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Il governo boccia la prima offerta di Cdp sulla rete unica

(ansa)
La Cassa invitata dal Tesoro a rivedere la proposta da oltre 18 miliardi, che era superiore a quella del fondo Kkr. Il nodo dell'Antitrust comunitario. Ora i tempi rischiano di allungarsi
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MILANO - Cassa Depositi Prestiti cancella il consiglio di amministrazione straordinario programmato per oggi. E proverà a riformulare l’offerta per rilevare Netco, l’infrastruttura di Tim che comprende la rete primaria, la rete secondaria di Fibercop e i cavi sottomarini di Sparkle. D’intesa con Palazzo Chigi, il ministero del Tesoro non avrebbe infatti dato il via libera alla prima proposta, chiedendo nuovi approfondimenti sulla bozza di offerta che il cda di Cdp avrebbe dovuto approvare quest’oggi. Il dossier è quindi stato rinviato al mittente, per tentare di riformularlo in modo da ricevere il gradimento di tutti i soci di Telecom, a iniziare dal gruppo francese Vivendi, titolare del 23,8% del gruppo.

La bozza di offerta era superiore a quella di Kkr

Stando a fonti finanziare la bozza di offerta di Cdp (socia di Tim al 9,9% e della rivale Open Fiber al 60%) sarebbe leggermente superiore a quella ricevuta da Tim lo scorso febbraio da parte di…

MILANO - Cassa Depositi Prestiti cancella il consiglio di amministrazione straordinario programmato per oggi. E proverà a riformulare l’offerta per rilevare Netco, l’infrastruttura di Tim che comprende la rete primaria, la rete secondaria di Fibercop e i cavi sottomarini di Sparkle. D’intesa con Palazzo Chigi, il ministero del Tesoro non avrebbe infatti dato il via libera alla prima proposta, chiedendo nuovi approfondimenti sulla bozza di offerta che il cda di Cdp avrebbe dovuto approvare quest’oggi. Il dossier è quindi stato rinviato al mittente, per tentare di riformularlo in modo da ricevere il gradimento di tutti i soci di Telecom, a iniziare dal gruppo francese Vivendi, titolare del 23,8% del gruppo.

La bozza di offerta era superiore a quella di Kkr

Stando a fonti finanziare la bozza di offerta di Cdp (socia di Tim al 9,9% e della rivale Open Fiber al 60%) sarebbe leggermente superiore a quella ricevuta da Tim lo scorso febbraio da parte di Kkr (il fondo di investimento socio al 37,5% della rete di Fibercop, controllata al 58% da Telecom). La bozza presentata da Cdp - che ora andrà rivista - parte da una valutazione di Netco di oltre 18 miliardi, ma con una maggior componente in contanti rispetto ai 10 miliardi messi sul piatto da Kkr. Detto questo, sarebbe comunque stata un’offerta non vincolante, e quindi ancora tutta da negoziare.

Ma anche questa nuova bozza della Cassa non ha incontrato il favore l’esecutivo di Giorgia Meloni: non tutti nel governo sarebbero convinti che l’offerta possa superare il vaglio dell’Antitrust Ue, in vista di una futura unione con Open Fiber (che avrebbe un valore d’impresa di 9 miliardi di cui 5 di capitale e oltre 4 di debito). La bozza di offerta prevedeva di conferire Open Fiber in un veicolo, controllato da Cdp e Macquarie, che a sua volta avrebbe promosso l’offerta non vincolante per la Netco. Tuttavia, fonti vicine all’operazione ribadiscono che c’è fiducia nel trovare una soluzione, magari cambiando i presupposti dell’offerta. Ma ci vorrà ancora qualche settimana per trovare una nuova quadratura che convinca tutte le parti coinvolte.

La proposta di Kkr scade il 28, ma i tempi rischiano di allungarsi

L’offerta non vincolante di Kkr da 18 miliardi (che salgono a 20 in caso di nozze con Open Fiber) in teoria resta valida fino al 28 febbraio. A questo punto è probabile che Tim, che il 24 riunisce un consiglio per esaminare i dettagli dell’offerta degli americani chieda al fondo Usa di estendere la validità di un paio di settimane per approfondire meglio alcuni aspetti, e così facendo dare anche più tempo alle istituzioni e alla Cdp, di formulare un’offerta alternativa.

Intanto, si continua a lavorare alla nuova impostazione dell’operazione, peraltro l’istituto guidato da Dario Scannapieco ha appena assunto Manuela Carra, responsabile dell’Investor relation di Telecom e nel gruppo con vari ruoli dal 2006, per andare a rafforzare la squadra di via Goito come direttore dell’area finance. Un dettaglio che potrebbe apparire solo una coincidenza, ma sta a dimostrare l’impegno e la volontà di Cdp di rafforzare le proprie competenze anche nel settore delle telecomunicazioni.