Le aziende familiari battono tutti in Borsa: da Heineken a Schindler, le imprese su cui punta Ubs
di Sara Bennewitz , di Sara BennewitzMILANO - Pandemia, inflazione e aumento dei tassi non hanno scalfito la ricchezza delle aziende familiari, che anche negli ultimi tre anni hanno fatto meglio del mercato. Ubs fai conti con le performance di 500 grandi e piccoli colossi controllati dalle dinasty del capitalismo mondiale, con gli Arnault di Lvmh che quest'anno sono diventati i più ricchi al mondo, e conclude che la stabilità della governance, l’allineamento degli interessi con gli azionisti, e la strategia di lungo termine sono tutti fattori che hanno permesso alle aziende familiari di battere il mercato nei rispettivi settori di riferimento, sia nel segmento delle piccole e medie aziende (fino a 8 miliardi di capitalizzazione) che delle grandi aziende.
Una regola che si conferma da 15 anni: dal gennaio 2008 a fine 2022 le aziende familiari sono cresciute dell’11,5% l’anno, contro un Mci World Index in aumento nello stesso periodo di appena il 4,5% .
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MILANO - Pandemia, inflazione e aumento dei tassi non hanno scalfito la ricchezza delle aziende familiari, che anche negli ultimi tre anni hanno fatto meglio del mercato. Ubs fai conti con le performance di 500 grandi e piccoli colossi controllati dalle dinasty del capitalismo mondiale, con gli Arnault di Lvmh che quest'anno sono diventati i più ricchi al mondo, e conclude che la stabilità della governance, l’allineamento degli interessi con gli azionisti, e la strategia di lungo termine sono tutti fattori che hanno permesso alle aziende familiari di battere il mercato nei rispettivi settori di riferimento, sia nel segmento delle piccole e medie aziende (fino a 8 miliardi di capitalizzazione) che delle grandi aziende.
Una regola che si conferma da 15 anni: dal gennaio 2008 a fine 2022 le aziende familiari sono cresciute dell’11,5% l’anno, contro un Mci World Index in aumento nello stesso periodo di appena il 4,5% .
Con l'avvio della pandemia nel 2020, secondo Ubs le aziende familiari hanno inizialmente accusato il colpo peggio delle altre, recuperando con più forza di prima a fine 2022, e registrando una sovraperformance nel triennio rispetto all’Mci addirittura del 10%, trainate dalle medio piccole (+13%).
In Europa nel 2022 non è andata così per lo scoppio della guerra in Ucraina: le aziende a controllo familiare hanno sottoperformato del 6% l’indice Mci mondiale e addirittura del 10% considerando solo le grandi colossi, ma hanno fatto comunque meglio rispetto alle altre rivali europee della stessa categoria.
Dato che molte di queste aziende sono basate nel Vecchio continente (circa 80 delle 500 che Ubs analizza con una forte concentrazione anche in Corea del Sud e Indonesia), e dato che l’Europa continua a trattare a sconto rispetto a Usa e Asia, Ubs stila una lista di aziende a controllo familiare da preferire. Tra queste la banca svizzera suggerisce di puntare tra le grandi su Heineken (birra e bevande), Kone (ascensori e scale mobili), Schindler (ascensori ), Porsche (auto di lusso) e Barry Callebaut (cioccolata), e tra le medio piccole su Knorr Bremse (freni per veicoli commerciali), Easyjet (compagnia aerea), Stadler Rail (locomotive e treni), Melia Hotels (alberghi), Prosegur (vigilanza e sicurezza) e Talgo (alta velocità).
Queste sono quelle più sottovalutate e quindi una lista di quelle da preferire, tuttavia Ubs consiglia anche di comprare (con un giudizio di buy) anche colossi come Lvmh (lusso), L’Oreal (beni di consumo), Hermes (lusso), Inditex (abbigliamento), Merck (chimica farmaceutica). Guardando alle dinasty del capitalismo tricolore, la banca elvetica suggerisce di investire, con un giudizio di Buy, anche sul colosso di lenti occhiali EssilorLuxottica (che fa capo alla famiglia Del Vecchio), la holding Exor (famiglia Agnelli), i piumini e le giacche di Moncler (famiglie Ruffini -Rivetti),il cemento di Buzzi Unicem (famiglia Buzzi).