Nomine, Freni: "Nelle partecipate sceglieremo manager per dare una svolta"
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - Il governo darà un "nuovo indirizzo politico" alle società partecipate, dice il sottosegretario leghista all’Economia Federico Freni. E sui crediti incagliati del Superbonus nessuna operazione a debito.
La Lega ha inaugurato la partita delle nomine chiedendo una riflessione su Eni ed Enel. Serve un cambio degli attuali manager?
"Esistono solo manager bravi e manager meno bravi. Un bravo manager è in grado di tradurre in azioni concrete l’indirizzo politico dell’azionista a prescindere dalle proprie convinzioni personali. Il 25 settembre gli italiani hanno chiesto a gran voce un cambio di indirizzo, e non resteranno delusi".
ROMA - Il governo darà un "nuovo indirizzo politico" alle società partecipate, dice il sottosegretario leghista all’Economia Federico Freni. E sui crediti incagliati del Superbonus nessuna operazione a debito.
La Lega ha inaugurato la partita delle nomine chiedendo una riflessione su Eni ed Enel. Serve un cambio degli attuali manager?
"Esistono solo manager bravi e manager meno bravi. Un bravo manager è in grado di tradurre in azioni concrete l’indirizzo politico dell’azionista a prescindere dalle proprie convinzioni personali. Il 25 settembre gli italiani hanno chiesto a gran voce un cambio di indirizzo, e non resteranno delusi".
"Un tavolo, un tavolino, un comò… non servono sovrastrutture per decidere. Il centrodestra ha fatto della compattezza il proprio tratto caratteristico, anche stavolta deluderemo chi ci immagina divisi".
Il presidente della Repubblica è stato chiaro: la proroga delle concessioni balneari è incompatibile con le norme europee. Come accogliete il richiamo?
"Con il rispetto che sempre si deve al presidente della Repubblica ed alle sue indicazioni. Il governo troverà una soluzione soddisfacente".
Cancellerete la proroga?
"La serietà di un governo non si misura dagli annunci o dalle veline, ma dalle azioni concrete. Siamo consapevoli degli effetti distorsivi della direttiva Bolkestein e vogliamo garantire tutela a famiglie e imprese italiane che operano nel settore, nel rispetto dei vincoli comunitari".
Sono ore concitate per il dossier Superbonus: 25 mila imprese rischiano di fallire. È ipotizzabile un rinvio dello stop?
"Lo escludo".
Perché così netto?
"Il meccanismo della libera cessione dei crediti ha dato una spinta importante al mercato dell’edilizia ma, unito all’assenza di controlli che ha caratterizzato sino a novembre 2021 soprattutto il bonus facciate, ha generato una serie di distorsioni gravissime, sia a livello di prezzi, sia a livello di mercato. Se a questo si aggiunge che la spesa è lievitata senza controllo e che abbiamo registrato quasi 9 miliardi di euro di truffe, il bilancio è comunque negativo. Mai lo Stato ha speso così tanto per così pochi".
"Il Superbonus, sin dall’origine, è stato strutturato con un meccanismo di asseverazioni che ha garantito nel tempo un volume minimo di illeciti. Il vero problema è stata la completa deregolamentazione del bonus facciate e di altri bonus, che, unita alla possibilità di cedere illimitatamente il credito, ha generato una disfunzionalità che richiedeva un intervento immediato».
Confindustria ha parlato di “decisione affrettata” che “getta nel panico imprese e famiglie”.
"Ho grande rispetto per le posizioni di Confindustria, ma credo che il nostro dovere sia tutelare il Paese, preservando il bilancio dello Stato. L’effetto distorsivo creato dalla circolazione del credito, costituendo di fatto una moneta parallela, non era più sostenibile e, con il senno di poi, anche al netto dei grandi benefici portati al sistema, sarebbe stato saggio pensarlo in modo diverso".
Il primo marzo arrivano le stime dell’Istat sul deficit. Si potrebbe aprire uno spazio per quest’anno. Nel caso lo utilizzerete per assorbire i crediti incagliati?
"Se lo Stato assorbisse direttamente i crediti delle imprese gli effetti, con ogni probabilità, ricadrebbero sul debito".
Avete chiesto aiuto anche alle banche, ma vi hanno risposto che sono sature.
"Numeri alla mano il sistema bancario nel suo complesso nel 2022 ha compensato il 20% delle proprie imposte totali. La compensazione, così come l’acquisto dei crediti, non è certamente un obbligo, ma considerato che i crediti si scontano in un periodo variabile che va da 4 a 10 anni, direi che di spazio ne esiste ancora in abbondanza".
L’intervento delle banche è l’unica soluzione possibile?
"Stiamo ragionando su un ventaglio di ipotesi, tra cui la compensazione in F24, proposta dalla Lega fin dal 2021. Questo non è il momento degli annunci ad effetto, ma di un lavoro operoso e, possibilmente, silenzioso".
"Il punto centrale è il rispetto di due paletti: non generare nuovo debito e non incidere sul deficit del 2023. Una volta soddisfatti questi requisiti non ci sono preclusioni di merito o di metodo verso nessuna soluzione. Deve essere chiaro che tutelare il bilancio significa tutelare tutti gli italiani, garantire un futuro ai nostri figli. E con il futuro non si scherza".
Fratelli d’Italia propone le cartolarizzazioni. È una strada percorribile?
"Soluzione affascinante, ma inciderebbe certamente sul debito e richiederebbe una tempistica poco compatibile con la contingenza attuale".
Ha escluso un rinvio dello stop alla cessione dei crediti. Ci saranno comunque delle deroghe?
"Il Parlamento valuterà le eventuali deroghe da accordare, ma sempre nei limiti delle coperture disponibili. Mi sembra però giusto immaginare una disciplina speciale per gli immobili che ricadono nelle zone terremotate, o per alcune categorie specifiche, seppur certamente limitate".
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