Reddito, l'imbarazzo del governo. "Un decreto per ripristinare i reati"
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - La corsa alla correzione, dopo il pasticcio. Perché l’impunità introdotta per errore per chi prova a incassare il Reddito di cittadinanza senza averne diritto, rivelata ieri da Repubblica, è un boomerang insostenibile per Giorgia Meloni, che ha sempre professato tolleranza zero. La linea matura a Palazzo Chigi e al ministero del Lavoro, tra imbarazzi e rimpalli che coinvolgono anche il Mef e il dicastero della Giustizia. Recita sostanzialmente così: bisogna ripristinare il reato di appropriazione indebita del Reddito, con le relative pene. Cancellate senza accorgersene con la legge di Bilancio. Se ne è accorto il Pd, svelando il colpo di spugna che salva i furbetti. Non c’è spazio per glissare.
ROMA - La corsa alla correzione, dopo il pasticcio. Perché l’impunità introdotta per errore per chi prova a incassare il Reddito di cittadinanza senza averne diritto, rivelata ieri da Repubblica, è un boomerang insostenibile per Giorgia Meloni, che ha sempre professato tolleranza zero. La linea matura a Palazzo Chigi e al ministero del Lavoro, tra imbarazzi e rimpalli che coinvolgono anche il Mef e il dicastero della Giustizia. Recita sostanzialmente così: bisogna ripristinare il reato di appropriazione indebita del Reddito, con le relative pene. Cancellate senza accorgersene con la legge di Bilancio. Se ne è accorto il Pd, svelando il colpo di spugna che salva i furbetti. Non c’è spazio per glissare.
Uno ad hoc, proprio sul Reddito di cittadinanza, conterrà la correzione sui reati. Il nodo da sciogliere è il contraccolpo della abolitio criminis: in pratica l’abrogazione, inserita nella Finanziaria, dell’articolo 7 della legge che ha introdotto il Rdc, ha come effetto quello di cancellare i reati di appropriazione indebita commessi con la norma ancora in vigore. E quindi le pene, tra cui figura la reclusione, da 2 a 6 anni, per chi presenta documenti falsi per beneficiare del sussidio, e da 1 a 3 per chi omette di comunicare le variazioni del reddito.
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