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Superbonus, stop totale del Cdm a sconto in fattura e cessione del credito. Allarme Ance: "Così il governo affossa imprese e famiglie"

(ansa)
Tajani: "Un'azione a tutela di imprese, cittadini e banche". Giorgetti: "Così si bloccano gli effetti di una politica scellerata". Appello M5s: "Fermate la norma".  Mantovano: "Lunedì le categorie a Palazzo Chigi"
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ROMA -  Stop allo sconto in fattura e alla cessione dei crediti sui bonus fiscali. Divieto di acquisto per gli enti locali dei crediti già in circolazione. Ancora una volta sul Superbonus e sugli altri bonus edilizi cambia tutto da un giorno all’altro. Il decreto legge approvato ieri in Consiglio dei Ministri punta a «risolvere il problema che riguarda la categoria delle imprese edili per l’enorme massa di crediti fiscali incagliati» e a «mettere in sicurezza i conti pubblici», spiega in conferenza stampa il titolare dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, puntando il dito contro le decisioni dei precedenti governi e lanciando un appello alle banche per «agire di concerto per risolvere questo bubbone che si è formato per una normativa definita con leggerezza». Una montagna di 110 miliardi di crediti d’imposta che adesso «deve essere gestito», sottolinea il ministro.


Ma non è questo il modo …

ROMA -  Stop allo sconto in fattura e alla cessione dei crediti sui bonus fiscali. Divieto di acquisto per gli enti locali dei crediti già in circolazione. Ancora una volta sul Superbonus e sugli altri bonus edilizi cambia tutto da un giorno all’altro. Il decreto legge approvato ieri in Consiglio dei Ministri punta a «risolvere il problema che riguarda la categoria delle imprese edili per l’enorme massa di crediti fiscali incagliati» e a «mettere in sicurezza i conti pubblici», spiega in conferenza stampa il titolare dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, puntando il dito contro le decisioni dei precedenti governi e lanciando un appello alle banche per «agire di concerto per risolvere questo bubbone che si è formato per una normativa definita con leggerezza». Una montagna di 110 miliardi di crediti d’imposta che adesso «deve essere gestito», sottolinea il ministro.


Ma non è questo il modo di farlo, contestano le categorie produttive, da Ance a Cna e Confartigianato. «Si è deciso di affossare famiglie e imprese in nome di non si sa quale ragion di Stato - afferma Federica Brancaccio, presidente dell’Ance, l’associazione dei costruttori di Confindustria – Non si capisce né il metodo né il metodo: ci stavamo confrontando, stavamo ragionando con il governo, e invece all’improvviso arriva una misura che non risolve niente: bloccare la circolazione dei crediti significa far fallire le imprese». Alle organizzazioni imprenditoriali il governo promette chiarimenti e sostegni: c’è già una convocazione per lunedì a Palazzo Chigi, dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Mentre Giorgetti assicura che «il governo farà tutto quello che potrà, con le forme consentite», nei confronti delle 25 mila imprese vittime dei crediti incagliati.
Non protestano solo le associazioni imprenditoriali: «La situazione è drammatica, perché tutto quello che si è iniziato non si può portare a termine, 90 mila cantieri fermi e oltre 150 mila lavoratori bloccati. - dice il presidente di Anaci (associazione degli amministratori dei condomini) Francesco Burrelli - La filiera immobiliare dovrà gestire una enorme quantità di contenziosi. E ai condomini popolari non si potrà certo chiedere di anticipare i soldi per i lavori. È così che si vuole favorire la riqualificazione edilizia che ci chiede l’Europa? Devono farsene carico anche gli incapienti?».


Sconcerto anche per lo stop agli enti locali, che «in maniera molto responsabile stavano cercando di intervenire per il disastro socio-economico», protesta Brancaccio. Alcune Regioni, dalla Sardegna alla Basilicata, e la Provincia di Treviso, avevano deciso di farsi carico dei crediti incagliati del loro territorio, per sbloccare il mercato e aiutare imprese e famiglie. Operazioni bloccate sul nascere: «Traendo spunto dalla decisione adottata e comunicata in Parlamento da Eurostat, - spiega Giorgetti - abbiamo deciso di porre divieto alle amministrazioni locali e Regioni di procedere a questi sconti perché avrebbero impatto diretto sul debito pubblico».


Protestano gli enti locali: «Auspico una soluzione di buon senso per aiutare le imprese, le quali vantano un diritto che certamente non può diventare carta straccia. – dice il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi (FI) - Come Regione vogliamo aiutare le imprese edili e i lavoratori lucani, confidiamo in una soluzione governativa o parlamentare in tal senso». La voce di Bardi non è la sola che si leva dalle stesse fila dei partiti di governo: «Mi unisco al grido d’allarme lanciato dalla presidente dell’Ance Brancaccio, sul blocco dell’acquisto dei crediti da parte degli enti pubblici relativamente al Superbonus», dice il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (FI). Dall’opposizione arriva, tra le tante proteste, l’appello dell’ex ministro Stefano Patuanelli (M5S): «Così condannate a morte migliaia di imprese, volutamente, andando contro anche alle associazioni di categoria e ai lavoratori». E dal Pd Stefano Bonaccini rincara: in questo modo «si mandano le famiglie sul lastrico».