Angela Natale, l'ingegnera che sognava di volare. Da Alenia a Boeing, una vita tra le aziende dei cieli
di Patrizia Capua , di Patrizia CapuaSe l’Accademia a quel tempo avesse incluso le donne, si sarebbe sfidata per diventare pilota militare come suo padre. La fascinazione del volo Angela Natale l’ha tradotta nel corso degli anni nel lavoro da ingegnera aeronautica laureata all’università Federico II di Napoli. Ha progettato nelle fabbriche italiane e americane gli aerei del futuro con l’uso dei materiali più avanzati e performanti. Fino ad arrivare in cima.
Da due anni è presidente di Boeing Italia, costola della compagnia aerea statunitense produttrice di velivoli per uso civile e militare, con responsabilità di managing director per il Sud Europa anche per Spagna, Portogallo e Grecia. La prima donna a ricoprire questo ruolo, come una bella scommessa in un mondo prevalentemente maschile. “Una nomina non cercata, ma poi fortemente voluta, che vivo con molta umiltà”. In Alenia, l’industria italiana dell’aerospazio, oggi Leonardo, la manage…
Se l’Accademia a quel tempo avesse incluso le donne, si sarebbe sfidata per diventare pilota militare come suo padre. La fascinazione del volo Angela Natale l’ha tradotta nel corso degli anni nel lavoro da ingegnera aeronautica laureata all’università Federico II di Napoli. Ha progettato nelle fabbriche italiane e americane gli aerei del futuro con l’uso dei materiali più avanzati e performanti. Fino ad arrivare in cima.
Da due anni è presidente di Boeing Italia, costola della compagnia aerea statunitense produttrice di velivoli per uso civile e militare, con responsabilità di managing director per il Sud Europa anche per Spagna, Portogallo e Grecia. La prima donna a ricoprire questo ruolo, come una bella scommessa in un mondo prevalentemente maschile. “Una nomina non cercata, ma poi fortemente voluta, che vivo con molta umiltà”. In Alenia, l’industria italiana dell’aerospazio, oggi Leonardo, la manager ha trascorso i primi anni dopo l’università e lavorato alla fabbricazione di modelli che si sono affermati per prestazioni e modernità.
Tecnologia e innovazione sono sempre stati i ferri del mestiere. Sul suo tavolo passano i piani dell’industria americana per fusoliere in fibra di carbonio, aereo taxi senza pilota, componenti ultraleggeri costruiti da robot a più teste, solo per citarne alcuni. È stata nominata tra le 100 Winning women 2021 di Forbes Italia e tra le 50 Most powerful women 2022 di Fortune Italia. Nel suo ruolo segue con attenzione anche i passi di Boeing nell’impegno a tenere alti i valori di diversità e inclusione e ad aumentare la rappresentanza dei gruppi storicamente sotto considerati.
Nata a Caserta, 50 anni, laureata a 24 nel 1996, dall’head quarter di Roma Angela Natale guida Boeing nella sua area di competenza, nei settori della produzione, della difesa e del commerciale. In filo diretto con gli Usa, dialoga con i top leader dell’azienda aeronautica negli States. “Dobbiamo essere coordinati. In Italia abbiamo funzione di supporto, verifico le loro strategie nella mia regione. Ho un team molto in gamba a Roma che mi ha accolto bene”. Il personale diretto di Boeing in Italia conta oltre 150 dipendenti, in Spagna un centinaio. “Ma possiamo attingere a tutto il serbatoio delle risorse che abbiamo negli Usa e nel mondo. Da ingegnera non avevo proprio idea di come fosse questo lavoro. Mi stupisco ancora di poter parlare col ministro dello Sviluppo economico o con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, mi confronto con persone che ho visto sempre in televisione e sto crescendo. È bello essere tornata in Italia, però supportata da Boeing, con un bagaglio di conoscenza e di risorse. È un’opportunità che non tutti hanno. Io voglio costruire sempre di più, attivare collaborazioni con l’università e lavorare bene con le nostre piccole e medie imprese”.
