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“Un disastro: noi piccoli edili saltiamo in aria"

L'imprenditore edile Mauro Scalzo 
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«È un disastro. Non abbiamo fatto altro che rispettare una normativa voluta dal Governo e ora ci cambiano le regole in corsa. Ma come possiamo fare?». La voce di Mauro Scalzo, imprenditore edile della provincia di Alessandria, tradisce il rammarico di chi si trova improvvisamente spalle al muro. «Io ora mi trovo con crediti che sono bloccati e la banca non li ritira. Ma anche se ci si rivolge alle finanziare si rischia di rimetterci molto. Se disponibili, ti propongono di rinunciare anche al 30-40% dell’importo».

Conti alla mano, un rebus senza soluzioni. «Siamo una piccola impresa, abbiamo tre dipendenti e chi si trova nelle nostre condizioni rischia di saltare per aria. …

«È un disastro. Non abbiamo fatto altro che rispettare una normativa voluta dal Governo e ora ci cambiano le regole in corsa. Ma come possiamo fare?». La voce di Mauro Scalzo, imprenditore edile della provincia di Alessandria, tradisce il rammarico di chi si trova improvvisamente spalle al muro. «Io ora mi trovo con crediti che sono bloccati e la banca non li ritira. Ma anche se ci si rivolge alle finanziare si rischia di rimetterci molto. Se disponibili, ti propongono di rinunciare anche al 30-40% dell’importo».

Conti alla mano, un rebus senza soluzioni. «Siamo una piccola impresa, abbiamo tre dipendenti e chi si trova nelle nostre condizioni rischia di saltare per aria. Noi, come tutto l’indotto dell’edilizia, che dà lavoro a tante altre attività». «Già il lavoro, prima del 110%, era quello che era, soprattutto dopo essere rimasti fermi per la pandemia. Poi ci hanno dato una boccata di ossigeno che ora ci tolgono.

Chi, nelle nostre condizioni e dimensioni, può rischiare di prendere nuove commesse? Si rischia di andare a crollare nel giro di qualche mese. In questo modo solo le grandi aziende potranno permettersi di prendere determinati lavori perché in grado di sostenere i costi.

L’unica speranza, è una nuova modifica in corsa: «Vediamo se si potrà tornare indietro o portare dei correttivi. Ci hanno detto che qualcosa di simile potrebbe essere possibile, ma a patto di sanare tutto ciò che è già avviato. Se poi ritengono che la misura non sarà rinnovabile perché non più sostenibile vedremo se certi bonus si potranno magari conservare con percentuali ridotte. Ma se l’intenzione rimane quella di ristrutturare le case e renderle più green qualcosa dovranno fare».