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Bonus nido e rivalutazione delle pensioni. Le novità di marzo per giovani e anziani

(ansa)
L'Inps ha riattivato la procedura per chiedere il bonus per coprire le rette o l'assistenza domiciliare: può valere fino a 3mila euro. Scatta anche la rivalutazione degli assegni superiori a 2.100 euro. Ecco le regole
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MILANO - Marzo di novità dall'Inps per bambini (e le loro famiglie) e pensionati. Da una parte, l'Istituto ha riattivato la procedura per la presentazione delle domande e i rinnovi per il bonus nido per il 2023. Dall'altra, scattano le rivalutazioni degli assegni previdenziali che superano quattro volte il minimo.

Bonus nido, le fasce Isee

Dal 27 febbraio è stata attivata la procedura per presentare le domande per il "bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione", che risale al 2016 ed è stato reso strutturale con una dotazione finanziaria intorno ai 550 milioni di euro. L'incentivo va a copertura del pagamento delle rette di nidi pubblici e privati accreditati o di assistenza domiciliare per i bambini sotto i tre anni con gravi patologie croniche.

Si tratta di un bonus cumulabile con l'Assegno unico e universale, ma che fa venire meno il diritto alle detrazioni fiscali.

Il "peso" del bonus è…

MILANO - Marzo di novità dall'Inps per bambini (e le loro famiglie) e pensionati. Da una parte, l'Istituto ha riattivato la procedura per la presentazione delle domande e i rinnovi per il bonus nido per il 2023. Dall'altra, scattano le rivalutazioni degli assegni previdenziali che superano quattro volte il minimo.

Bonus nido, le fasce Isee

Dal 27 febbraio è stata attivata la procedura per presentare le domande per il "bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione", che risale al 2016 ed è stato reso strutturale con una dotazione finanziaria intorno ai 550 milioni di euro. L'incentivo va a copertura del pagamento delle rette di nidi pubblici e privati accreditati o di assistenza domiciliare per i bambini sotto i tre anni con gravi patologie croniche.

Si tratta di un bonus cumulabile con l'Assegno unico e universale, ma che fa venire meno il diritto alle detrazioni fiscali.

Il "peso" del bonus è articolato in base alla fascia Isee di appartenenza. Per gli indicatori reddituali fino a 25mila euro si possono incassare 3mila euro, ovvero 272,73 euro massimi mensili per 11 mensilità. Nella fascia fino a 40mila euro si scende a 2.500 euro annui di budget (massimo mensile di 227,27 euro per 11 mensilità). Infine, sopra i 40mila euro il budget diventa di 1.500 euro (136,37 per 11 mensilità). Stessa soglia, quest'ultima, prevista anche per chi non ha un Isee in corso di validità.

Per quanto riguarda il bonus per il supporto domiciliare serve un attestato rilasciato dal pediatra di libera scelta che attesti per l’intero anno di riferimento “l’impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica”. Gli importi massimi erogabili ke le fasce Isee sono le stesse.

Bonus nido, le domande

Per chi già prendeva il bonus nel 2022, con l'accesso all'area personale del sito Inps attraverso l'identità elettronica la procedura è semplificata: la domanda è precompilata con le informazioni relative all'anno scorso. E' necessario soltanto confermare i dati, "prenotare" le mensilità del 2023 per le quali si chiederà il rimborso e caricare di volta in volta i documenti che attestano il pagamento della rata mensile. Il rimborso avviene poi, via bonifico, sul conto corrente indicato che deve essere intestato (o cointestato) al genitore richiedente e che ha pagato le rette.

Considerando che l'erogazione del bonus dipende dalla disponibilità di risorse, il criterio temporale di presentazione della domanda è premiante: chi prima arriva, meglio alloggia.

Pensioni, le rivalutazioni da marzo

Se la misura precedente interessa le famiglie con figli piccoli, marzo porta una novità anche per i più anziani. Ovvero anche chi prende una pensione oltre 4 volte il minimo, cioè 2.101,52 euro, vedrà crescere l'accredito da parte dell'Inps con un meccanismo a "calare" ma che consente di agganciare almeno in parte il passo dell'inflazione. E, considerando che sono in arrivo anche gli arretrati dei primi due mesi dell'anno, si può trattare di un accredito "straordinario" per i percettori.

Perequazione piena fino a 2.101,52 euro

Lo scaglionamento dell'adeguamenti ai prezzi è un esito della legge di Bilancio per il 2023, che ha imposto un taglio alla crescita per i trattamenti più pesanti con l'obiettivo di risparmiare risorse. La cosiddetta perequazione delle pensioni è stata riconosciuta in misura piena (100%) solo per gli assegni fino a quattro volte il minimo. Per questi è già scattato l'aumento del 7,3%, valore per altro che era stato adottato in via provvisoria. L'Istat ha poi certificato che i prezzi sono saliti dell'8,1% nel corso del 2022: la differenza, in positivo per i pensionati, verrà recuperata con l'adeguamento del prossimo anno.

 

Gli aumenti per gli assegni superiori

Per chi prende più di quattro volte il minimo, è subentrato un meccanismo a calare. La rivalutazione del 7,3% non viene infatti applicata interamente: si applica nella misura dell'85% per le pensioni tra quattro e cinque volte il minimo (quindi il tasso risulta del 6,205% per gli assegni lordi di 2,101,53-2.626,90 euro mensili); poi si scende al 53% (quindi al 3,869% di rivalutazione) per i cedolini tra le cinque e le sei volte il minimo (da 2.626,91 a 3.152,28 euro); e ancora al 47% (rivalutazione del 3,431%) se si prendono tra le sei e le otto volte l'importo minimo (quindi si sta nella fascia tra 3.151,29 e 4.203,04 euro); al 37% (rivalutazione del 2,701%) fino a dieci volte il minimo (fascia che arriva a 5.253,80 euro) e infine si crolla al 32% (rivalutazione del 2,336%) per chi supera i 5.253,81 euro al mese, ovvero dieci volte il minimo. Vista la differente rivalutazione per fasce, ci sono anche delle "fasce di garanzia" che stoppano la beffa di vedere finire il proprio assegno a una cifra inferiore del massimo previsto dalla fascia precedente. In questo caso, infatti, si assicura la rivalutazione della fascia precedente, se favorevole.

ESPERTO PENSIONI. Fai la tua domanda

Era stato lo stesso Istituto della previdenza, con una circolare del 10 febbraio, a ricordare modalità e tempi della rivalutazione. Nel documento, firmato dal direttore generale Vincenzo Caridi, si chiariva che l'importo rivalutato sarebbe stato messo in pagamento "dalla mensilità di marzo, unitamente agli arretrati delle mensilità di gennaio e febbraio".