TUTTE LE STOREI DI DONNE IMPRESA
A fronte di una carriera universitaria subordinata a una lunga trafila, Angela Natale accetta giovanissima una proposta di Alenia Aeronautica. “Avevo necessità economiche. Quell’occasione del tutto inaspettata mi ha aperto la strada”. Alenia non assumeva da dieci anni ingegneri e non c’era nessuna donna ingegnere nello stabilimento di Pomigliano, “non credevo che prendessero me. Da lì ho cominciato una carriera molto bella. Sono nata come ingegnere strutturale nelle sedi di Pomigliano e di Foggia. Si affacciava allora una novità assoluta nel campo dei materiali, la fibra di carbonio, di cui si sapeva ancora molto poco: è una plastica rinforzata che conferisce una incredibile resistenza strutturale. Vai a pensare di far volare centinaia di persone in un uovo kinder”.
L’ingegnera vola a Seattle, nell’head quarter della Boeing commerciale, per sviluppare le applicazioni di questa nuova formula. “Lavoravo con un piccolo gruppo di Boeing al progetto di ricerca. Eravamo i primi a indagare e ad approfondire le potenzialità di un materiale sconosciuto ai più. Tornata in Italia sono diventata manager di un gruppo che in joint venture tra Alenia e Boeing costruiva pannelli in fibra di carbonio, io andavo e venivo, ero un po’ a Seattle e un po’ in Italia. Sono stati fatti molti lavori per il 787, il modello di aereo scelto come cavallo di battaglia, un gioiello”.
Quando nel 2004 il 787 è stato lanciato ufficialmente, e si realizzavano i primi agreement con i vari partner, Angela Natale si trasferisce in America. Diventa responsabile dei test di certificazione di Alenia, poi di tutta l’ingegneria a Charleston e a Seattle; infine come program manager di Alenia per il programma 787, diventa l’interfaccia con Boeing con incarichi a Everett, nello Stato di Washington e a Charleston, in Carolina del Sud. I suoi ruoli di responsabilità hanno spaziato dall’ingegneria alla produzione, si è occupata di contratti, della catena di fornitura fino alla qualità e gestione dei materiali.
Nel 2012, quando Alenia l’avrebbe voluta in Italia per altri progetti, la manager decide di lasciare l’azienda italiana per continuare il suo percorso professionale con Boeing. “Sono grata ad Alenia per le opportunità che mi ha dato. Gli americani mi dissero: ti prendiamo però ricominci da zero. Sono stata assunta al primo livello di supervisore, Boeing in genere non prende personale dall’estero. Ho dovuto fare la gavetta: nella factory ho visto tutti i programmi della Boeing, dal 737 al 777 al 787, e da lì la mia carriera si è sbloccata. Molto spesso venivo in Europa. Sono diventata executive, poi chief engineer per i nuovi progetti di sviluppo”.
Oggi, nella sua nuova veste di top manager, Angela Natale gestisce rapporti di collaborazione tra Leonardo e Boeing. Gira l’Italia da sud a nord per testare in presenza le eccellenze del settore aeronautico. “A Grottaglie, in Puglia, si fa il 14 per cento della fusoliera Leonardo in fibra di carbonio. In quella fabbrica popolata dai robot nati a Seattle sembra di entrare in un mondo di fantascienza”. Poi Nola e Foggia, altre basi produttive nel settore aerospaziale che fanno parte di un distretto di factory. “Ho visitato molte aziende in Campania e in Umbria e nei prossimi viaggi sarò un po’ più a nord. Ogni volta ho trovato un grande orgoglio di lavorare con la Boeing, lo leggo come un segno di riconoscimento. Ho visto il modo di agire e sono stata colpita in maniera positiva perché hanno grandi potenzialità. Penso che certi progressi si devono pure a ciò che Boeing sta facendo in Italia, perché anche grazie al nostro aiuto queste realtà sono riuscite a crescere a livello internazionale. Un esempio per tutte è ‘Umbra cuscinetti’, che opera nel settore della meccanica di precisione: è riuscita a far nascere delle consorelle americane. Noi di Boeing abbiamo dedicato attenzione a loro negli ultimi anni, creato un workshop tra i supplyer, per valorizzare i loro punti di forza”.
