Energia nucleare: la Francia lancia un'alleanza europea, ma l'Italia per ora non partecipa al tavolo
di Luca Pagni , di Luca PagniROMA - La si potrebbe anche definire la nuova alleanza europea per il rilancio del nucleare. L'ha proposta la Francia, prima potenza atomica nella Ue, e hanno aderito per il momento altri dieci Paesi membri. Ma non l'Italia, per quanto sia stata invitata. L'alleanza è nata per sviluppare "nuovi progetti", come riporta da un documento comune che sottolinea il ruolo dell'atomo nella decarbonizzazione dell'economia.
Ma per quale motivo, nonostante l'invito, il governo di centrodestra non ha ritenuto di partecipare all'incontro in Svezia? Per quanto la coalizione di centrodestra sia d'accordo in tutte le sue componenti nel tornare all'atomo per la produzione di elettricità, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha fatto sapere al suo omologo francese che prima occorre non solo un provvedimento del governo che traduca nel concreto gli impegni elettorali, ma soprattutto un pronunciame…
ROMA - La si potrebbe anche definire la nuova alleanza europea per il rilancio del nucleare. L'ha proposta la Francia, prima potenza atomica nella Ue, e hanno aderito per il momento altri dieci Paesi membri. Ma non l'Italia, per quanto sia stata invitata. L'alleanza è nata per sviluppare "nuovi progetti", come riporta da un documento comune che sottolinea il ruolo dell'atomo nella decarbonizzazione dell'economia.
Ma per quale motivo, nonostante l'invito, il governo di centrodestra non ha ritenuto di partecipare all'incontro in Svezia? Per quanto la coalizione di centrodestra sia d'accordo in tutte le sue componenti nel tornare all'atomo per la produzione di elettricità, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha fatto sapere al suo omologo francese che prima occorre non solo un provvedimento del governo che traduca nel concreto gli impegni elettorali, ma soprattutto un pronunciamento del Parlamento. Quest'ultimo necessario per superare il voto contrario espresso dai cittadini italiani in due referendum.
Una posizione che, stando ai retroscena politici, non sarebbe piaciuta al ministro dei Trasporti, nonché segretario della Lega, Matteo Salvini. Il quale già l'altra sera aveva fatto capire di essere disponibile ad accelelare sul ritorno del nucleare in Italia: "Investire sul nucleare pulito e sicuro di ultima generazione è un dovere sociale, economico e ambientale". Una dichiarazione rilanciata dalle agenzie che potrebbe anche essere lettta come una critica per l'assenza dell'Italia alla riunione convocata in Svezia.
Ed esattamente cosa è accaduto in Svezia? L'iniziativa per il rilancio del nucleare non poteva che arrivare dal governo Macron. La Francia è una delle principali potenze al mondo nella produzione di energia atomica per scopi civili. Grazie alle sue 19 centrali (per un totale di 56 reattori), la Francia si è permessa negli ultimi 40 anni elettricità a basso costo di cui hanno usufruito cittadini e imprese, ma anche l'Europa. Sempre in questi anni, i Paesi confinanti con la Francia hanno hanno potuto importanre elettricità dalla Francia nelle ore del giorno in cui le centrali transalpine hanno prodotto in eccesso, sempre a prezzi contenuti.
Ma ora il governo di Parigi è in difficoltà, le centrali invecchiano e un rilancio diventa troppo costoso per essere sostenuto in via autarchica. Da qui, l'idea di progetti comuni, in modo da suddividere gli investimenti per centrali di nuova generazione. Al momento, in ogni caso, siamo ancora alla prima fase del progetto, quella delle intenzioni: "L'energia nucleare è uno dei tanti strumenti per raggiungere i nostri obiettivi climatici, generare elettricità di base e garantire la sicurezza dell'approvvigionamento", si legge in una dichiarazione congiunta degli Stati coinvolti. Gli undici Stati - Francia, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Finlandia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia - concordano di "sostenere nuovi" progetti nucleari, basati in particolare "su tecnologie innovative" oltre che "sull'attività delle centrali elettriche esistenti".
Più di un membro Ue, Germania e Austria su tutti, non ritengono il nucleare una tecnologia per il futuro energetico della Ue, avendo già deciso la chiusura delle sue centrali. Perplessità a cui il governo francese ha già risposto: "Il nucleare rappresenta il 25% della nostra produzione elettrica europea, emette meno carbonio dell'eolico e del fotovoltaico", ha evidenziato l'altro giorno la ministra per la Transizione energetica, Agnès Pannier-Runacher, identificandolo come uno strumento "complementare" alle rinnovabili "per raggiungere la neutralità carbonica" nel 2050 come da obiettivo Ue. "Dobbiamo unire le forze" per innovare e "sviluppare nuove strutture", ha esortato. "Stati Uniti, Regno Unito, Corea del Sud, Cina, India e persino Giappone stanno considerando il nucleare come un mezzo importante per decarbonizzare la loro economia. Dobbiamo essere in condizioni di parità", ha aggiunto.
A parte, come abbiamo visto, la posizione dell'Italia, con il governo di centrodestra che - sulla carta - è favorevole al rilancio del nucleare. Ma che ora deve dare concretezza alle sue dichiarazioni.