TORINO - Ancora un dato positivo dal mercato dell’auto. Dopo la crescita del 19% in gennaio, in febbraio le immatricolazioni sono state 130.365 con un incremento del 17,54% sullo stesso mese del 2022. I dati sono deil ministero dei Trasporti.
Il gruppo Stellantis, partecipato da Exor che controlla anche Repubblica, ha immatricolato a febbraio in Italia 41.504 auto, lo 0,9% in meno dello stesso mese dell'anno scorso. La quota è del 31,9% a fronte del 37,8% dello stesso mese del 2022. Nei primi dei mesi dell'anno Stellantis ha venduto 84.993 auto, in crescita del 5,6% sull'analogo periodo dell'anno scorso con la quota in calo dal 36,9 al 32,9%
Nel primo bimestre del 2023 le immatricolazioni hanno toccato quota 258.269 con un incremento del 18,25% sullo stesso periodo dello scorso anno. Continua la tendenza positiva partita con la crescita crescita nell’agosto 2022 dopo tredici variazioni mensili negative consecutive. Se tuttavia si confronta il risultato dei primi due mesi dell’anno con i dati corrispondenti del 2019, cioè dell’anno precedente la pandemia, si registra un calo del 24,7%. "La meta, il ritorno alla normalità pre pandemia, per un Paese come l’Italia che ha un parco circolante di 40 milioni di autovetture e una domanda di sostituzione largamente insoddisfatta negli anni della pandemia e di tutte le sciagure che l’hanno seguita - sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - non c'è stata ancora quella accelerazione necessaria".
Uno slancio ostacolato nell’immediato, dall’esaurimento dei fondi per gli incentivi alle auto con emissioni di CO2 da 61 a 135 grammi al chilometro, ormai terminati, e, in una prospettiva di più lungo respiro, essenzialmente dall’insufficiente disponibilità di auto, dalla situazione economica generale e dai livelli dei prezzi raggiunti dalle automobili. Quagliano definisce quella attuale una "ripresina" che potrebbe diventare invece consistente se venisse meno la guerra in Ucraina, conflitto che produce effetti negativi nel comparto automotive, e se il governo si decidesse a cambiare gli incentivi all’acquisto con rottamazione di nuove auto "veramente significativi come lo furono quelli del 1997 che consentirono al mercato di portare le immatricolazioni da quota 1.723.117 del 1996 a quota 2.393.607 del 1997".
Proseguendo su questa strada in Italia il mercato nel 2023 si chiuderà con circa 1 milione e mezzo immatricolate. "L'industria automobilistica è pronta a raccogliere la sfida delle emissioni zero in applicazione del principio della neutralità tecnologica. Ma tale obiettivo potrà essere raggiunto solo attraverso un coordinamento stabile e programmato tra industria, mercato e istituzioni e attraverso i necessari sostegni. L'industria va difesa e rilanciata, recuperando i ritardi accumulati, sulle infrastrutture, come le colonnine di ricarica", sottolinea Michele Crisci, presidente dell'Unrae, l'associazione che rappresenta le case estere in Italia, e numero uno di Volvo in Italia.
"Il mercato auto viaggia in positivo ma il confronto avviene con i bassissimi volumi consuntivati nel 2022", dice Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto. "E mentre gli ecobonus destinati all'acquisto per i veicoli tradizionali sono terminati nel giro di quattro settimane, al contrario, le risorse che dovrebbero consentire di spingere su elettrico e plug-in continuano ad avere tassi di utilizzo molto limitati. Per questo continuo a sostenere che vadano riviste al più presto le regole di accesso agli incentivi dei veicoli non inquinanti".