Reddito di cittadinanza, salta il vertice di Anpal Servizi. In arrivo norma anti-furbetti
di Valentina Conte , di Valentina ConteROMA - Prima mossa del governo in vista della riforma del Reddito di cittadinanza: salta il vertice di Anpal servizi, il braccio operativo dell’Agenzia nazionale delle politiche attive, presente sul territorio in tutti i centri per l’impiego regionali. L’incarico alla presidente Cristina Tajani, nominata il 6 luglio scorso, viene revocato da un decreto interministeriale Economia-Lavoro, come quello degli altri consiglieri di amministrazione. Individuato il successore: Massimo Temussi, già consigliere della ministra del Lavoro Marina Calderone e in passato direttore dell’Agenzia per il lavoro in Sardegna.
Lo spoils system cont…
ROMA - Prima mossa del governo in vista della riforma del Reddito di cittadinanza: salta il vertice di Anpal servizi, il braccio operativo dell’Agenzia nazionale delle politiche attive, presente sul territorio in tutti i centri per l’impiego regionali. L’incarico alla presidente Cristina Tajani, nominata il 6 luglio scorso, viene revocato da un decreto interministeriale Economia-Lavoro, come quello degli altri consiglieri di amministrazione. Individuato il successore: Massimo Temussi, già consigliere della ministra del Lavoro Marina Calderone e in passato direttore dell’Agenzia per il lavoro in Sardegna.
Lo spoils system continua
La decisione arriva alla vigilia di una copiosa tornata di spoils system nelle partecipate pubbliche, ovvero di rotazione degli incarichi apicali. Ma a differenza dei vertici Eni, Enel, Leonardo e Poste che scadono in primavera, la presidente e il cda di Anpal Servizi scadono tra due anni. L’intervento è funzionale, spiegano dal ministero, ad avere “una nuova struttura a supporto di un sistema di politiche attive complesso” che sta per cambiare. Nei prossimi giorni è atteso un decreto Lavoro che dovrebbe incidere in profondità sulla macchina dei centri per l’impiego per agevolare l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro.
In Anpal Servizi non la raccontano così. Parlano di un fulmine a ciel sereno, arrivato senza preavviso e in modo improprio, perché l’Agenzia è una spa e quindi il presidente non viene nominato per decreto e non può essere revocato per decreto, ma dall’assemblea degli azionisti, convocata dalla stessa Tajani per il 9 marzo in prima convocazione e il 13 marzo in seconda convocazione. E mettono in correlazione l’improvvisa accelerazione con la difficoltà del governo in questi mesi sul fronte del Reddito di cittadinanza.
Tra cinque mesi 600 mila senza Reddito
E in effetti a cinque mesi dalla fine del Reddito di cittadinanza per 440 mila beneficiari il governo non si ancora è mosso. Il primo agosto 600 mila persone, considerate le famiglie, resteranno senza soldi e senza rete. In manovra l’esecutivo aveva inserito sei mesi di formazione obbligatoria, l’unica offerta di lavoro da accettare e la scuola dell’obbligo da terminare per non perdere il sussidio. Ma dal 31 dicembre nulla è cambiato. Le Regioni si muovono in ordine sparso. E appunto l’unica Agenzia nazionale che le coordina - Anpal Servizi - è stata decapitata all’improvviso.
Seppure fossero attivati subito i corsi di formazione, i beneficiari del Reddito che non hanno figli minori, non sono disabili o anziani potrebbero seguirne solo cinque e avere l’assegno. Il sesto non sarebbe più coperto dal sussidio. Una palese disapplicazione delle stesse norme varate dal governo Meloni nella legge di bilancio di dicembre che ha fatto cassa proprio con il Reddito, tagliando la spesa di 1 miliardo.
Il vulnus della norma penale abolita
Non è l’unica grana legata al Reddito. C'è il vulnus delle norme penali che colpiscono i "furbetti" cancellate dal governo Meloni - forse incosapevolmente - dal primo gennaio 2024. Un emendamento di Enrico Costa responsabile Giustizia di Azione, al disegno di legge sulla procedibilità d'ufficio e l'arresto in flagranza (che rivede la riforma Cartabia) consentirebbe di evitare il colpo di spugna sulle violazioni del Reddito. Ma lo stesso governo valuta di intervenire per decreto legge.