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Il "rigassificatore" di Piombino ha lasciato Singapore ed è in viaggio verso l'Italia

La Golar Tundra al momento della sua partenza da Singapore 
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ROMA - Ha lasciato il porto di Singapore martedì scorso, destinazione Italia. Dovrebbe arrivare per la metà di marzo a Piombino, dove tutto è pronto al bacino utilizzato per lo smantellamento della Costa Concordia. Qui verrà attraccata la Golar Tundra, la nave gasiera nata per il trasporto del Gnl (il gas naturale liquefatto) e - dopo gli interventi avvenuti in Asia - trasformata in rigassificatore.

L'operazione è stata condotta dal gruppo Snam, la società controllata dal Tesoro che gestisce la rete del gas a livello nazionale.  Snam ha investito 330 milioni di euro per rilevare “Golar Tundra”, nave costruita nel 2015 che può essere utilizz…

ROMA - Ha lasciato il porto di Singapore martedì scorso, destinazione Italia. Dovrebbe arrivare per la metà di marzo a Piombino, dove tutto è pronto al bacino utilizzato per lo smantellamento della Costa Concordia. Qui verrà attraccata la Golar Tundra, la nave gasiera nata per il trasporto del Gnl (il gas naturale liquefatto) e - dopo gli interventi avvenuti in Asia - trasformata in rigassificatore.

L'operazione è stata condotta dal gruppo Snam, la società controllata dal Tesoro che gestisce la rete del gas a livello nazionale.  Snam ha investito 330 milioni di euro per rilevare “Golar Tundra”, nave costruita nel 2015 che può essere utilizzata sia per il trasporto di metano, sia come impianto da collocare al largo delle coste per la lavorazione del gas liquefatto da immettere poi nella rete sulla terraferma. A vendere è stato il gruppo norvegese Golar Lng Limited, quotato al Nasdaq di New York, dove il titolo - visto la richiesta di natanti simili soprattutto dopo la fine dei lockdown - si trova a ridosso dei massimi degli ultimi cinque anni.

L'impianto di Piombino diventerà così il quarto rigassificatore italiano e contribuirà con un potenziale di 5 miliardi di metri cubi di Gnl lavorato all'anno ad aumentare l'indipendenza dell'Italia dalle forniture del gas russo. Un altra nave "rigassificatore - sempre rilevata dal gruppo Snam - arriverà al porto di Ravenna per la metà del 2024 e completerà la dotazione di infrastrutture per il Gnl.

La Golar Tundra non è l'unica nave di questo tipo ad andare in giro per i mari europei in questa fase della crisi energetica. E l'Italia non è nemmeno la prima che riesce ad aggiudicarsene una. Solo la Germania, per dire, ne ha ottenute cinque, di cui due già approdate sulle coste del Baltico e del Mare del Nord, di cui una già operativa. Ma anche Grecia, Francia, Paesi Bassi, Croazia, Estonia, Finlandia, Lettonia, Slovenia e Regno Unito, hanno annunciato la costruzione di una ventina di terminali galleggianti per ricevere Gnl.

Il motivo delle corsa ai navigli specializzati in Gnl è molto semplice: l'Europa ha bisogno di differenziare le fonti di approvvigionamento per sottrarsi alle importazioni dalla Russia. E mentre le forniture via tubo possono aumentare fino a un certo punto, dalla Norvegia (riattivando i giacimenti del Mare del Nord), dall'Africa (Algeria e Libia) e dall'Asia (attraverso il Tap), il metano trasportato via nave può arrivare da qualunque punto di partenza in giro per il mondo. Come, in parte, è già accaduto l'anno scorso.