Stellantis, corrono i profitti nel 2022: l'utile sale del 26%. Ai dipendenti premio da 2 miliardi
di Diego Longhin , di Diego LonghinRisultati record per il 2022 per Stellantis: ricavi netti pari a 179,6 miliardi di euro, in crescita del 18% rispetto al 2021, utile netto pari a 16,8 miliardi (+26%) e un utile operativo rettificato pari a 23,3 miliardi di euro (29%) con un margine del 13%, migliore rispetto all’obiettivo di superare il 12% al 2030. Per la società italo-francese si tratta di “traguardi prestigiosi e ottenuti in un momento cruciale per il settore”. Numeri, dovuti ai prezzi favorevoli, al miglior mix di modelli e agli effetti positivi dei cambi, che però dimostrano anche rapidi progressi nell’ambito del piano strategico Dare Forward 2030, grazie all’impulso nei campi dell’elettrificazione, la vendita globale di veicoli a batteria è cresciuta del 41%, dello sviluppo software e dell’integrazione verticale. Dati riferiti a quelli proforma del 2021.
Risultati record per il 2022 per Stellantis: ricavi netti pari a 179,6 miliardi di euro, in crescita del 18% rispetto al 2021, utile netto pari a 16,8 miliardi (+26%) e un utile operativo rettificato pari a 23,3 miliardi di euro (29%) con un margine del 13%, migliore rispetto all’obiettivo di superare il 12% al 2030. Per la società italo-francese si tratta di “traguardi prestigiosi e ottenuti in un momento cruciale per il settore”. Numeri, dovuti ai prezzi favorevoli, al miglior mix di modelli e agli effetti positivi dei cambi, che però dimostrano anche rapidi progressi nell’ambito del piano strategico Dare Forward 2030, grazie all’impulso nei campi dell’elettrificazione, la vendita globale di veicoli a batteria è cresciuta del 41%, dello sviluppo software e dell’integrazione verticale. Dati riferiti a quelli proforma del 2021.
Tavares: "Strategia di elettrificazione funziona"
L’amministratore delegato di Stellantis, gruppo partecipato da Exor che controlla anche Repubblica, Carlos Tavares: “Oltre ai nostri risultati finanziari record e all’implementazione mirata del piano Dare Forward 2030, abbiamo dimostrato anche l’efficacia della nostra strategia di elettrificazione in Europa. Ora abbiamo la tecnologia, i prodotti, le materie prime e l’intero ecosistema di batterie per condurre lo stesso percorso di trasformazione in Nord America, a partire dai nostri primi veicoli completamente elettrici Ram dal 2023 e Jeep dal 2024. Desidero esprimere il mio più profondo ringraziamento a tutti i dipendenti e ai nostri partner per il contributo dato a creare un futuro più sostenibile”.
Il gruppo è il numero 1 nelle vendite di veicoli commerciali elettrici in UE30, numero due nelle vendite globali di veicoli full electric in UE30, numero nelle vendite di plug-in hyvrid in Usa. Il primo veicolo Bev (Battery electric vehicle) statunitense, Ram ProMaster, è in arrivo nel 2023. Tutti i segmenti hanno contribuito alla crescita e il flusso di cassa industriale netto di 10,8 miliardi di euro, in aumento del 78%, è coerente con l’obiettivo 2030 di superare i 20 miliardi. I benefici netti di cassa per 7,1 miliardi di euro dalle sinergie ottenute dalla fusione tra Fiat Chrysler Automotive, in anticipo di oltre due anni rispetto all’obiettivo di 5,0 miliardi. La situazione patrimoniale solida, con una liquidità industriale disponibile di 61,3 miliardi di euro.
Dividendo da 1,34 euro ad azione. Via libera a un buyback fino a 1,5 miliardi
Il dividendo ordinario deciso è di 4,2 miliardi di euro corrispondente a 1,34 euro per azione che sarà approvato poi dall’assemblea. Secondo i calendari è previsto lo stacco della cedola il 24 aprile 2023, data di registrazione 25 aprile e data di pagamento 4 maggio. Il cda di Stellantis ha approvato un programma di acquisto di azioni proprie per un valore massimo di 1,5 miliardi di euro, da perfezionarsi sul mercato entro la fine del 2023
È da sottolineare che tutte le regioni sono in crescita e registrano una redditività record. Il “Terzo Motore” - Medio Oriente e Africa, Sud America, Cina, India e Asia Pacifico - ha incrementato i ricavi netti del 34% rispetto all’anno precedente e ha più che raddoppiato il suo contributo al risultato operativo rettificato, portandolo a 3,8 miliardi di euro nel 2022. Si tratta di importanti passi in avanti verso il raggiungimento dell’obiettivo di ottenere da questi mercati oltre il 25% dei ricavi netti globali entro il 2030.
Ai dipendenti 2 miliardi di premi
Il gruppo italo-francese distribuirà un ammontare record di 2 miliardi ai dipendenti di tutto il mondo come riconoscimento del loro contributo ai risultati finanziari del 2022 e ai traguardi raggiunti. “Si tratta di 200 milioni in più rispetto allo scorso anno ed è un giusto riconoscimento per il contributo di tutti i dipendenti alla crescita di Stellantis in un contesto economico molto impegnativo. Quando l’azienda va bene, tutti i dipendenti vanno bene: è questo il fondamento della nostra cultura del pagamento per performance”, sottolinea Tavares.
Pe ri lavoratori italiani 1879 euro di bonus
Ammonta ad un valore medio complessivo di 1879 euro, legato alla retribuzione contrattuale di riferimento, il premio che i dipendenti di Stellantis Italia, a cui è applicato il contratto collettivo specifico di lavoro, riceveranno in due tranches, a febbraio ed aprile. La cifra complessiva comprende il bonus legato agli obiettivi di efficienza degli stabilimenti previsti nel 2022 dal Contratto collettivo di lavoro 2019- 2022 applicato in Italia,
In particolare ai dipendenti italiani verrà erogato mediamente un premio pari al 6% della retribuzione, che corrisponde mediamente a 1429 euro lordi a cui si aggiungerà il riconoscimento straordinario di 450 euro lordi, pari a circa il 2% della retribuzione media di riferimento. Si tratta quindi di una erogazione complessiva media pari all’8%. I principali stabilimenti italiani confermano il risultato dello scorso anno. Ogni Paese ha una diversa articolazione dei bonus contrattuali e Stellantis sta lavorando per armonizzare le logiche da applicare per i bonus nei singoli contratti nazionali. Il contratto in Italia si sta rinnovando ed è in corso la trattativa con i sindacati