La cooperativa: “Così naufraga il nostro progetto per i disabili”
di Claudio Reale , di Claudio RealePALERMO - Ha vissuto il suo quarto d’ora di celebrità una manciata di mesi fa, quando la trasmissione Mediaset “Tú sí que vales” ha fatto conoscere al grande pubblico il progetto “’N’arancina speciale”, che punta all’inclusione dei disabili tramite la gastronomia. Adesso, però, la cooperativa Etnos di Caltanissetta rischia di sparire a causa dello stop alla cessione dei crediti legati al Superbonus: l’estate scorsa, infatti, l’azienda aveva deciso di rilanciare, acquistando un immobile nella città siciliana per farne un albergo in cui far lavorare ragazzi con autismo, sindrome di Down e Asperger o disabilità motorie, e adesso bisogna trovare 140mila euro in poche settimane per evitare di interrompere il sogno.
PALERMO - Ha vissuto il suo quarto d’ora di celebrità una manciata di mesi fa, quando la trasmissione Mediaset “Tú sí que vales” ha fatto conoscere al grande pubblico il progetto “’N’arancina speciale”, che punta all’inclusione dei disabili tramite la gastronomia. Adesso, però, la cooperativa Etnos di Caltanissetta rischia di sparire a causa dello stop alla cessione dei crediti legati al Superbonus: l’estate scorsa, infatti, l’azienda aveva deciso di rilanciare, acquistando un immobile nella città siciliana per farne un albergo in cui far lavorare ragazzi con autismo, sindrome di Down e Asperger o disabilità motorie, e adesso bisogna trovare 140mila euro in poche settimane per evitare di interrompere il sogno.
Anche perché le banche sono sature: «Pensavamo di cedere il bonus agli enti pubblici — osserva Ruvolo — Adesso non sappiamo come fare». La storia di Etnos, ieri a Palermo, ha preso la scena al congresso della LegaCoop siciliana. «Al governo — dice Ruvolo — chiediamo solo una cosa. Per favore non trattateci come dei numeri. Dietro a quei numeri ci sono persone, le loro speranze, la loro crescita culturale. Noi crediamo che una delle forme più alte di riabilitazione sia il lavoro. Il nostro è un territorio già povero di suo: con questo stop brutale lo si castra ulteriormente».