È necessario mostrare i muscoli per far valere le competenze? “A volte bisogna anche andare a rompere certi schemi. A me piace questo lavoro. La mia semplice risposta è no: io sono quello che sono, che le persone mi accettino per questo. Non esiste Angela da sola, esiste supportata dal suo team. È molto importante per me e mi ha dato sempre prova di fiducia. Io mi prefiggo un goal e lo raggiungo, ma sono sempre me stessa. Non voglio assomigliare a un uomo. Nel business, nella famiglia, nel mondo c’è bisogno sia della componente maschile che femminile. Ancora adesso in alcune occasioni se io entro in una riunione con un collega, pensano che il presidente sia lui. Poi mi presentano: il presidente è lei. Ti testano per vedere se sai quello che dici. In generale mi sono trovata bene accolta”. Spirito propositivo e costruttivo. “Nessuna delle generazioni precedenti alla nostra ha vissuto una pandemia per quattro anni. Ora c’è anche la guerra in Ucraina. Se non si è fiduciosi nel futuro, ci sarebbero dei motivi per piangersi addosso. Sviluppare l’hi-tech è necessario per sbloccare questo momento”. Boeing in tema di innovazione è in fase avanzata. Dal 2003 ha impiegato 60 miliardi di dollari puntando, attraverso ricerche di laboratorio, alla riduzione del rumore, del consumo di carburante, all’uso di materiali sostenibili e del calo delle emissioni di co2.
“Occorrono investimenti in questi campi, in Usa e anche in Spagna stiamo studiando le soluzioni innovative per avere un pianeta più verde”. Boeing sta sostenendo la sperimentazione di un aereotaxi elettrico a quattro posti senza pilota. Per accelerare lo sviluppo, dal 2012 si sta lavorando con un sistema di aerei commerciali ecoDemonstrator, per migliorare la sicurezza e la sostenibilità del viaggio aereo. L’anno scorso in partnership con la compagnia americana Alaska Airlines è stata avviata un’attività di test di oltre venti nuove tecnologie su un velivolo 737-9.
Dall’ingegneria all’egittologia: per quest’altra delle sue passioni, studiata con gli atenei di Harvard e Stanford, Angela Natale ha ottenuto la certificazione dei minimasters. “Da quando sono a Roma ho fatto un corso con l’università americana sulla storia e l’architettura romana. Altro che work life balance. Sono molto busy, a volte veramente mi sento come una trottola”. Nel 2021 è stata nominata membro del consiglio di amministrazione dell’American Chamber of Commerce in Italy di cui, dal giugno 2022, è anche vicepresidente vicario. “Quando posso nel week end torno a Caserta per stare un po’ con mia madre Maria Letizia, ex professoressa di matematica”.
Una manager work in progress nella vita privata. “Mi riprometto sempre di iscrivermi in palestra, cosa che ora non è tanto fattibile. Negli States ho giocato a pallavolo, kick boxing e a scherma. Vorrei riprendere a Roma. Per ora passeggio. Mi sto godendo la città con cautela. Quando sono arrivata, due anni fa, in piena pandemia, con il permesso dietro passeggiavo in una capitale deserta: ero sola in strada, bar e ristoranti tutti chiusi. È stato difficile. Appena le maglie delle restrizioni si sono allentate, ho potuto riabbracciare la famiglia e riallacciare i rapporti con gli amici del liceo e dell’università. Mi piacciono i cani. Sto leggendo i noir di Lolita Lobosco, in genere divoro di tutto, ma i libri devono essere di carta. Suono il pianoforte, mi rilassa. E quando avrò tempo, vorrei prendere lezioni di canto”.