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Anima, patto tra Poste e Caltagirone per un posto in cda

Anche il fondo Fsi, appena entrato nel capitale della società di gestione del risparmio con il 9%, avrebbe presentato un suo nome per il board. Quasi sicura l'elezione. Anche Bpm e Assogestioni hanno depositato le loro liste
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MILANO - E' durata una manciata di giorni l'incertezza: secondo fonti di mercato anche la Fsi di Maurizio Tamagnini ha presentato una lista di minoranza per il consiglio di amministrazione di Anima Holding. Una mini-lista, con un nome solo, che ha la certezza praticamente matematica di essere eletto visto che il rinnovo del cda della società di risparmio gestito avviene con il metodo del proporzionale puro. Quindi Fsi, che di recente ha acquisito il 9% di Anima, ha prenotato un posto in consiglio.

L'altra novità, per quanto riguarda la società di risparmio gestito, è la costituzione di un Patto parasociale tra Poste, azionista all'11% di Anima, e il gruppo Caltagirone, che ha poco più del 3%. I due soggetti hanno convenuto  che Poste presenti una lista di tre membri (che sarebbe stata consegnata in serata), di cui il secondo nome è indicato dal gruppo Caltagirone; entrambi i soggetti si sono impegnati a votare la lista. I…

MILANO - E' durata una manciata di giorni l'incertezza: secondo fonti di mercato anche la Fsi di Maurizio Tamagnini ha presentato una lista di minoranza per il consiglio di amministrazione di Anima Holding. Una mini-lista, con un nome solo, che ha la certezza praticamente matematica di essere eletto visto che il rinnovo del cda della società di risparmio gestito avviene con il metodo del proporzionale puro. Quindi Fsi, che di recente ha acquisito il 9% di Anima, ha prenotato un posto in consiglio.

L'altra novità, per quanto riguarda la società di risparmio gestito, è la costituzione di un Patto parasociale tra Poste, azionista all'11% di Anima, e il gruppo Caltagirone, che ha poco più del 3%. I due soggetti hanno convenuto  che Poste presenti una lista di tre membri (che sarebbe stata consegnata in serata), di cui il secondo nome è indicato dal gruppo Caltagirone; entrambi i soggetti si sono impegnati a votare la lista. Il Patto è stato costituito il 22 febbraio e scadrà con la fine dei lavori dell'assemblea di Anima. Anche il principale azionista, Banco Bpm (che ha il 20,6% del gruppo) ha presentato la sua lista, sempre secondo le indiscrezioni, mentre Assogestioni (che ha consegnato una lista di minoranza) ha annunciato ufficialmente la sua. 

La "novità", o per meglio dire l'incertezza, riguardava Fsi. Il fondo di private equiy - di cui Tamagnini è la guida - con un blitz a sorpresa e l'assistenza finanziaria di Mediobanca ha appena preso una quota importante del gruppo, chiarendo subito che non ha intenzioni aggressive: si è impegnato a non lanciare un'opa per i prossimi 12 mesi. Anima non è la più grande né la più redditizia tra le sgr italiane; ma l'interesse intorno alla società è grande, perché ha nei forzieri oltre 100 miliardi di Btp, rivenienti per 80 miliardi dalle riserve tecniche di Poste vita che Anima gestisce.

Per questo quando Amundi un annetto fa aveva rilevato il 5,2% aveva creato un certo sconcerto tra gli operatori, anche se il gruppo francese aveva subito dichiarato di aver preso la quota per conto dei suoi fondi e non come proprietà diretta. Sta di fatto che l'intervento di Fsi è stato interpretato in versione "difensiva" dell'italianità della sgr. Una partecipazione che ora - secondo quanto trapela - dovrebbe essere consolidata con la prossima presenza di un consigliere.

Tra l'altro, questo rinnovo del consiglio vedrà necessariamente il cambio del presidente, perché Livio Raimondi sta per concludere il suo secondo mandato e non può essere rieletto.