Patuelli (Abi): “Coniughiamo gli incentivi edilizi con le case green dell’Ue””
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - "Sarebbe impensabile fermare tutti gli incentivi edilizi proprio ora che una direttiva Ue ci chiede le "case green". È, anzi, l'occasione giusta per incrociare due problemi e farne una utilità per il Paese". Antonio Patuelli, presidente dell'Abi, dice che sul Superbonus "le banche hanno fatto il massimo, acquistando tutti i crediti possibili". Ma ora bisogna "dare certezza del diritto e rivitalizzare la circolazione di questi crediti, perché le banche hanno liste di clienti in attesa".
Presidente, cosa ne pensa del decreto che ha fermato cessione del credito e sconto in fattura?
"Il decreto è la base della discussione, non un totem o la fine di tutto. Solo le tavole di Mosé e la forma repubblicana all'articolo 139 della Costituzione sono inemendabili. Sarà molto importante il dibattito in Parlamento".
Decreto troppo drastico?
"Non entro nelle scelte e nelle polemiche p…
ROMA - "Sarebbe impensabile fermare tutti gli incentivi edilizi proprio ora che una direttiva Ue ci chiede le "case green". È, anzi, l'occasione giusta per incrociare due problemi e farne una utilità per il Paese". Antonio Patuelli, presidente dell'Abi, dice che sul Superbonus "le banche hanno fatto il massimo, acquistando tutti i crediti possibili". Ma ora bisogna "dare certezza del diritto e rivitalizzare la circolazione di questi crediti, perché le banche hanno liste di clienti in attesa".
Presidente, cosa ne pensa del decreto che ha fermato cessione del credito e sconto in fattura?
"Il decreto è la base della discussione, non un totem o la fine di tutto. Solo le tavole di Mosé e la forma repubblicana all'articolo 139 della Costituzione sono inemendabili. Sarà molto importante il dibattito in Parlamento".
Decreto troppo drastico?
"Non entro nelle scelte e nelle polemiche politiche. Ma le norme sono cambiate troppo spesso, si sono sovrapposte e hanno spaventato il mercato con pene molto dure. Anche piccoli errori di procedura potevano far scattare sanzioni penali".
Questo ora cambia. La stretta serviva ad arginare le frodi.
"Senz'altro ci sono stati rilevantissimi abusi. Ma accogliamo con favore che il penale ora scatti solo in presenza di dolo e non anche di colpa. Le banche poi hanno sempre fatto verifiche e accertamenti, applicando la normativa antiriciclaggio, ben prima della stretta normativa".
Ma perché il mercato dei crediti fiscali si è bloccato?
"Le banche hanno riempito tutto il cassetto fiscale a loro disposizione, compensando i crediti con i loro debiti. Ora che c'è maggiore serenità sulle norme penali è il momento di coinvolgere anche le imprese pubbliche e private ad usare i loro spazi fiscali".
Si riferisce a Cdp e Sace?
"È un'ottima idea invitarle al tavolo di oggi. Ma prima di ogni discorso bisogna assicurare certezza del diritto a tutti i soggetti coinvolti: famiglie, imprese, lavoratori, banche, operatori finanziari".
La decisione di Eurostat di imputare il costo dei bonus nel deficit dell'anno in cui nasce è positiva?
"Finora Eurostat è stata una sfinge: sono mesi che l'incertezza sulle normative Ue blocca le soluzioni. Da tempo chiediamo con i costruttori dell'Ance di compensare i crediti ceduti alle banche con altri debiti di imposta che i correntisti pagano con l'F24, visto che il bacino dei debiti delle banche è saturo. Fin qui ci è stato detto che non era possibile perché impattava sul debito pubblico. Speriamo che le nuove regole di Eurostat possano sbloccare la situazione".
Un'altra strada di cui si parla è la cartolarizzazione. Plausibile?
"Vendere i crediti, affidati a un veicolo finanziario che emette obbligazioni e le piazza sui mercati internazionali, è una possibilità che però deve essere autorizzata dall'Europa. Ma siamo aperti a proposte di ingegneria finanziaria, se fattibili".
Il futuro pare però segnato. Il mercato si sgonfierà, senza la cessione del credito.
"Sarebbe impensabile fermare tutto, proprio ora che l'Europa ci chiede di efficientare i nostri immobili e potrebbe legare alla direttiva sulle "case green" anche specifici incentivi. Cogliamo questa occasione: rendiamo stabile la normativa e certo il diritto, legando la durata dei bonus all'orizzonte della direttiva Ue. La spinta all'edilizia e al Pil funziona se non è occasionale, ma prolungata nel tempo. E se non spaventiamo il mercato, ma lo incoraggiamo a funzionare bene".
La recessione sembra scongiurata. Ma l'aumento dei tassi della Bce può creare problemi all'economia italiana?
"Concordo parola per parola con quanto diceva qualche giorno fa Fabio Panetta (membro del comitato esecutivo della Bce, ndr)".
Alzare ancora i tassi è come "guidare a fari spenti nella notte"?
"L'Europa è più prudente di altri nel mondo quanto a rialzo dei tassi: aumenta dopo gli altri e a ritmi inferiori. Ma di sicuro dobbiamo prepararci a una ristrettezza della liquidità".
Già si osserva in Italia?
"Ancora poco. Ma arriverà. Purtroppo dipendiamo da una guerra gravissima. Non abbiamo certezze prospettiche su nulla. I mercati possono impazzire se il conflitto si allarga, come pure entrare in un nuovo spirito di dopoguerra e rilancio se le armi tacciono".
Cosa ne pensa dell'idea del governo di riportare il debito italiano nelle mani degli italiani?
"Negli anni a inflazione zero, i Bot erano a rendimento negativo e gli italiani hanno perso l'abitudine a comprare titoli di Stato. Ora siamo in una nuova fase, di alta inflazione seppur in lenta discesa. Anche un investimento a breve, anche un Bot, produce reddito ed erode in parte l'impatto inflattivo. Meglio poi se il debito pubblico è in mano agli italiani: ci sono meno rischi di azione speculative estere".