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Assegno unico 2023, maggiorazioni solo per chi ha rinnovato l'Isee. Ecco quando serve una nuova domanda

Con la fine di febbraio si chiude la finestra per aggiornare la situazione reddituale e ricevere l'importo maggiorato, in base alla propria fascia Isee. Dalla nascita di un figlio alla separazione dei genitori: i casi che richiedono un aggiornamento dell'istanza
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MILANO - Si chiude con la fine di febbraio la finestra utile per presentare la Dsu, la Dichiarazione sostitutiva unica per il calcolo dell'Isee, che consente di ottenere da marzo l'Assegno unico e universale per i figli maggiorato in base alla propria fascia reddituale. Chi non lo ha fatto in tempo, e già prendeva l'assegno, dal prossimo mese - pur avendo diritto alla cifra aggiuntiva - prenderà soltanto la cifra minima, circa 54 euro. E con la fine di febbraio scatta anche il termine per chi deve presentare una nuova domanda: ricade in questa casistica chi non prendeva precedentemente l'assegno e ora ha assistito alla nascita di un figlio; ma anche chi ha visto variare la sua situazione rispetto alla domanda originaria presentata in passato, magari perché sono cambiate le condizioni di disabilità oppure è intervenuta la separazione dei genitori.

Il rinnovo dell'Isee per chi già prendeva l'assegno

A dettare i tempi pe…

MILANO - Si chiude con la fine di febbraio la finestra utile per presentare la Dsu, la Dichiarazione sostitutiva unica per il calcolo dell'Isee, che consente di ottenere da marzo l'Assegno unico e universale per i figli maggiorato in base alla propria fascia reddituale. Chi non lo ha fatto in tempo, e già prendeva l'assegno, dal prossimo mese - pur avendo diritto alla cifra aggiuntiva - prenderà soltanto la cifra minima, circa 54 euro. E con la fine di febbraio scatta anche il termine per chi deve presentare una nuova domanda: ricade in questa casistica chi non prendeva precedentemente l'assegno e ora ha assistito alla nascita di un figlio; ma anche chi ha visto variare la sua situazione rispetto alla domanda originaria presentata in passato, magari perché sono cambiate le condizioni di disabilità oppure è intervenuta la separazione dei genitori.

Il rinnovo dell'Isee per chi già prendeva l'assegno

A dettare i tempi per l'accesso all'Assegno unico maggiorato è stata una circolare dell'Inps di metà dicembre. L'Istituto ha precisato che - per coloro che tra gennaio 2022 e febbraio 2023 avevano presentato una domanda per l'Auu, accolta e in corso di validità - l'accredito dell'importo per il nuovo periodo sarebbe avvenuto in continuità e senza dover trasmettere una nuova domanda. In sostanza, se le condizioni del nucleo familiare non sono cambiate, non servono integrazioni o nuovi documenti per continuare a prendere l'assegno.

Attenzione, però, perché non sgnifica che non ci siano comunque obblighi a carico dei beneficiari. In particolare, quello di presentare una nuova Dsu per il 2023 per ottenere da marzo le maggiorazioni previste in base all'attestazione Isee per il 2023. L'Assegno prevede infatti un meccanismo a calare, maggiori sono redditi e patrimonio della famiglia. Se si prendono i dati di dicembre 2022, ultimi disponibili, su 8,5 milioni di figli coinvolti dalla misura ben 6,6 milioni ricadevano in nuclei con inicatore Isee al di sotto dei 40mila euro. La stragrande maggioranza dei percettori ha dunque diritto a una maggiorazione rispetto al taglio minimo, che l'anno scorso era di 50 euro.

Le nuove fasce e le maggiorazioni

Quest'anno sono intervenuti diversi adeguamenti. Con l'inflazione fissata all'8,1%, sono salite sia le soglie Isee che danno accesso alle diverse maggiorazioni; sia gli importi stessi dell'assegno. Il taglio minimo è diventato 54,1 euro per figlio minorenne e la soglia di Isee alla quale scatta l'assegno minimo è salita da 40.000 a 43.240 euro. Parimenti è salito anche l'importo massimo incassabile è salito: si è passati da 175 a 189,2 euro a figlio. E la soglia entro la quale arriva il bonus massimo è salita da 15mila a 16.215 euro di Isee. Senza l'aggiornamento dell'Isee, questi nuclei rischiano di tornare a prendere 54 euro. Una differenza non da poco.

Chi non dovesse presentare entro il 28 febbraio la Dsu per il rinnovo dell'Isee, pur avendo i requisiti reddituali e patrimoniali dall'assegno, avrà comunque tempo fino al 30 giugno per recuperare le maggiorazioni arretrate da marzo a quel punto. Se sforerà anche la data del 30 giugno, invece, riceverà gli assegni ricalcolati in base al proprio Isee solo successivamente alla presentazione della Dsu, perdendo così gli arretrati.

Nell'adeguamento all'inflazione rientrano non solo l'assegno base per i figli minorenni, ma anche le maggiorazioni destinate ad altre situazioni particolari: disabilità, presenza di una madre con meno di 21 anni, presenza di genitori entrambi lavoratori.

Le novità della Legge di bilancio

Non c'è solo l'impatto di una inflazione così pesante. La Manovra ha infatti rivisto anche alcuni criteri di maggiorazione dell'assegno. In particolare, ha fatto salire del 50% gli importi che vanno alle famiglie per ciascun figlio di età inferiore a un anno e per ciascun figlio fino ai tre anni purché, in quest'ultimo caso, appartenente a nuclei familiari con tre o più figli e con Isee non superiore a 40mila euro. E' salita del 50% anche la maggiorazione forfetaria per le famiglie in cui sono presenti quattro o più figli, salita quindi da 100 a 150 euro. Sono infine andate a regime le disposizioni particolari per i figli con disabilità che la norma originaria limitava all'anno 2022.

Quando presentare una nuova domanda

Se quelle viste finora sono le istruzioni per chi prende l'Assegno in continuità con il passato, non bisogna dimenticarsi di chi deve presentare una nuova domanda. Oltre alle famiglie dove l'assegno non era percepito perché non c'erano figli minori, i richiedenti devono dare conto all'Inps anche di eventuali variazioni della condizione del nucleo rispetto alla domanda già accolta. FiscoOggi ha recentemente elencato quali sono queste variazioni rilevanti:

  • la nascita di figli
  • la variazione o inserimento della condizione di disabilità del figlio
  • le variazioni della dichiarazione relativa alla frequenza scolastica/corso di formazione per il figlio maggiorenne (18-21 anni)
  • le modifiche attinenti all'eventuale separazione/coniugio dei genitori
  • i criteri di ripartizione dell'Assegno tra i due genitori sulla base di apposito provvedimento del giudice o dell'accordo tra i genitori
  • variazione delle condizioni che occorrono per la spettanza delle maggiorazioni previste dagli articoli 4 e 5 del decreto legislativo n. 230/2021, ovvero i casi di famiglie numerose, madri under 21, genitori lavoratori e via dicendo

Una nuova domanda deve esser trasmessa anche da coloro che non prendeva l'Au o che hanno presentato una domanda che l'Istituto ha catalogato come "Respinta", "Decaduta", "Rinunciata" o "Revocata".