La Lega apre la partite delle nomine: "Cambio di passo per Eni ed Enel"
di Luca Pagni , Giovanni Pons , di Luca Pagni, Giovanni PonsROMA - Si scalda la partita delle nomine nelle grandi società pubbliche. A poco più di un mese dalla presentazione delle liste per i rinnovi dei cda nei colossi di Stato, la Lega apre ufficialmente la partita, ma anche lo scontro tra i partiti della maggioranza.
La corsa alle poltrone dei colossi di Stato
"L'Italia deve mostrarsi all'altezza delle sfide più delicate, a partire dalla politica energetica su cui il governo è particolarmente attento. È bene sottolineare che anche le grandi aziende di Stato come Eni ed Enel devono cambiare profondamente le loro politiche e il loro approccio alla modernità. Serve un cambio di passo". A rilanciare la dichiarazione è stata l'agenzia Ansa, che cita fonti qualificate della Lega. Sempre alle agenzie, ma in questo caso a Radiocor, la Lega ha affidato anche un secondo messaggio politico: il cambiamento non riguarderebbe "non riguarda soltanto i vertici ma anche i m…
ROMA - Si scalda la partita delle nomine nelle grandi società pubbliche. A poco più di un mese dalla presentazione delle liste per i rinnovi dei cda nei colossi di Stato, la Lega apre ufficialmente la partita, ma anche lo scontro tra i partiti della maggioranza.
La corsa alle poltrone dei colossi di Stato
"L'Italia deve mostrarsi all'altezza delle sfide più delicate, a partire dalla politica energetica su cui il governo è particolarmente attento. È bene sottolineare che anche le grandi aziende di Stato come Eni ed Enel devono cambiare profondamente le loro politiche e il loro approccio alla modernità. Serve un cambio di passo". A rilanciare la dichiarazione è stata l'agenzia Ansa, che cita fonti qualificate della Lega. Sempre alle agenzie, ma in questo caso a Radiocor, la Lega ha affidato anche un secondo messaggio politico: il cambiamento non riguarderebbe "non riguarda soltanto i vertici ma anche i manager. Nel caso di Eni, per esempio, viene considerata troppo generosa di manager espressione del Pd".
Per la Lega è arrivato il momento, quindi, di "aprire una riflessione su tutte le aziende, che riguarda anche la Rai che ha dei manager e una guida che sono state scelte in altre epoche politiche. Ed e' giusto che da un governo di centrodestra, con Salvini e Meloni, ci si aspetti un cambiamento.
Sono, infatti, circa una sessantina i cda delle controllate pubbliche che devono essere rinnovati da qui ad aprile, quando si terranno le assemblee dei soci. Le poltrone di Eni ed Enel sono solo la classica punta dell'iceberg, oltre che le due società a maggior capitalizzazione di Borsa interessate a questo giro di nomime pubbliche. A cui si aggiungono anche Poste e Leonardo, tra le principali.
Non si tratta solo di decidere se riconfermare o sostituire il capo azienda: per i partiti della maggioranza è anche l'occasione per spartirsi le poltrone nei consiglio di amministrazione. Anzi, la grande partita è soprattutto a questo livello, visto che per la nomina degli amministratori delegati entrano in gioco più fattori, tra cui il gradimento del mercato, soprattutto per le quotate a Piazza Affari.
Lega e Forza Italia chiedono un tavolo per le nomine
Perché, allora, la nota della Lega fa riferimento diretto a Eni ed Enel? Secondo la prima lettura in ambienti politici, la Lega - di fronte alle prime indiscrezionisui nomi che cominciano a circolare per le poltrone dei capi azienda - ha voluto richiamare l'attenzione della premier Giorgia Meloni: anche il partito guidato da Matteo Salvini vuole essere della partita. E, citando le due società più importanti, fa capire che vuole dire la sua su tutte le scelte.
Secondo fonti politiche, la Lega avrebbe anche chiesto l'immediata apertura di un tavolo di maggioranza dove prendere decisioni comuni sulle nomine. La Lega si sarebbe convinta a prendere l'iniziativa dopo il risultato del voto alle Regionali: è vero che Fratelli d'Italia è diventato il primo partito della coalizione di centrodestra anche in Lombardia, ma la Lega ha tenuto oltre le previsioni e vuole giocare tutte le sue carte.
Ma la richiesta arriva anche da Forza Italia: il partito di Silvio Berlusconi è già particolarmente attivo sul fronte Superbonus, è determinante al Senato e vuole a sua volta poter dire la sua forte anche dell'esperienza di governo degli ultimi 25 anni ha affrontato più di una tornata di nomine.