa in eccesso le passività non potranno evidentemente scendere in via fisiologica.

Dismissioni, tappa obbligata

La strada delle dismissioni pare quindi una tappa obbligata e la vendita della rete – su cui il primo febbraio è arrivata un’offerta non vincolante da parte di Kkr - pare l’opzione strategica più probabile. Tuttavia ieri Labriola, ricordando che ogni decisione sul da farsi deve essere approvata dal cda, ha lasciato intendere che non avrebbe senso per Tim mantenere una quota di minoranza della sua infrastruttura, come ipotizzato nell’offerta del fondo Usa.

Tempi lunghi per l’offerta

L’offerta di cui si parla avrebbe però tempi più brevi rispetto a quella di Cdp (la quale è anche socia della rivale Open Fiber al 60%), in quanto non dovrebbe passare il vaglio dell’Antitrust dell’Unione europea
Il manager ha così chiarito: «Fermi restando i vincoli Antitrust, mi chiedo se mantenere una quota di minoranza mi faccia avere dei vantaggi», ha commentato ieri Labriola. «Se la mia diventa una partecipazione finanziaria infatti, ha senso solo se avrò in futuro un “upside” (una rivalutazione del valore, ndr). La mia opinione è che non sia un’opzione valida. Anche se all’interno delle negoziazioni tutte le opzioni possono essere riviste».
Secondo Labriola, un’eventuale vendita della rete sarebbe la tessera capace di innescare un domino a catena di fusioni e acquisizioni, dato che tutto il settore della telefonia tricolore è in difficoltà e unire le forze consentirebbe di tagliare i costi e avere più scala.

Consolidamento di mercato

«È un mercato che si consoliderà, ma non dobbiamo avere fretta. Non solo io ma anche altri ceo stanno dichiarando che abbiamo bisogno di un consolidamento del mercato - ha ricordato Labriola, riferendosi alle dichiarazioni rese ieri da Benedetto Levi di Iliad al Sole 24Ore -. Se poi lo dice l’ultimo arrivato, vuol dire che probabilmente succederà: entro il 2025, dal mio punto vista. In caso di una vendita di rete questo scatenerà una sorta di effetto domino».
Tuttavia tra Tim e Iliad non ci sono in atto colloqui per mettere insieme tutti i servizi di telefonia.
A chi gli chiedeva se Tim abbia delle negoziazioni in corso con l’operatore francese che fa capo a Xavier Niel, Labriola ha risposto in modo molto netto: «Non c’è nessuna trattativa o interlocuzione».