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Settimana corta, l'imprenditrice: "Stipendi invariati, lo dovevamo ai nostri dipendenti"

Intervista a Simona Lombardi, amministratrice delegata di Ali Spa, una delle prime agenzie per il lavoro. "Lo smart working non è soluzione giusta per noi"
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MILANO - Simona Lombardi è amministratrice delegata di Ali Spa, una delle prime agenzie per il lavoro. Parte del gruppo familiare Magister, va dalla somministrazione ai buoni pasto (Repas), alla consulenza sulle risorse umane (Labor b). Cinquanta filiali, trecentocinquanta dipendenti, che da febbraio non lavorano più “cinque su cinque” per quaranta ore settimanali, ma “quattro su cinque” a trentadue ore. A parità di stipendio e mantenendo gli altri istituti, bonus e ferie. 

Come mai? 
"Il mondo è cambiato dopo che abbiamo assaporato i benefici dello smart working. Le persone ne hanno bisogno, perché l’hanno vissuto in pandemia. Ma non era la soluzione g…

MILANO - Simona Lombardi è amministratrice delegata di Ali Spa, una delle prime agenzie per il lavoro. Parte del gruppo familiare Magister, va dalla somministrazione ai buoni pasto (Repas), alla consulenza sulle risorse umane (Labor b). Cinquanta filiali, trecentocinquanta dipendenti, che da febbraio non lavorano più “cinque su cinque” per quaranta ore settimanali, ma “quattro su cinque” a trentadue ore. A parità di stipendio e mantenendo gli altri istituti, bonus e ferie. 

Come mai? 
"Il mondo è cambiato dopo che abbiamo assaporato i benefici dello smart working. Le persone ne hanno bisogno, perché l’hanno vissuto in pandemia. Ma non era la soluzione giusta per noi". 

Infatti non è previsto nel vostro modello. 
"Abbiamo avuto ottimi risultati, durante il Covid e subito dopo, stando vicini ai nostri clienti. Crediamo nel valore dello ‘spogliatoio’, del ‘fare squadra’. Ma dovevamo qualcosa ai nostri dipendenti. Così abbiamo maturato questa soluzione. La nostra società va per obiettivi. Non quantità di tempo, ma qualità". 

Come li misurate? 
"Ogni filiale ha obiettivi mensili, trimestrali e semestrali di fatturato, diversificazione del portafoglio, nuovi territori da esplorare e servizi da vendere. I responsabili di area organizzano il personale in modo che le filiali restino sempre aperte, cinque su cinque: sono diventati loro stessi degli imprenditori". 

Avete fatto accordi sindacali?
"Non c’è stato bisogno. Credo comunque che la contrattazione aziendale sia il luogo giusto per parlarne".

Come si recupera il tempo tagliato? 
"Eliminando i processi che lo fanno perdere. Abbiamo introdotto la firma elettronica nelle filiali, sostituito i fogli excel con software più efficienti. Su alcuni funzioni abbiamo tagliato il 60% delle attività che si facevano meccanicamente, le duplicazioni inutili". 

Che risultati vi aspettate? 
"Abbiamo un obiettivo di 450 milioni di fatturato nel 2023. Sono pronta a scommettere che ci sarà un guadagno di produttività". 

Teme che qualcosa possa andar storto? 
"Non ho preoccupazioni. Sperimenteremo la settimana corta per tutto l’anno, poi sono certa che diventerà strutturale. Spero che il nostro diventi un ‘caso’. Vedo molti giovani che si avvicinano al lavoro con meno grinta, hanno nuove esigenze e spesso faticano a trovare risposte: possiamo essere la soluzione a un problema a cui anche altre realtà possano guardare".


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